"I HAVE A DREAM......."*

panzamazzullo'sfuneral
Oh happy day, oh happy day
Oh happy day, oh happy day,
when Jesus washed, oh when he washed,
when Jesus washed,
He washed the sins away, oh happy day.
He taught me how to watch
fight and pray, fight and pray.
And he'll rejoice in things every day, every day
Oh happy day, oh happy day,
When Jesus washed, oh when he washed,
when Jesus washed,
He washed my sins away, oh happy day.
He taught me how to watch
fight and pray, fight and pray.
And he'll rejoice in things every day, every day
Oh happy day...
Oh happy day
Oh happy day, oh happy day,
when Jesus washed, oh when he washed,
when Jesus washed,
He washed the sins away,
oh happy day
Oh happy day!
Gospel by Edwin Hawkins
ANATHEMA!!!!!*
5 MN DI ANATEMA AL GIORNO TOLGONO ER PANZA DI TORNO
TUTTI INSIEME:
ehi!!!! tu che leggi, sì proprio tu!! tu, con l'occhio beota che ti interroghi sul significato iconografico del post! è per te che intervengo, con dubbi seri sulla riuscita dell'impresa, x schiarirti la nebbia che ottenebra il tuo intelletto, o Stupido Ignaro! CANTATE al ritmo di nun ma nun ma dai a boccea alle sei, risuonate, ruttatori ai margini, giubilate pappagalli cinefili erotomani compiaciuti represse concubine primedonne isteriche piskuane disoccupate culidoubleface riciclate infrattate in lista d'attesa vulve usa&getta vaccheinofferta & suonatoricornuti esibizionisti da sagra della fava del 1 maggio uccelli insonni cazzi in cassaintegrazione piselli in formalina pappabevitori illusimatusa cariatidi lacché
clicca play e aspetta, Forrest...*
Non esistono fenomeni morali, ma solo interpretazioni morali del fenomeno.* (Nietzsche)
Le convinzioni sono per la verità nemiche più pericolose delle menzogne** (Nietzsche)
*Dove l’interpretazione del fenomeno Panza, universalmente amorale di per sé, ne è la principale dimostrazione.
**Qui invece l’eccezione fa la regola in quanto se attribuibile Ar Panza menzogna e convinzione coincidono, di conseguenza il sistema si annulla.
È anche da sottolineare che dinanzi alle menzogne der Panza nessuna convinzione potrà mai reggere il confronto.
“Apri la bocca,
e non asconder quel ch'io non ascondo.”
-Dante feat. The Bride-
"..A' loro piedi è la loro immagine, il verme**. Turba infinita, senza nome: appena accenna ad un solo, e senza nominarlo
(…)
colui che fece per viltate il gran rifiuto.
-Il loro supplizio è la coscienza della loro viltà, il sentirsi dispregiati, cacciati dal cielo e dall'inferno. Ritratto immortale e popolarissimo, di cui alcuni tratti sono rimasti proverbiali. Esseri poetici, appunto perchè assolutamente prosaici, la negazione della poesia e della vita: onde nasce il sublime negativo degli ultimi tre versi:
"...Voi non andate giù per un sentiero
filosofando: tanto vi trasporta
l'amor dell'apparenza e 'l suo pensiero
(...)
Quindi:
Fama di loro il mondo esser non lassa:
Misericordia e Giustizia gli sdegna.
Non ragioniam di lor; ma guarda e passa."
-Dante feat. The Bride-
**Er Panza
*Ri-dedicato a: Er Panza; lacché portaborse ammaestratori di zori passeggiatrici all'ombra stupiditravestiti parrucconi e barbuti inconsapevoli sottomessi leccaculi d'oltralpe ignari beoni furbetti del quartierone barbe panze e alcoliche soci & socie rosiconi visionari cessi rutti bestemmiatori e assuefatti nulli decerebrati valvassori e valvassini arringatori del sabato e della domenica antipapalini estimatori di fabio casale fumo denso tabacco e incenso fiche cazzo cazzotto sperperatori di scomuniche di contrabbando ammanicati e clienti spie reclute analfabeti dispensatori di rosicate in esubero, messaggeri di riverbero da flatulenza, gianluca grignani, scarponi nella duna di max tortora cornetti stantii culi parati e culi da parare nascone sturate e zinnone calate chiome platinate digitatrici infrattate arrampicatrici di divani pantegane stanate
NON TE LO RICORDI? BEH, TE LO RICORDO IO.
