lunedì, 12 maggio 2008

benito

Deprescion Poetic Camerata Moment

siamo un paese di fascisti. Orsù cantiamo:

e viva la fi

viva la fi

viva la figlia dell'ortolano

che c'ha la fre

che c'ha la fre

che c'ha la fresca insalatina

sibelbride
Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
giovedì, 08 maggio 2008

portobello

"Più si cade dall'alto più grande è la botta che si sente".

Ilaria ride mentre con le sue gambe lunghe procede a falcate veloci verso Castel Sant'Angelo. La sua capacità di sintesi che in un primo momento strideva col suo carattere volatile e ragazzino oramai non mi stupisce più. La sua carica spensierata è capace di grandi momenti di acuta profondità.

Mentre mi bevo il mio caffé marocchino sui tavolini zoppi di Giolitti la immagino arrivare, alta e riccioluta, con quella faccia che lei definisce "antica". Quando si conquistano traguardi importanti possono moltiplicarsi i delatori o ammiratori. Certo è che se si raggiunge la popolarità si è vulnerabili, e il minimo soffio di vento amplificherà qualsiasi sussurro, giustificato o no.

La gente chiacchiera del noto cardiochirurgo Carlo Marcelletti, affidandosi totalmente alla notizia del tg che lo vede protagonista della cronaca per ipotesi di reato, tra le quali tangenti per ricoveri e trattamenti di favore e "detenzione di materiale pedopornografico".

"Ma guarda, e pensare che me dava tanta fiducia..." "Eh, addirittura pedofilo, ma te rendi conto??"

"Ipotesi di reato".

"Era molto protagonista" dice il Senatore Ignazio Marino, "si tratta di 4 mms di nudo femminile ritrovati sul cellulare", affermano gli avvocati.

Intanto però, i telegiornali hano diffuso le notizie al mondo, quelle delle "ipotesi di reato", e la gente ha impattato traducendo in "Marcelletti pedofilo", perché "per dirlo al tg si vede che è vero".

Il passato non insegna, non Enzo Tortora morto dal dolore in carcere con una carriera polverizzata, né altri colpiti dall'infamia di una precisa volontà di distruggere una persona, sbattendo il solito mostro nella solita prima pagina.

Se vogliono colpirti lo fanno mirando al cuore, alla parte più vulnerabile affinché pur uscendo scagionato dalle accuse materiali nessuno potrà mai smacchiare quell'onta morale  e dissolvere quell'ombra nera che ti hanno proiettato addosso.

Per metterti a tacere, per evitare di farti nuocere.

Perché se la gentucola sente le voci che incrinano quel personaggio tanto amato e costantemente osservato per giudicarne la moralità, muterà l'espressione degli occhi, e da fedeli cani imbambolati e grati si trasformeranno in branchi ciechi e sanguinari di porci posseduti, pronti a dimenticare solo con l'arrivo del prossimo scoop o la sopraggiunta morte del loro idolo.

Alcuni sapranno proteggersi criptandosi in un muro di ipocrisia pesante inespugnabile a qualsiasi attacco e diventando impermeabili a qualsiasi voce, soprattutto della loro coscienza. Altri che non sanno reagire a quello stato di solitudine impalpabile che come una cortina di ostilità li avvolge muoiono senza che intorno nulla cambi. Non senza essersi sentiti chiedere anche dagli amici più sciocchi come mai tante accuse. Mia Martini colpevole di portare sfortuna è diventata occasione di patetici momenti di ipocrita costernazione solo dopo morta. In vita si è dato manforte a chi alimentava la convinzione costruendole la tomba, solo perché non aveva fatto niente.

Probabilmente, secondo un altro luogo comune, se veramente avesse fatto qualcosa, in Italia, sarebbe stata ancora viva.

Il "luogo comune" però porta il nome di Falcone e Borsellino, morti ammazzati, Peppino Impastato, i lavoratori ed i soldati al fronte.

Carlo Marcelletti oramai è già al livello di "però era un bravo chirurgo".

Speriamo bene.

sibelbride
Permalink ¦ commenti (11)¦ commenti (11)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
mercoledì, 30 aprile 2008

berluscotto

cavour

"per me il Cavaliere è come Cavour"

-Renato Schifani-

Pres del Senato della Repubblica Italiana

sibelbride
Permalink ¦ commenti (14)¦ commenti (14)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
martedì, 22 aprile 2008

Aringarosa pensò:

"Noi temiamo ciò che non capiamo".

errato

"gli stupidi temono ciò che non capiscono"

sottotitolo per gli stupidi:

stupidbrain

"prerogativa dell'ottuso è il sospetto

perché

spesso abituato ad agire in malafede 

ed a non (sforzarsi di) capire-non avendo gli strumenti-

traendo maliziose conclusioni"

ArivaiColPippottoSibel

sibelbride
Permalink ¦ commenti (12)¦ commenti (12)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
mercoledì, 16 aprile 2008

Linux9e23maggio08
sibelbride
Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
lunedì, 14 aprile 2008

 jelena radiorock

ROCKPOLITICK (*)

(io sono stupida. Io sono stupida. Io sono stupida...ma flessibile)

(*)quelle in foto non sono io

Come in quasi tutti i fenomeni dell'esistenza, che mentre vengono vissuti non danno mai l'opportunità di venir compresi fino in fondo nelle loro dinamiche - favorendo così il profittare di coloro i quali orchestrano la partita- anche gli effetti delle azioni politiche più o meno scellerate di questo ultimo quindicennio, non vennero comprese dai più, ma solo da pochi lungimiranti.

 Io stessa, che in molte occasioni mi vanto della mia, di lungimiranza, interpretata al momento da chi mi sta vicino come oracolo menagramo di  Kassandra ;) "verace sempre creduta mai" - cit: Berlusconi nel discorso d'esposizione del programma politico.. - fino all'adempimento dei fatti, accolto all'unanimità con incredulo scettico stupore, manco fossi Cristo in croce che guarda su e dice "tutto è compiuto"...) qualche anno fa, dunque, abboccai solennemente in due truffe di proporzioni enormi.

