and nothin else matters
Siamo diversi, non c'è dubbio; l'acqua e il fuoco, come si dice. Non so dire definitivamente chi sia l'acqua e chi il fuoco, ma tu mi suggerisci l'irruenza delle fiamme, io quella della piena. In ognuno c'è un pò di entrambi, ma è un modo diverso, di bruciare, una maniera differente di sobbollire, incresparsi, divenir torbida o chiara. Tu sei l'istinto, il caos, la casualità e l'empatia, io la razionalità, la malinconia seria e paziente e le risa abituate ad essere vere, così tanto che poi lo sono sul serio. Poi però a prima vista pare l'inverso, che sia io quella diretta e indisciplinata, e tu il logico, razionale. Invece è il tono di chi ha la mia età e non sa come mai, come me, dirmi che in fondo non mi sono sbagliata, è solo il tempo che come al solito non è quello giusto.
Potrei dire che è semplice, siamo tu l'uomo e io la donna, ma è lo è sin troppo, perché ho conosciuto chi mi teneva per mano mentre si sforzava di non perdere nemmeno una sillaba dei miei pensieri. Di uno dicevo che era il proseguimento del mio cervello, ed era vero. Almeno in quegli anni.
Anche fisicamente non c'entriamo niente, pure se dicono che non ha senso, nonostante il detto popolare. Com'è che faceva? Ah, sì, "chi si somiglia si piglia", un pò come "mogli e buoi dei paesi tuoi", che poi significa anche che se ti metti con uno della medesima estrazione sociale- ...esistono, esistono ancora, le "estrazioni"...sebbene non saprei dire se per fortuna o no...- si avranno certamente più cose da dirsi, in generale. E non è poco, se ad esempio, tu sai cos'è il fascismo e lui ti chiede cos'è. e guardate che da qui parte tutto, sapete. E' un esempio, ho detto, accidenti.
Ebbene si,non mi sono fatta mancare nulla, lui si chiamava Antonello, era bellissimo, un pò sciuè sciuè ed era una verosimile, disarmante zappa. Il giorno che mi chiese cosa fosse sto Fascismo che mi teneva parecchio occupata vidi la realtà, e ne venni a patti. Io non posso materialmente stare con uno che ti porta fuori tutte le sere e ti chiama tesò se non sa cosa sia il Fascismo. Ma mica per il Fascismo in sé. Oddio, anche. Però insomma avete capito. Chiusa parentesi.
Da quel giorno ho cominciato a capire che volevo qualcuno che mi avesse insegnato qualcosa, che ne avesse saputo molto più di me. Per questo motivo mi sbattei parecchio per chi scoprii avere la maturità di un quarantenne, la tristezza di un settantenne, l'intelletto di un dirigente cgil - all'epoca andava di moda Cofferati....- l'ironia di un sampietrino, l'intelligenza di Confalonieri e l'immaturità di Jovanotti, l'idea del futuro di un diciannovenne, e pure il frigorifero. L'età che aveva, tra l'altro. Quando poi cominciai a starci insieme realizzai che la lucidità del reale e la confidenza con esso è sempre ciò che mi piace, l'ignoranza costituisce sempre selezione naturale in ragione di snobismo -se mi si vuole falsamente onesta- e di necessità, per onestà intellettuale. E comunque ho scoperto che la cultura è abbastanza, sicuro, ma ahimé non è tutto e da sola può essere parecchio noiosa.
Non credo che tu, a parte due o tre che sai certamente fare, potresti insegnarmi cose interessanti, ma di sicuro solo per avvicinarmi a quell'altro emisfero di mondo dal quale parti per approcciare alla realtà, mi ci vorrebbe un viaggio intero; nonostante provi già per gioco a disegnarmi la mappa e indovinarne le tappe per conto mio. Non so mica se tu lo sai, credo che non ti riguardi, hai altro sul tuo personale sentiero, fatto di particolari per condurti ad altri punti di vista. Alcuni per me non hanno senso, li trovo cinici, semplicistici sino all'irrazionale, fuori di testa, immorali, perfino, ubriachi, profondamente dubbi, ecco.
La convinzione di essere brutti, quella invece ce l'abbiamo entrambi, ma obiettivamente tu con meno diritto di me, non ho capito se nessuno ti ha mai detto il contrario o se oramai è troppo tardi per smontare quell'immagine con la quale probabilmente sei venuto su.
Se non mi facessi intuire l'esistenza di ciò che da sempre mi calamita, probabilmente smetterei di volere, raccontare bugie, ringraziare gli eventi per poi maledirli, per aver architettato così bene l'ennesimo schema da affrontare, di quelli lunghi, dove misurare la pazienza, mica cose per donnette, no. Difficile dire se aldilà delle sollecitazioni delle mie azioni, lo schema è stato fatto per essere risolto, forse serviva ed è finalizzato solo a non morire. o a farlo più in fretta, o semplicemente non morire ma complicare un pò il quadro in maniera da tenermi occupata.
Mi hanno aiutata a prevedere prima il finale, a capirlo, non è che mi piaccia molto, ma sono abituata a cercare di cambiare gli eventi, e comunque a trarne il massimo nonostante il Guerriero non sia galvanizzato da una vittoria regalatagli dagli dèi.
Potevo credere che vedessi, senza che io ti portassi a farlo, la direzione dei miei pensieri, che cantassi le mie stesse canzoni e che dessi lo stesso nome alle cose che io do loro. Non era mica difficile, in fondo!
Invece l'unica cosa che credo è la frase di Blonde suicide che dice "non c'è niente di più attraente di un uomo immerso nei suoi pensieri", una magnifica cazzata che mi fa sorridere nel riconoscervi il tuo nome e nel guardarti fare l'idiota, accidenti. Ma lo fai così bene che vorrei lo facessi in una stanza- quella stanza....- solo per me ;)
ded. a chi, per capire, è abbastanza grande per essere ragazzino , ogni tanto :)