Duilio Poggiolini, "il boss della malasanità"
Aveva accumulato una fortuna con le tangenti. Siamo andati a cercarlo. Ecco come vive oggi
Un uomo metodico. Tre volte la settimana fa la spesa da Celestino, il suo fruttivendolo di fiducia. Un mazzo di cicoria, due mele golden e le patate da fare lesse. Rari sfizi, il cartoccio di ciliegie o di fragole quando è stagione, un mango a Natale tagliato a fettine sottili. Salda ogni settimana, puntuale, il suo debito, poco più di 20 euro. «È sempre stato uno molto tirato», chiosa Celestino che conosce Poggiolini da quando faceva il medico della mutua e sconsigliava l'abuso di farmaci. Lo ricordano come un tipo parsimonioso anche allo spaccio di Poggioreale, il carcere dove ha trascorso sette mesi per corruzione. Una fetta di formaggio, la carta igienica e l'acqua minerale. Nessun extra. Ma nemmeno pane e acqua. Pranzo e cena li scroccava dai suoi facoltosi compagni di cella, l'ultimo l'ex ministro Giulio Di Donato, prima di coricarsi sulla branda con la coperta sulla testa per scacciare l'incubo.
Non se la spassava, Poggiolini, nemmeno quando poteva, da miliardario superburocrate che trasformava lo sciroppo in oro e i giornali ribattezzavano il "re Mida della sanità". Era ricco e viveva da tapino. Riempiva i forzieri di oro, quadri e gioielli, moltiplicava tra Italia e Svizzera i conti correnti e portava sempre lo stesso abito grigio, lo stesso cappotto liso. Psichiatri a convegno si sono scervellati sulla patologia di questo Paperone capace di godere solo per quello che Keynes chiamava «un fatto morboso e ripugnante»: l'amore per il denaro come possesso. I giudici non sono stati lì a indagare le vertiginose sottigliezze della psiche e l'hanno condannato a sette anni e mezzo, preferendo liquidare la sua come una "personalità criminale".
Adesso che è ufficialmente nullatenente, il terrore atavico della povertà lo precipita negli eccessi della sobrietà. Via l'autista, la seconda filippina, ridotte all'osso le spese, non esce quasi mai di casa e quando non può andare a piedi si sposta con la sua vecchia Punto. Parla sempre meno, ma scrive molto. Di tutto. Lettere, appunti, memoriali. Uno l'ha anche pubblicato ("Niente altro che la verità", Ed. L'Airone), lui in copertina, il capo chino, il pudore degli strabici. Un insuccesso esemplare. Imbarazzante per gli stessi editori, che hanno mandato le tante copie invendute al macero.
Si rifugia nella devozione l'ex "mostro della malasanità". Che in certi casi sconfina nel misticismo, come quando l'hanno visto implorante ai piedi della Madonna del Divino Amore. Va a messa tutte le mattine, da solo, genuflesso nell'ultima panca. «Non chiede mai nulla, viene, prega, qualche volta prende la comunione e se ne va», racconta don Serafino, il parroco della Regina Pacis, la chiesa di Monteverde, il quartiere romano dove Poggiolini abita. Una volta al mese fa la fila alla posta con tutti gli altri pensionati: 43 mila euro lordi l'anno dal ministero della Sanità più 2 mila euro come ex docente universitario. Spiccioli per uno come lui che ha siglato l'atto più sofferto della sua vita firmando il bonifico che spostava gli 11 miliardi dal suo conto svizzero alla Banca d'Italia. All'inizio lo riconoscevano e mormoravano, qualcuno lo insultava. Adesso nessuno ci fa più caso. Dieci anni dopo, l'odiato simbolo della Tangentopoli più ignobile, quella che lucrava sulla pelle della gente, sta scivolando via nell'invocato oblìo dell'anonimato. È scivolato anche più prosaicamente mesi fa lungo la strada, in una delle sue chilometriche passeggiate, sbattendo rovinosamente la faccia sul selciato e arrivando sfigurato al pronto soccorso. Ma niente lamenti, perché l'espiazione passa anche da questi inciampi. Cortese ma deciso. «Mi spiace, non parlo. Per anni mi sono svegliato con il terrore di vedere il mio nome o la mio foto sui giornali. Io sono e resterò un mito negativo e in Italia i miti, una volta creati, non si cambiano più». In tutti questi anni si è ingegnato a diventare invisibile, "l'ombra che cammina", come lo chiamano gli abitanti della zona. Impresa non facile per uno che ha la silhouette di Nosferatu, alto, magro, sempre curvo, l'occhio sporgente dell'ipertiroideo, le sopracciglia sature. Ha fantasticato il suicidio e si dice che ci abbia anche provato in carcere ma è stata la lettura di Borges a di-stoglierlo: «Le fughe dalla realtà non servono a nulla».