 Una di queste fu il credere, come molti della mia generazione e altri boccaloni più attempati, all'introduzione del nuovo termine, parecchio trendy, di "flessibilità",

L'altra, figlia della stessa matrice - la truffa - ha cavalcato l'onda -concedetemi il momento umoristico, se c'era ancora qualcosa da cavalcare, e ce n'era AHAHAHA ;)- sfruttando l'instaurarsi di questa particolare moda per strumentalizzarla a scopi precisi ed articolarla ancor più subdolamente, se è possibile e si chiama Radiorock.

Con l'arrivo, nei tardi anni novanta, dei cosiddetti contratti a progetto inaugurati con enfasi dal grazioso acronimo di "co.co.co.", tramontava dunque l'idea del cosiddetto posto fisso, quello che nelle più rosee previsioni di molti era sinonimo di emancipazione personale, conquista di qualcosa meritato a suon di sacrifici e finalmente possibilità, quindi, di poter decidere almeno un minimo della propria vita in autonomia. Ci indorarono la pillola convincendoci che l'essere flessibili equivaleva a dirsi moderni, di una giovinezza proiettata in un futuro efficiente e al passo con tutti gli altri paesi à la page.

Per considerarsi vincenti dunque bisognava staccarsi dalla rassicurante tradizione di mamma e papà e tuffarsi a mare grosso in un rutilante via vai di lavori a termine, tenere il ritmo, avere il fisico, barcamenandosi di tre mesi in tre mesi tra un'azienda e l'altra "specializzandosi" (?) per poi improvvisamente incassare il colpo del licenziamento in tronco o lo "scadere del contratto" e relativo shock di ritrovato stato di disoccupato nemmeno in cassaintegrazione con un sorriso da bambola robot rock'n'roll robot-robot-robot.

Non avendo ancora però familiarizzato con la ruota del criceto ad esito ghigliottina, ogni volta che finiva era la come fosse la prima, e si correva disperati a piangere- momento immortalato in quello straordinario film di Virzì ispiratosi al romanzo "Il mondo deve sapere" -al bar di sotto, lo stesso dove 6 mesi o un anno dopo non saremmo entrati mai più -scene di cui la scrivente è solamente testimone; i bar di Roma continuano ad essere sempre tutti, anche i più famigerati per luogo ed eventi, teatro di gioviali punte per cappuccio e cornetto come da romanità, n.d,r.-

Tutto ciò tra i commiserevoli commenti di colleghi sfinge che nonostante si fossero sperticati in svariate pratiche, sessuali e non, sarebbero stati toccati dalla medesima sorte di lì a poco, e sebbene ancora non lo ritenessero possibile, ogni mese constasse di una nuova tacca sul carnet dell'asservimento.

Chi trovava ostico questo flettersi tanto cool, doveva ricercarne le cause in una sua personale quanto ovvia incapacità e carenza di doti,  certamente  sotto il profilo caratteriale, psicologico, lavorativo; Insomma, non in linea con le esigenze dell'azienda e quindi privo dell'"odore del gruppo".

 Ciò evidentemente appannaggio di altri,  stavolta con una  evidente vastissima quanto insondabile superiorità intellettuale. I sensi di colpa scandivano ogni giornata tra il sospetto generale ogniqualvolta inspegabilmente il contratto- se c'era- non veniva rinnovato, almeno finché la nemesi non si abbatteva regolarmente sul prescelto scaduto di turno. La pratica più consueta all' "Hillberry Investments" era "addirittura" non aspettare nemmeno il termine del contratto, per chiamare a casa un dipendente e informarlo con tono cospiratorio, sbrigativo e infastidito - lo stesso di Fabio Giannotti di Radiorock o di una Antonella, licenziata dopo mesi di totale abnegazione nei confronti dell'Hillberry - di "riorganizzarsi la vita".

Chi approcciava- ed erano tanti- a questo nuovo micidiale tritatutto ancora non si rendeva conto di ciò che in realtà celasse. Con la scusa della famigerata "flessibilità" migliaia di persone più o meno qualificate, e con un titolo di studi o una laurea, si videro frustati come muli alle dipendenze di capi tiranni e sfruttatori perché senza cultura, ignoranti e presuntuosi, che ancora ringraziavano qualcuno o non si capacitavano di avercela fatta, salvo poi, in qualche caso, rimanere essi stessi vittime dello stesso ingranaggio che fino a ieri difendevano.

Ingranaggio che in nome della flessibilità rispondeva legalmente alla cosiddetta logica del "turn over", trovata ambigua ma chiara quanto basta per legittimare l'eliminazione seduta stante di organico onde evitare di dover assumerlo definitivamente,  pagando a chi lavorava "anche"! ferie contributi e malattie. Fino ad allora, ovviamente, mai pagate. 

 Quando lo sfruttamento non si celava sotto l'alias di "stage", dunque nemmeno retribuito simbolicamente, secondo la scuola di Paolo Mazzullo e di tutti quelli dipendenti da lui (che sotto l'alibi di una "libertà di azione di ciascuno" -mai il termine libertà fu tanto ipocritamente infangato-ostentavano innocente trasparenza fingendo di ignorare la dinamica vigente a 5 millimetri della loro poltrona coprimiseria-) l'allucinate bluff in veste di meccanismo tritapersone prevedeva altresì nel migliore dei casi, energie impiegate al prezzo di pochi euro mensili che non davano alcuna garanzia di autonomia, né presso la banca per accendere un eventuale mutuo e acquistare una casa, o almeno un'auto propria, né con le strutture previdenti,

 Un Nessuno, dunque, ma flessibilissimo, accidenti, pagato a cottimo il minimo nemmeno indispensabile, visto che 400 euro mensili rimanevano una sudata miseria e rimangono tali, non raddoppiando allo stesso modo di generi alimentari, abbigliamento e tutto il resto.