Ora si limita a prendere ipnotici per dormire. Le persiane al quarto piano del palazzo dove abita sono sempre chiuse e ha cancellato il suo nome dall'elenco telefonico. Non vede più nessuno, a parte il fratello architetto con cui va ogni tanto nella casa familiare di Norcia. La madre Lisa con cui viveva è morta, gli amici lo hanno abbandonato. Lo ha scaricato anche monsignor Angelini, il suo omologo al Vaticano, di cui Donat Cattin diceva che era il vero ministro della Sanità. E non vuole più saperne Pierr Di Maria, la moglie-complice con cui, secondo il pubblico ministero, aveva messo su una società a delinquere. Lui firmava, lei incassava. Insieme spiegavano alle industrie farmaceutiche le vie maestre per finire nel paradiso dei prontuari. L'ex lady Poggiolini vive ancora con il figlio cerebroleso in quella villa dell'Eur dove stupefatti carabinieri ci misero 12 ore per catalogare l'immane tesoro nascosto tra forzieri e puff.
A difendere Poggiolini dagli agguati del mondo restano Emmery, la domestica filippina, che non capisce o fa finta di non capire, e Alvaro, il portiere, un'ombra che affiora ostile nella guardiola buia contro chi si azzarda a molestarlo. Era lui a smistare la babele di regali che arrivavano dalle case farmaceutiche a Pasqua, Natale e persino Ferragosto. «Offerte spontanee», come le chiamava l'ex direttore generale. Aspettando la sentenza d'appello, Poggiolini non ha voluto ritirare i tre miliardi che la giustizia gli ha restituito. Un soprassalto di pudore o la stazione più eroica di una via crucis da scontare fino in fondo?
Su di lui premono anche la Procura di Trento che lo ha rinviato a giudizio per il reato di "epidemia colposa" (centinaia di denunce di malati di Aids e di epatite per la trasfusione di sangue infetto) e la Corte dei Conti che ha chiesto il risarcimento per danni morali. Lui in carcere a fare la fila con il vassoio per il rancio non ci vuole tornare. «Un trauma così non potrei più sopportarlo».
Giancarlo Dotto 7 Febbraio 2002
da: la memoria non si archivia
Christina Non Lo Sa
Falsità e solitudine, nessuno per tutti ognun per sé
Questo e’ il prodotto che puoi toccare con le tue mani
L’insicurezza pubblicità, egocentrismo da yves saint laurent
In zone asettiche come chirurgiche sale d’attesa
L’instabilità nei turni, mancanza di punti fermi
Ti porterà a vivere una vita fatta di secondi
Non giorni e nemmeno anni
Misurala in quei momenti
In cui puoi ancora sentirti padrone dell'aria che stecchi con gli altri
Christina questo ancora non lo sa che il mondo al contrario funziona
Che un figlio di troia se la caverà e al suo posto c’è un’altra persona
Christina questo ancora non lo sa ci vuole coraggio per dirglielo
Posso anche far finta che non mi tocchi ma
Son sicuro finirò per urlarglielo
Facce senza una dignità, la loro anima double face
Già vanno in giro con un furgone porta valori
Per farti credere che hanno, tanti diamanti alloro interno
E invece sono pieni soltanto di tanta merda
Rifiuterò facili espedienti, farò code come tutti gli altri
Per non dover mai ringraziare tutti quei bastardi
E c’è nel fruscio di questi istanti
Dolce melodia di quei secondi
In cui cedi parte dite stesso e prendi ad altri
Christina questo ancora non lo sa che il mondo al contrario funziona
Che un figlio di troia se la caverà e al suo posto c’è un’altra persona
Christina questo ancora non lo sa ci vuole coraggio per dirglielo
Posso anche far finta che non mi tocchi ma
Son sicuro finirò per urlarglielo
-8ohm-

DiscoPanza
Chiedi Chiedi
Per amore della musica anch'io di tipi come te ne ho conosciuti un fottio di gente scorretta, di gente che sfrutta, che prima ti usa e a cose fatte ti butta di gente che fa solo ciò che gli va approfittando di chi poi ci rimetterà senza chiedere mai il valore che dai alle cose che fai basta che glie le dai e poi vai
il gioco sta nel dire che ci sarà poco da spartire, che non ti potrai mica arricchire che quelle poche lire mai potranno ripagarti, che non ci son parole per riuscire a ringraziarti tu non preoccuparti ora et labora che i conti li faremo poi quando sarà l'ora intanto ti incantano e non ti accontentano e più tu glie ne dai più bastardi diventano
Rit. (x2) Chiedi chiedi e non dai mai, mi domandi di dare quello che non sai ma rimandi a domani i dividendi miei e rimando ti mando dove rimarrai (tu)
Come ho fatto a fidarmi facile sembra incredibile ma usi i tuoi occhi come specchi per le allodole tendi le trappole attorno alle briciole e lasci il tuo complice a uccidere basta che tu non perda liquido, questo perché non rispondi in solido a costo di far la figura dell'arido evapori acqueo in nuvole d'alito
tipo t'ho creduto senza far domande, ma mi dai risposte troppo blande pago l'errore più grande darti perle al posto di ghiande sai, suino sei, suino resterai, con gli anni che hai tu non cambierai mai potrai farti un futuro giusto come cotechino se al posto del piombino ci metti un orecchino
Rit. (x2) Chiedi chiedi e non dai mai, mi domandi di dare quello che non sai ma rimandi a domani i dividendi miei e rimando ti mando dove rimarrai (tu)
Quando tu dici amici che intendi, agire felici in comunione di intenti esser presenti in tutti i momenti nei quali da solo proprio non te la senti farsi a metà per valer + del doppio, avere un fedele senza esserne l'oppio mettersi a nudo mostrandosi stroppio, esser lo scudo o esser lo scoppio sei solo chiacchiere e diversivi, avrai i tuoi motivi daltronde da anni ci vivi a te modi civili non bastano, mentre a me quelli penali disgustano ma se prima mi invischi e poi te ne infischi l'utile intaschi e scarichi i rischi fai il pesce sul fondo del barile che raschi mo prenditi i fischi per tutti i tuoi fiaschi
Rit. (x3) Chiedi chiedi e non dai mai, mi domandi di dare quello che non sai ma rimandi a domani i dividendi miei e rimando ti mando dove rimarrai (tu)
-Frankie Hi NRG Mc -
"(...)ci sono molte persone che non vogliono vera libertà. La responsabilità è un peso. È più comodo essere “seguaci”. Lasciare il compito di pensare e di decidere a governanti, capi, dirigenti, “intellettuali”, guru di ogni specie, personalità televisive, eccetera – e dare la colpa a loro se non siamo contenti.
D’altro lato, c’è un genere particolare di persone che ama il potere, ne trae piacere e godimento. Poiché si dedicano con più energia ai notevoli sforzi e sacrifici che occorrono per avere molto potere, spesso queste persone prendono il sopravvento.*
Dobbiamo partire dal concetto che si applichi, anche in questo caso, la “seconda legge” di Cipolla: ci sono tanti stupidi al potere quanti ce ne sono nel resto dell’umanità – e sono più numerosi di quanto crediamo."
*Er Panza
tratto da: http://www.gandalf.it/stupid/stupidi3.htm
Il potere della stupidità
di Giancarlo Livraghi
giugno 1996
Traduzione italiana settembre 2001
note di aggiornamento maggio 2002 e dicembre 2004
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Questo articolo è stato scritto in inglese nel 1996, su richiesta di un sito online americano, per spiegare a chi non conosce l’italiano le teorie di Carlo Cipolla sulla stupidità umana – nel quadro di più ampie considerazioni sull'argomento. Qui sono riassunti solo alcuni punti essenziali delle sue brillanti osservazioni sulle Leggi fondamentali della stupidità. Consiglio a chi sa l’italiano, e non conosce ancora quel libro, di leggerlo con tutta l’attenzione che merita.
L’analisi della stupidità può far parte di una più estesa area di studio sui motivi per cui tante cose vanno molto peggio di come dovrebbero. Vedi a questo proposito una breve sintesi nell’articolo Murphy, Parkinson, Peter e Cipolla. Ma si può inquadrare l’argomento anche in senso inverso. Tutti i fenomeni che portano a decisioni sbagliate sono classificabili come forme di stupidità – e nessuno ha effetti così devastanti come la stupidità umana. Di The power of stupidity è stata fatta nel 1998 una traduzione spagnola.
Sono sempre stato affascinato dalla stupidità.
La mia, naturalmente. E questa è già una grossa fonte di preoccupazione.
Ma le cose si complicano molto quando abbiamo l’occasione di scoprire come persone potenti e influenti prendono “grandi” decisioni con “grandi” conseguenze.