E' nato così uno su tutti il fenomeno del call center, che incarna magnificamente il concetto diabolicamente millantatore di flessibilità, con tutta una sua strategia motivazionale che spinge l'imberbe progenie ligia impiegatuccia figlia di una generazione che aveva addirittura il lusso di metter su famiglia al riparo del posto fisso e ignara della nuova barbarie, che non si capacita del fatto che "questo figlio non s'affiata con nessuno" in termini lavorativi. Figlio, poverello, cresciuto sui libri a suon di bontà e dedizione per poi dare il meglio del suo sangue alla "sua" azienda in cambio di stima personale pagabile in iniezioni collettive di surreale lusinghiero brain washing sottoforma di ricatto e terrorismo psicologico per fertili menti senza malizia. Al culmine di questa nobilizzazzione di truffaldina feccia, da parte di ausiliarie della pubblica igiene mancate che vanno a letto coi capi, o squalidi lacché in veste di inoffensivi vecchietti, solitamente interveniva la variabile dipendente non ancora prevedibile in quei tempi non sospetti, del licenziamento in tronco.

 Ovviamente i motivi non venivano espressi. Perché nella maggioranza dei casi non sussistevano, o comunque non potevano, nella loro natura di sfruttamento, essere rivelati, confidando nella mansuetudine di un mucchio di gente volenterosa quanto impaurita. Azioni che  trovavano ragione fin da principio nei piani dell'organizzazione tritapersone il più delle volte coincidente con la persona del borgataro capo o capa suprema. Il capo -o la capa- non ha quasi mai un cognome, ma solo un nome. Egli o Ella, che sia Paolo, o Anna, o Luciana, è sempre una sorta di Entità, dissimulata tra una coorte di servi satellite prostrati al servizio, ognuno con una carica gerarchica e stranamente portatori di curiose tare schizoidi che li accomunano. Queste ultime sempre giustificate al pubblico novizio e non, col tentativo di dissimulazione facendole passare come originali vezzi propri di un personaggio artistoide e carismatico, si tratti pure d'alcolismo, pazzia, sindrome d'onnipotenza, doppia personalità, etc.

  Divise da dominatrix e piglio sicuro nascondono- a volte neanche tanto bene- attitudini rivali e inclini all'invidia e al sospetto, bassa estrazione con conseguente voglia di riscatto sociale e un'adorazione (sessualmente) illimitata per il grande capo; segretarie terrorizzate che sfogano le frustrazioni urlando volgarità e improperi ai sottoposti, salvo poi sfogarsi in pausa caffé che la capa è una povera vessata dalla vita che ha la fortuna di giocare a fare l'imprenditrice con gente che non si ribella. Le confidenti quasi sempre sono universitarie fallite, o prossime alla laurea a 38 anni, con la media del 17 e due figure ed il sogno non recondito di mollare e fare la sartina per coronare il sogno d'amore col capo reparto dell'ufficio ricambi tramite relazione nata al telefono - ma quello a microfono, bada - o col dottore consulente Pfaizer del call center per la promozione del Viagra col quale tradisce l'amore suo che tentenna al grande passo. I nomi generalmente sono Sara Incurvati, Debborah Cianca, Consuelo Cianciaruso e sono tutte convinte di essere importantissime figure all'interno dell'Azienda. La quale, da parte sua, avendo trovato gente di semplici ambizioni che si mimetizza non aspirando ad altro e non recando problemi le galvanizza con salti di qualità del tipo "effettuare chiamate outbound".

 Se invece il capo è maschio,  non solo del call center, solitamente è ossessionato dai rapporti a tre.

Per i satelliti, tutto ciò,  è a sua volta diretto a godere delle briciole di pseudopotere e favoritismo che hanno la funzione di colmare il carattere intimamente scarso della loro strisciante personalità. I satelliti sarebbero disposti a negare l'esistenza del sole, se il capo glielo chiedesse, a difendere un assassino, pur di conservare il loro angolo di consolante panacea per l'autostima, visto che all'idea di esser fuori di quell'oasi della follia già piangono per il realistico presagio di dover guardare ogni giorno in faccia la (loro) prosaica realtà.

 Se fuori sbandierano aragosta e vermentino di sardegna, a casa sorbiscono stelline in brodo di dado, panni da lavare, corna e prime visioni tv. L'aura che dissimula inverosimilmente come polvere sotto il tappeto enormi quantità di bruttezze varie è oppio dei popoli e complice di inzuccherare vizi, sofferenze, vite fallite, solitudini, aspirazioni di gente comune, troppo spesso banale, come in un manifesto di propaganda elettorale, di gente che mitizza se stessa per sopire rimpianti di ricchezza, amore, cultura, bellezza, etc, convincendosi che il proprio lavoro gli conferisca un pò di autorità sulla gente, tenuta a seguire i loro ordini, desideri, consigli, regole, "way of life" non importa se a modello prenestino o trasteverino. Per sentirsi arrivati e disperatamente parte a loro volta  di un qualcosa come in un vorticoso pattern ossessivo.

 Molti mestieri tra l'altro hanno questa caratteristica. E guarda caso più sono attività conquistate senza l'impegno dello studio e l'acquisizione di quella cosa che insegna l'umiltà e si chiama cultura, più l'esigenza di autoconferirsi un'autorità cresce. Qualunque essa sia. Più sussiste l'insoddisfazione per una vita che abbisogna dell'approvazione, la lusinga degli altri, più la voglia di imporre ai deboli sempliciotti la propria leadership, che sia politica, lavorativa o altro aumenta.  Il"supervisor" del call center, con la sua arena allucinatoria ne è un emblematico esempio. Berlusconi, venuto dalle navi turistiche come animatore e trascinatore di gente e ora di folle prive di basi storicopolitiche un altro, I capi ignoranti e i suoi  ligi patetici valvassori piscialletto un altro ancora.