Tendiamo spesso ad attribuire decisioni sbagliate (o catastrofiche) a intenzionale perversità, astuta cattiveria, megalomania, eccetera. Questi comportamenti ci sono – e in esagerata abbondanza. Ma un attento studio della storia (come degli avvenimenti in corso) porta all’inevitabile conclusione che la principale causa di terribili errori è una: la stupidità.
Questo è un fenomeno abbastanza noto. Uno dei modi in cui è riassunto è il cosiddetto Rasoio di Hanlon: «Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità».
Uno fra tanti esempi di stupidità è l’uso dell’aggettivo “machiavellico” per cose e comportamenti che poco hanno a che fare con l’opera e il pensiero di Nicolò Machiavelli. Abitudine diffusa anche fuori dell’Italia, dove del suo pensiero si sa ancora meno che da noi.
Quando la stupidità si combina con altri fattori (come succede spesso) l’effetto può essere devastante.
Una cosa che mi sorprende (o forse no?) è quanto poco studio si dedichi a un argomento così importante. Ci sono dipartimenti universitari che si occupano delle complessità matematiche dei movimenti delle formiche in Amazzonia o della storia medievale dell’isola di Perim. Ma non mi risulta che ci siano cattedre di stupidologia.
Ho trovato pochi buoni libri sull’argomento. Ce n’è uno che ho letto quando ero un ragazzino – e non ho mai dimenticato. Si chiama A Short Introduction to the History of Human Stupidity di Walter B. Pitkin della Columbia University ed era stato pubblicato nel 1934. L’avevo trovato per caso, molti anni fa, in uno scaffale di vecchi libri in casa di mia madre. Sono andato da lei ieri e ho avuto la lieta sorpresa di scoprire che era ancora lì. Vecchio com’è, è ancora un buon libro. Molte delle osservazioni del professor Pitkin sono di grande attualità dopo più di sessant’anni.
Viene spontanea una domanda: perché un libro di 300 pagine si chiama “breve introduzione”?
Il libro si conclude con un epilogo: «ora siamo pronti a cominciare lo studio della storia della stupidità». Poi... più nulla.
Il professor Pitkin era saggio. Sapeva che un’intera vita è troppo breve per poter approfondire anche solo qualche frammento di un argomento così vasto. Perciò pubblicò l’introduzione – e basta.
Pitkin era cosciente della scarsità di lavori precedenti in quel campo. Mandò una squadra di ricercatori a esplorare gli archivi della Central Library a New York. Trovarono solo due testi sull’argomento: Aus der Geschichte der menschlichen Dummheit di Max Kemmerich e Über die Dummheit di Leopold Loewenfeld. Purtroppo non so il tedesco – ma i titoli sono abbastanza chiari. Immagino che Kemmerich e Loewenfeld abbiano avuto abbondanza di materiale per i loro studi, visto ciò che è accaduto in Germania nel 1933 e nei dodici anni seguenti.
Evidentemente esistono molti libri e documenti in cui si parla, in un modo o nell’altro, di stupidità. Ma pochi (che io sappia) in cui si tenta un inquadramento sistematico dell’argomento e si cerca di definire il concetto di stupidità e di individuarne i meccanismi e gli effetti.
Secondo Pitkin, quattro persone su cinque si possono definire “stupide”. All’epoca in cui ha scritto il suo libro erano un miliardo e mezzo di persone. Oggi più di quattro miliardi. Questo, in sé, è piuttosto stupido.
Una fondamentale osservazione di Pitkin è che uno dei motivi per cui è difficile studiare la stupidità è la mancanza di una buona definizione di che cosa sia. Per esempio i geni sono spesso considerati stupidi da una maggioranza stupida (non è facile neppure definire che cosa sia il genio). Ma la stupidità palesemente esiste. E ce n’è molta più di quanto possiamo immaginare nei nostri peggiori incubi. Infatti governa il mondo – cosa ampiamente dimostrata dal modo in cui il mondo è governato.
Qualcuno, 54 anni dopo, ha proposto un’analisi molto interessante della stupidità. Carlo M. Cipolla, professor emeritus di storia dell’economia a Berkeley. Tutti i suoi libri sono in inglese – meno tre. Il primo, Allegro ma non troppo, è stato pubblicato a Bologna da Il Mulino nel 1988.
In quel libro c’è un piccolo saggio intitolato Le leggi fondamentali della stupidità umana. Probabilmente il miglior testo che sia mai stato scritto sull’argomento.