Ma se oramai i presagi del presente, con l'esperienza avuta dovrebbero essere ascoltati e colti per tempo, mentre invece vengono volontariamente ignorati a favore della ripetizione dell'errore, penso che l'effetto devastante sia meritato. Chi ripete lo sbaglio perché codardo e figlio della dissennatezza- "il comunismo, tutti poveri" cit.- non fa che cooperare al bene di una lobby di persone. E allora non c'è scusante per l'autorizzazione di un intero popolo alla persistenza di determinate realtà e personalità di lupi travestiti da agnelli che dietro al sorriso tranquillizzante nascondono un'indole farabutta.

sibelbride
Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
mercoledì, 09 aprile 2008

menspreferblondes

divento intelligente quando serve. Ma il più delle volte questo agli uomini non piace...

sibelbride
Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
venerdì, 04 aprile 2008

er presciutto è più bono da sergio ma nun te fa lo scontrino

raccordoanulare

ai fini di far morire in me l'avversione per: il verde peloso e trasandato di Roma;

la sua erba parietaria che cresce tra i ruderi marroni e vetusti e i lavori in corso della metro di piazza venezia;

i pini tanto cari a Venditti;

OPEL ASTRA sulla Cristoforo Colombo;

il barista che quando gli chiedi coca ghiaccio e limone ti dice: il limone sì, er ghiaccio ancora no, eh. mica è estate.; brutti morti di fame pezzenti romani.

la faccia di alemanno sindaco tappezzata su tutti i muri, con un'alta concentrazione a Bufalotta; (question: ma Bufalotta è fascista? eppure se vai a chiedere la dose te la danno..vabbé, questo che significa, che i fascisti non si drogano? Bride. Non cadere in simili siocchi luoghi comuni. E comunque la Santanché e le sue scarpe di rettile tacco 12 abitano in centro. Non a Bufalotta. La vedo sempre, davanti al bar Giolitti che firma autografi con l'impronta dei suoi labbroni turgidi. Pare che giorni fa in una "spontanea" visita al campo rom si sia impantanata nel fango col plateau.. Daniela. Ma cosa mi combini)

il terrorismo psicologico dell' "ora perché dobbiamo andare a votare, poi perché votiamo, dopo perché abbiamo votato;

la pignoleria congenita che questo Paese non fa che accrescere in me, fomentando il mio stato astioso che pone in essere il mio non affiatarmi con nessuno!!!

i call center;

lo psiconano;

le cz di scritte sui muri di quelli che si fanno chamare "writers" e invece dovrebbero solo andà in galera; ma che ti credi di essere, a fare i graffiti nel New Jersey? Ahò. Stai a Tiburtina. E sei un imbecille imbrattamuri.

le attese

il traffico sulGranderaccordoanulareche senasceunabambinapoi

lachiameremoROOOMa.

le impiegate delle poste bionde, ciccione, sgarbate

i sindacati

il precariato

Pizza

nuntereggae più

Spinettà

i cinesi che guardano la tv con le bufale che ruminano monnezza

la mozzarellà ripudiata dai francesi

il pil in recessione

brutti morti di fame zozzi, sempre voi!!! Basta!!! Ancora De Mita? Ma quanti anni ha? Ma è morto?

dicevo: ai fini di soffocare in me l'abulia verso la mia Terra:

                   che farà vincere lo psiconano perché ha il merito di far leva su una massa di gente senza coscienza politica, che sopporta le sue campagne a colpi di insulti, che ha un Sud in cui per andare da Catania a Caltanissetta in treno ci vogliono le stesse ore che si impiegano per andare in California, dove chiudono gli ospedali per carenza igienica, decessi e mazzette, dove si crepa ammazzati per la legge del taglione in mezzo alla strada, dove non ci sono università e tutti vengono a Roma con le loro vocali aperte e il salamazzo piccante, le donne pronte a darla via come il pane focoso, dove le borgate saranno sempre borgate traboccanti ignoranza profonda e i quartieri ricchi sempre più stupidi e ricchi, dove gli immigrati continuano ad arrivare perché è giusto rispettare le differenze e poi lavano i vetri al semaforo, ancora, dove vige nascosto ma anche palese il maschilismo più sfrontato e il mobbing ma nessuno lo dice e tutte piangono ma non si dice, dove tutte si sposano per non far parlare "la gente" e per bisogno di affetto allo stato duro,

cito

William Borroghs: "CHI FINISCE DI CRESCERE COMINCIA A MORIRE"

-la scimmia sulla schiena-

 e un plauso a Paolo Virzì che nel suo ultimo film "tutta la vita davanti" ha fotografato magistralmente uno stato dai contorni fino a pochi anni fa ancora poco definiti, che faceva sì che chi vi cadesse vittima finiva per dare la colpa a se stesso, senza rendersi conto che si trattava del gioco ben rodato da pirati da galera che ben conoscevano i loro scopi nelle aziendeciucciaenergie delle quali erano i capi (...  "Hillberry Investments" )

al prossimo post ....

sibelbride
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
giovedì, 03 aprile 2008

Ed ora un simpatico giuoco di società.

Il seguente post è redatto in alfabeto Farfallino, è tratto da un'antica stele ritrovata su Ur Ano, ho tentato di decodificarla tutta la notte invano, alla fine ho letto la traduzione sul numero di "ErTubboDerGasse" di 2 anni fa. Voglio mettervi alla prova, diletti Spòsi raminghi, il primo che riuscirà avrà fortuna, felicità & giuoia e non morirà sicuramente di calvizie e cirrosi epatica. 

The list of the coss da fà befor di morir despues this giuliv indovinel.

Giur.

Ceferafa ufunafa vofoltafa ufunufu trifippofonefe difi nofomefe Pafaofolofo Mafazzufullofo. Efeglifi scoforefeggifiafavafa tufuttofo ifil gifiofornofo. Afaprifivafa lafa bofoccafa efe scoforefeggiafavafa. Ufun befellifissifimofo gifiofornofo cifi ufunafa gifigafantefescafa cafatafastrofoefe, befevvefe sifinofo afa scofoppifiafarefe, profoprifiofo mefentrefe trofombafavafa cofon ufunafa defellefesufuefe bofottafanafazzefe. L'afarifiafa sifi rifiefempifi difi pufuzzafa difi bfugifiefe, rufuttifi, befestefemmifiefe, efe pufurefe ifi sufuofoifi afassefervifitifi moforifirofonofo sofoffofocafatifi. Ifimprofovvifisafamefentefe sifi refespifirofo ufun profomufu difi rofosefe efe ofonefestafà. Tufuttifi eferafanofo fefelificifi. Efe vifisseferofo fefelificifi &fe cofontefentifi.

Fifinefe.

Lafa Spofosafa.

sibelbride
Permalink ¦ commenti (1)¦ commenti (1)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
venerdì, 28 marzo 2008

banalità e tedio vogliono dunque ch'io raccatti quelle ultime 4 rantolanti energie per stilare la solita lista di solite cose da fa prima della solita dipartita, che avverrà, come sappiamo, il 21/12/2012. Uff.

è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, come al solito.

E chi  ovviamente se non IO, The Bride??

LISTA DI COSE DA FARE PRIMA DI SCHIATTARE

1) tingersi di rosa i peli della topa e applicare bigodini

2) tentare di comprendere cosa portò al suicidio Cesare Pavese

3) tentare di comprendere cosa spinge ancora a campare taluni inutili dannosi individui

4) aiutare il Caso ad accelerare la dipartita di questi ultimi

5) eliminare pensieri impuri (Pentiti! Rinunci a Satana????)

6) dopo anni di fagioli dietro la porta sui cocci e sui ceci e altrettanti anni di lasagne al ristorante decidere che si può mangiare qualsiasi cosa ovunque tranquillamente, senza ostentare né i fagioli né le lasagne. Non necessariamente si soffre la solitudine, per questo.

O invece sì?

7) conquistare l'equilibrio

8) acquisire la saggezza

9) fottermene dell'equilibrio e della saggezza

10) abolire il maschilismo dalla società e posti di lavoro (un posto a caso....) 

11) fare il business di qualsiasi cosa: granite al tamarindo, agua de melon messicana, ville di lusso per svampiti, teschi rosa, elisir di lunga vita per vecchietti ma solo quelli che se lo meritano, fiale di invidia yogurt al gusto bulgaro per gli invidiosi, torte afrodisiache per iperglicemici, meglio morire trombando che assatanati con le pere, libri per gli gnori, penne per gli indiani, etc etc

12) vedere altri 120 concerti di gianna nannini

13) sedurre l'Ultrà con tre gocce di Chanel e la maglietta del suo centravanti preferito ( Paolomettilella)

14) ma ci vanno pure i doveri, in questa lista, o solo i desideri ludici?

15) veder morire Panza e tutti i filistei (AHAHAHAHAHAHA!!!!) una polpetta di merda ogni tanto per principio

16) veder morire pure Berlusconi e tutti gli affiliati- banale lo so ma ieri ho conosciuto uno che lo voterà-

17) preparare la pasta con le sarde

18) farmi invitare da qualcuno che mi cucina la pasta con le sarde

19) rendersi conto che ho parchi desideri. Non è possibile. Fosse che Dio voglia che ancora in me resista un minimo di pudore per non scialacquare i miei (veri) sogni sul blog?

20) assistere al meteorite che prende in pieno paolo mazzullo, le sue bottane & tutti i maschilisti e vederli soffocare in un mare di merda, così, tanto per sfogare ataviche chimere

...to be continued

sibelbride
Permalink ¦ commenti (10)¦ commenti (10)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
mercoledì, 26 marzo 2008

Hijodeputanoé

21 - 12 - 2012.

Vivo oramai solamente per il 21 dicembre del 2012. Non ho altri obiettivi. Da quando Dj Pastarella mi ha messo al corrente dell'ennesima mayalata che ci vede tutti definitivamente dinanzi al cospetto del Grande Vecchio, protagonisti designati di una nuova apocalittica sceneggiatura, le mie ghiandole surrenali registrano una iperproduzione di adrenalina, e il mio cortisolo è ai massimi storici. Chi mi conosce immagina cosa intendo. La data prevista dal calendario Maya  è dunque quella che vedrà annegare il genere umano come miserrimiTruman, vittime impotenti di uno sconvolgimento universale durante il quale la Terra, trovandosi nella traiettoria di un gigantesco meteorite, verrà colpita in pieno. Il gran botto che ne conseguirà sposterà l'asse terrestre, invertendone  la rotazione (!) e causando una serie di reazioni a catena; prima fra tutte ovviamente lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento delle maree e l'invertirsi delle stagioni.  E' facilmente presupponibile che moriremo tutti, cari Periti Peraria. Non è fantastico??? In vista dell'imminente Armageddon, gli americani, avendo già girato il film, pare che abbiano individuato 2 coppie da spedire in orbita in maniera che al loro rientro, calmatesi le..acque, possano assicurare la ripopolazione trombando come ricci. Per quanto mi riguarda, io diffido qualsiasi Noè della ventura a costruire una sua dannatissima Arca per portarmi in salvo. Voglio perire in santa pace. Non s'azzardasse a venirmi a cercare con la sua coppia di facoceri, ameno che non si tratti di Indiana Jones. Mi sono comunque organizzata, e sto procedendo alla compilazione di una lista di tutte le cose da fare entro il 21 dicembre 2012.

Man mano riporterò le più urgenti in questo Pubblico Altare, per l'altrui giubilo.

Per adesso questo è quanto

a risentirci

Vostra Bride Perita Peraria ;*

sibelbride
Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
sabato, 22 marzo 2008

aiuta quell'idiota del coniglio Pasquale ad attraversare il dedalo e sfondarsi allegramente la coratella coi carciofi!!!!!

help the rabbit sibelbride!

Cari Spòsi di passaggio, rammentate sempre che

la sorpresa dell'uovo di Pasqua è una cosa seria.

Buona camporella fracica a tutti voi

(traduz: che possiate trascorrere un sereno lunedì dell'Angelo)

Bride

sibelbride
Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
venerdì, 21 marzo 2008

cessoconlacatenaMaDeLuxe

Noccioline allo zoo

-ovvero: vademecum alla fauna odierna-

Eccoci giunti, adorati Spòsi del cuore, allo Speciale Società, la rubrica scritta e diretta dalla qui presente Sibel per la gioia dei naviganti avventori.

Oggi ci occuperemo di alcune tra le più comuni categorie umane, quelle che abbiamo sotto gli occhi tutto il dì senza peraltro farci oramai troppo caso, ma che sono fonte di infiniti piccoli mali somatici di cui attribuiamo la colpa al cambio di stagione o al glutammato delle alghe fritte del ristorante cinese.

Vorrei dunque tracciare un profilo delle tipologie apparentemente innocue, quelle che sovente poi finiscono per costituire delle presenze abituali nella vita di tutti i giorni, foriere di stress che inevitabilmente si riverserà sul nostro stato psicofisico che è a sua volta all'origine delle stragi condominiali.

 

Il PISQUANO

Il Pisquano generalmente è un tipo non eccessivamente dotato in chiave estetica. Nonostante ciò, egli nutre nei suoi confronti una inattaccabile stima, apparendo visibilmente contento della vendetta che la Natura ha esercitato su di sé, il che, essendo lui medesimo un cesso con la catena, costituirebbe motivo di ammirazione, attribuendo questa componente a grande intelletto e superiorità interiore. Macché. In realtà la verità come sempre è piuttosto più banale di quanto siamo portati a credere, e Il Pisquano procede sereno col vento in faccia che gli scompiglia i riccioli a vulva castana sino alle spalle o, a seconda, il glabro cranio che da quando ha rasato i peli pubici che si ritovava crescergli in capo, gli conferisce carismatica aerodinamicità- anche i sanitari nella collezione 2008-09 hanno un design più aerodinamico.- Convinto dunque di costituire motivo di languori notturni e anelanti chimere in solitaria per qualche fanciulla, non è attraversato dal pensiero che ahimé, invero, esiste la possibilità che costoro non se lo caghino di striscio, come dice Sarkò.

Il Pisquano fa di tutto per mantenere credibile questa allure da superimpegnato anche un pò rampante, seppur facendoglielo notare si affretti a smentire con fintatrasognata determinazione, colorando di umile confidenzialità i suoi preziosi momenti di dialogo, dispensati in gocce di bit come myspace- per i più datati- o facebook- versione myspace per chi è veramente, avanti- comanda.

Il suo tempo lo scandisce per lo più cazzarando in public relations che imbastisce durante tutte quelle piccole attività collaterali che sempre soffocano quella che dovrebbe costituire la sua principale occupazione, nonché motivo di cotanto magnanimo scialo di sé.

Egli infatti è generalmente una Rock Star, o comunque strimpella uno strumento e si prostituisce con questue bavose, sorrisi caimani e tourneé in ciociaria o dj set a Villa delle Querce a cadenze regolari, pur di vedere il frutto delle sue fatiche in scaletta in qualche radio, foss'anche la più pulciara emittente basta che gli permetta di sentirsi osannato da un pugno di scalcinate cheerleaders che applaudirebbero pure lo zampognaro a natale.

Il Pisquano ha la sua variante in un tale che fa suo il motto "da quando ho imparato a camminare mi piace correre" e lo applica in tutte, ma dico tutte le sue attività, anche quella sessuale, e per questo si pensa un grande. Un grande Coglione, sicuramente, mantenendo salda la peculiarità della categoria, ovvero credere di essere motivo di fustigazione sui cocci e sui ceci delle fanciulle a cui promette, a scelta, se stesso o una birra come fosse un favoritismo di cui vantarsi, il permesso di toccare le sacre stigmate di san pio da pietrelcina o un accredito per il dietro le quinte di Peter Gabriel, fate voi.. In realtà è solo lui, Il Pisquano di periferia, epicentro del focolaio generalmente la Apulia, ma ne esistono svariati disseminati a macchia di leopardo. Esemplare che ancora si sta chiedendo come mai addirittura più di qualcuna ci casca, ma tant'è, finché dura rendiamo grazie. Il fatto che, volendo, potrebbe anche non interessare davvero a nessuna sana di mente, non desta preoccupazione alcuna.

L'AMICA STUPIDA E ANCHE UN Po' ROSICONA (perché insoddisfatta della sua vita e per questo segretamente in un modo o nell'altro ve la farà pagare)

Ovviamente non ve lo dirà mai. Altrimenti non staremmo neanche qui a parlare. E sarebbe per questo una VERA amica. L'amica insoddisfatta della sua vita è sempre quella, generalmente, scadendo nel banale (ripeto; la verità spesso è banale. Siamo noi che la sopravvalutiamo) alla quale in primis manchi un Manico. Sì, insomma, un "grosso pisello". Inequivocabili segnali vi condurranno a chiarire i motivi di quel tono di voce sempre un pò più su di qualche ottava. Attenzione,  lei non urla, lei stride. Lei non è vitale, vivace, lei annaspa. Lei non vi cerca perché trova in voi la consolazione del'amicizia. O meglio, consolazione sì, ma solo perché per il momento a consolarla non vi è un grosso cazzo in una tenera casetta in canadà da arredare all'Ikea. Il dì che il Signore vi farà il regalo di farglielo succh.ehm, trovare, qualcosa della sua vitalità che vi riempiva le giornate svanirà, e voi attribuirete ciò alla serietà che "il diventare grandi" inevitabilmente reca con sé. Noterete forse spuntare un frontino o cerchietto sul capo, e se prima vi chiedeva con occhi da cane chi vi messaggiava sul vostro telefonino, ora si assenterà periodicamente per rispondere ai reclami di Ciccio. Lei non mira a curarvi amorevolmente le scottature con indulgenti tenere disinfezioni per dimostrarvi il proprio sincero affetto puntando al vostro sollievo. Lei mirerà a sottolineare con ferrea ed onesta quanto saggia presunta sincera amicizia nei vostri confronti da quanto tempo il Bieco Stronzo per il quale voi disegnate pupazzetti tutto il giorno non vi scrive e perché, serpeggiando tra gli amorevoli schietti discorsi con frasi fintocasuali degne di una megera in procinto di spillonare il fantoccio con le vostre sembianze, che vi faranno chiedere per il resto della giornata se quella lì è davvero la vostra amica o un infame emissario dei servizi segreti di Putin designati per sterminarvi lentamente tramite terrorismo psicologico o Polonio nel té che le offrite- sempre se non vi dia buca senza dirvelo prima, ovviamente-

L'amica stupida è quella che si sforza di farti vedere che si preoccupa del tuo benessere, tramite frasi melliflue alla glicemia compatendoti e istantaneamente pensando a come trovare un'altra amica più performante che possibilmente non le attacchi un pò di quella sfiga contagiosa così demodé, contando segretamente le tue soste al pitstop mentre lei la dà via di domenica al primo che se l'è piata per grazia ricevuta dopo anni di miseria pure conclamata senza contegno alcuno. E' colei che fa di continuo confronti, tra lei e te, nella fattispecie tra il suo lardoso posteriore- ma al riparo di un babbeo che un giorno oramai lontano disse "Sì" con poca convinzione all'idea di scodellare due piscioni per consolidare l'idea di "fermamose"- ed il tuo ancora secco ed agile culo di convinto Spirito Libero.

E' colei che di fronte all'apprezzamento di un soggetto dotato di attributi maschili da monta sbava come un lama tibetano posseduto, sbarra gli occhi e s frappone tra te e il portatore di membro per far vedere che il reale affare è lei. Cavolo, non lo vedi che è lei? D'altronde l'amicizia è un prendere l'autobus per coprire quella distanza che c'è tra noi e un pisello.

E' colei che ostenterà sempre un daffare da Melanie Griffith in Una donna in carriera, ma in realtà non credetele, ha semplicemente trovato un uomo, e può finalmente tirare il fiato. Ha finito di angosciarvi con le sue paure da piccola fiammiferaia con l'assorbente, ma se prima veniva a fare shopping con voi ora capa i fagiolini in cucina.

E' colei che quando avete un problema "serio", di sicuro vi ha lasciato l'uomo. Cos'altro, sennò?  E poi, perché, avevate pure qualche speranza di essere felice? Si, ma mai quanto in qualche oscura parte dell'universo è riservato a lei e ai suoi meriti indubbi. Però  quando la certezza di queste doti e meriti vacilla c'è sempre l'analisi, i tarocchi, VOI.

 Ciò vale pure per l'AMICO STUPIDO.

Se osate esprimere stanchezza per questa esistenza che vi dispensa bicchieri di sale, vi guarderà scuotendo il capo, biasimandovi e sogghignando sotto i baffi che non ha perché ha potuto prendersi una piccola rivincita a tutte quelle volte in cui si è sentito "ingiustamente" penalizzato dalla vita perché tutte continuano a scherzarlo (chissà il motivo, vita maiala). Risposta: te lo dico io, che nonostante tutto ti voglio bene: perché sei cieco. Come cieco? Ottuso. Come ottuso? Sei Stupido. Va bene così? E lavati, che puzzi. Come fo a venire in spiaggia con te se ti puzzano le ascelle? Vacci da solo in spiaggia. (Lorenzo docet. il quale, peraltro, era afflitto da alitosi perniciosa. A nulla valsero i miei dinieghi disperati malcelando interesse verso qualsiasi altra cosa del momento e innumerevoli pacchetti di gomme. Mi baciò. Fu tremendo.) Maschi: avete la fiatella. Fate qualcosa, cazzo di buddha.

Donne attente alla vostra forma fisica in perenne assedio da rigatoni e glucosio: puzzate. Non dice nulla lo scimmione che avete accanto? Che c'ha, i filtri nel naso?

COLUI/LEI CHE VI SOTTOVALUTA:

Continua a menarvi il can per l'aia, e voi non vi rassegnate al fatto di dover essere trattate/i così da un simile idiota. Decidete di fargliela passare liscia finché, il giorno che la vostra immensa superiorità e abnegazione vi abbandona, scoppiate dicendogli chiaramente cosa pensate di lui/lei, riducendolo all'ombra di sé, e causandogli un lieve stupore. Non se l'aspettava. E quindi vi rinfaccerà di essere stati falsi, di non aver condotto un rapporto sincero visto che era questo ciò che pensavate davvero di lui/lei.

No. Siete voi che l'avete amato/a teneramente a lungo passando sopra a tutti gli scleri idioti e immaturi di un povero/a scemo/a ignorante pieno/a di sé per far si che non si sputasse in faccia se avesse a far mente locale sul suo reale stato, scevro/a di tutta la panacea che si costruisce intorno. Può ingannare chi non lo/a conosce. Non voi.

E per questo dovrebbe esservi grato/a.

Oppure, idiota come da copione, ha sospettato della vostra cattiva fede in tutti questi anni, attendendo alacremente la riprova del frutto della sua mente da faina- e chi lo/a incula, a lui/lei!!!!!- finché finalmente, quando voi ne avete abbastanza di questa continuo sguardo torvo malsimulato che rumina dentro e vi ricama a tutti i vostri amici di quanto voi siate deprecabilmente spregevoli, ha potuto dirvi trionfante: "Visto??? Avevo ragione, io!!! Questa è la tua vera natura!!! Come hai fatto a tenerla nascosta per tutti questi anni????E io, che taaaanto buono/a, sono stato/a così corretto/a, sempre!!!!"

Consolatevi, se popo avete voglia, col fatto che nonostante lui/lei sia così stupido/a, sa benissimo quanto non corrisponda a verità il ritratto che ha voluto fare di voi. E che conosce altresì la verità su se stesso/a. Ma deve pur continuare a vivere.

Voi avete giocato in maniera leale. Non perché siete buoni e pii. Ma semplicemente perché non avete bisogno di giocare sporco. Chi lo fa è perché non ha altro, e un barlume di raziocinio gli dice che, accidenti, non ci sta. E qualcuno dovrà pur pagare, per queste sue miserie, no??

Ma ci sono ignoranti e ignoranti, borgate e borgate, burini rifatti in ostentate borse Harrod's e Rolex a cercare di tappare penose lacune disperatamente incolmabili e parvenus. E non è un discorso di destra, sinistra o classista, ma la realtà. Borgate dove nonostante l'ignoranza persistono purezza di cuore nei fatti e non a parole. E ignoranza che non preclude la bontà umile, che non si sognerebbe mai di partorire frasi evidenti, malvagie, che denotano l'essenza reale, che nessuna auto metallizzata, nessun impegno umanitario o sociale, nessuna borsa di Gucci potrà mai nobilitare, sepolta sotto chili di ipocrita apparenza.

fine prima puntata....

to be continued

 

 

sibelbride
Permalink ¦ commenti (13)¦ commenti (13)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
venerdì, 21 marzo 2008

bollabride

".....C'era stata quella volta e ce n'erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta."

-Paolo Giordano- "La solitudine dei numeri primi"

sibelbride
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
lunedì, 17 marzo 2008

damiGiano

Giani & damigiane

Ero convinta che la vita fosse un processo di acquisizione. Partire dal caos per ricostituire l'ordine. Non è così. E' una tensione verso la perdita. Ora, chi è stupido mi contraddirà certamente. Ma chi è stupido sicuramente possiederà un sito dove scriverà i suoi punti di vista convinto di essere per una qualche ragione ancestrale, l'unico a poterlo fare. Beh, non è così, democraticamente, caro possessore di Sitileader, la Tua merda ahimé non soffrirà la solitudine. Detto ciò, dicevo, sostengo che alla maturità corrisponda una perdita corrispettiva e contemporanea. Di quello Stato di Divinità infantile, dell'invincibilità che eravamo convinti di possedere. Di quella Fame che solo pochi eletti conservano fino alla fine. Io ho problemi digestivi, in questa Fame perenne che mi dilania, ma questo fa parte del mio essere. Trangugio damigiane di grammatica e note al mannitolo per profilassi. La mia peristalsi soffre il metabolismo dei giani di quartiere, per il resto il mio stomaco gode di ottima salute.

Un libro per oggi: "Biografia della fame"- Amelie Nothomb

Sposa

sibelbride
Permalink ¦ commenti (7)¦ commenti (7)(popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
venerdì, 14 marzo 2008

"eau de coeur"

Parfum

Da bambina lasciavano a me il cuore del carciofo, "perché è il più buono". Papà ha estratto il coltellino dalla tasca, ha tagliato via tutte le foglie e me lo ha dato. Poi siamo usciti, e abbiamo colato il piombo fuso dentro la crosta dura del gesso messo vicino alla legna che ardeva, in modo da far sciogliere all'interno la cera.

Tutti i giorni intorno appaiono più grigi in confronto a certi altri. Pare che invecchiando si perda la parte migliore dell'"emozionalità". Come un gelato al quale qualcuno ha leccato via la panna, una discesa sugli sci sulla neve gelata ed il cielo coperto, come un'anguria rossa ma poco zuccherina, sembra che le emozioni divengano più insipide, private del gusto più deciso, di qualità "scadente". La difficoltà del cammino, le prove vissute spesso nel'intima solitudine del proprio cuore, nonostante la presenza di chi ci è vicino, i dispiaceri, le sconfitte, oltre a renderci meno fragili contribuiscono ad inaridire quel lato dell'anima che era pronto a traboccare ogniqualvolta la vita ci stupiva. Mi capita di pensare a quando ero certa di poter avvertire il tepore del sole sicura che sarei rimasta per sempre in quella dimensione eterna, senza tempo, convinta di poter fare tutte le scelte anche le più audaci, perché comunque non avrei mai perso. Oggi, smessi quei panni, troppo meravigliosamente rosa e corti, ora che metto le calze in inverno e se non ho voglia non mi trucco nemmeno, continuo a pensare di poter fare "tutte le scelte", ma con la consapevolezza che, sebbene spesso non me ne importi, considerato che le mie decisioni sono di una... pancia ponderata, pagherò il famoso prezzo. L'intensità dei profumi, il lato appetitoso delle emozioni, il loro colore, che le fanno rientrare nel novero delle indimenticabili appare ora evaporato. Nel bene e nel male. Un tempo esistevano nel mio naso profumi che oggi non respiro più. Ma io so che se solo avessi l'occasione di sentirli ancora, mi riemozionerei allo stesso modo. Giorni fa ho visto le clark beige di un giovane ingegnere con la maglia dell'Esperia scritto sulle spalle per mano a una bambina coi ricci castani felice di scendere in cantina col papà. Aprendo la porta del ripostiglio ne ho sentito il rumore di ferraglia, e sforzandomi, anche il triciclo e gli scarponi che tiravamo fuori. Ho respirato a lungo quell'odore di umido e chiuso, masticando il sentore di ruggine per tenere dentro di me l'immagine ancora per un pò. Avrei voluto vivere quel film lontano, cullarmi in quella dimensione così bella destinata come tutte le cose a disfarsi. Le immagini dei miei piedi abbronzati e impolverati di sabbia sulle sedie bianche sotto ai pini, le caviglie piene di fili di lana intrecciati, l'agilità dei miei passi dietro ai miei pensieri che vivevano di qui ed ora fino al mare, lì davanti, il profumo dell'estate, di quelle estati, non è lo stesso di ora. E ancora sono solo immagini senza sapore. Mi metto lì ad associare i pezzi di un'altra vita, Plastic Bertrand, il Blob, la Maga Circe supina a vigilare su quello che era il mio territorio e la mia indiscussa totale felicità.

So che se vi tornassi rimarrei delusa nel dare nuova dimensione a quello stato di grazia, portandovici la consapevolezza di oggi e intaccando così quell'ingenua certezza che tutto sarebbe rimasto intatto per sempre. I miei profumi hanno sparso la loro ebbrezza fino al momento nel quale ho preso coscienza veramente che poche cose sarebbero rimaste uguali. Tutto il resto destinato a scemare, molto non mi apparteneva se non per quei giorni in cui mi era stato concesso di goderne.

L'ultimo, intenso aroma che ancora respiro col cuore è quello giallo della mimosa sulla salita nera di bitume splendente di sole all'arrivo di aprile, uscendo da scuola. Nemmeno il profumo dell'uomo che ho amato era così forte, e mi emoziona alla stessa maniera. Ma ogni volta che ripasso i miei passi, magari di quando avevo solo una Torre illuminata a farmi compagnia di notte, o un corridoio verde per passare le giornate, il borbottio di un motore a pelo d'acqua ormeggiato a pochi metri dalla risacca, mi dico di non fermarmi, di non abbattermi e di voler continuare ad essere affamata di profumi di vita. Così, mi metto i jeans, perdono chi mi ha fatto del male togliendomi un pò di forza per prenderne per sé, mi dico che tanto io ne ho in abbondanza e sorrido dicendomi: "c'è chi si lamenta perché non ha le scarpe. E chi invece si lamenta perché non ha neanche i piedi".

EauDeParfumTheBride

sibelbride
Permalink ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria : come va il mondo, sì lo voglio
lunedì, 10 marzo 2008

amoreesticazzi

...ESTICAZZI?