Sono su altri temi, ma molto interessanti, gli altri testi di Carlo Cipolla pubblicati dallo stesso editore. Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo (nello stesso volume che contiene le leggi della stupidità). Poi (nel 1994) Tre storie extra vaganti e Vele e cannoni.
Queste sono le cinque Leggi della Stupidità secondo Carlo Cipolla.
Prima legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione
La cosa non è così ovvia come sembra, osserva Cipolla, perché:
a. Persone che ci sembravano razionali e intelligenti si rivelano all’improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide.
b. Giorno dopo giorno, con incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente e inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni. (Vedi La Legge di Murphy).
Cipolla osserva anche che è impossibile attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione. Qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima.
Seconda legge
La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona
Se studiamo la frequenza della stupidità fra le persone che fanno le pulizie nelle aule scolastiche, vediamo che è più alta del previsto. Immaginiamo che questo sia dovuto al loro basso livello di educazione – o al fatto che le persone più intelligenti ottengono più facilmente un lavoro più qualificato. Ma quando analizziamo gli studenti e i professori la diffusione è la stessa.
Le femministe militanti, osserva Cipolla, potrebbero irritarsi; ma il fatto è che il fattore stupidità è uguale fra maschi e femmine (o in quanti altri “generi” possiamo considerare). Non c’è alcuna differenza nel “fattore sigma”, come lo chiama Cipolla, per razza, colore, etnia, cultura, livello scolastico eccetera.
Terza (e aurea) legge
Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno
(Ritorneremo su questo punto perché è l’elemento centrale della teoria di Cipolla).
Quarta legge
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore
Il che (mi sembra) rivela che le persone non stupide sono un po’ stupide – ma ritornerò su questo tema alla fine.
Quinta legge
La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista
Questa è probabilmente la più nota e meglio capita delle “leggi”, perché è abbastanza ampiamente percepito che le persone intelligenti, per quanto ostili possano essere, sono prevedibili, mentre gli stupidi non lo sono. Inoltre, il corollario
Lo stupido è più pericoloso del bandito
ci porta nel cuore della Teoria di Cipolla: ci sono quattro categorie di persone secondo il modo in cui si comportano in una transazione.
Sprovveduti
Persone che con il loro agire danneggiano se stesse mentre producono un vantaggio per qualcun altro.
Intelligenti
Persone le cui azioni avvantaggiano loro e anche gli altri.
Banditi
Persone che agiscono in modo da trarne vantaggio ma danneggiare gli altri.
Stupidi
Abbiamo già la definizione nella Terza Legge.
Uno dei valori fondamentali della teoria di Cipolla è che misura i vari fattori (e in particolare la stupidità) non in base a discutibili definizioni teoriche ma secondo i risultati concreti che derivano dai diversi comportamenti.
Il professor Cipolla usa questo schema grafico:
L’asse “X” rappresenta il vantaggio (o svantaggio) che una persona ottiene dalle proprie azioni.
L’asse “Y” rappresenta il beneficio (o danno) causato ad altri dalle azioni di quella persona.
Chiaramente nell’area “I” si trovano le persone intelligenti, nell’area “B” i banditi, nell’area “H” gli sprovveduti e nell’area “S” gli stupidi.
È altrettanto evidente che, secondo dove si collocano in queste coordinate, le persone hanno un grado più o meno elevato di intelligenza, stupidità, banditismo eccetera. Si possono sviluppare varie combinazioni, come banditi intelligenti o stupidi, secondo il rapporto beneficio-danno. (Come osserva giustamente Cipolla, l’entità del danno dev’essere misurata dal punto di vista della vittima – il che assegna un grado elevato di stupidità a quasi tutti i ladri e i criminali).
Da qui in avanti ognuno di noi può applicare questo modello per studiare la stupidità ed elaborare la Teoria di Cipolla nelle sue molte possibili applicazioni.
Ma c’è qualche altra osservazione essenziale per la comprensione del metodo.
Se tracciamo una diagonale nello schema, vediamo che tutto ciò che si trova dal lato superiore destro della linea crea un miglioramento nell’equilibrio generale del sistema, mentre eventi (e persone) dall’altro lato provocano un peggioramento.
Si possono fare interessanti analisi studiando le variabili in ciascuno dei quattro settori, come Sh e Sb, Ib e Ih, Hs e Hi, o quanti altri sub-settori possiamo scegliere di definire.
Per esempio il segmento “M” nel lato inferiore destro dello schema delinea la posizione del “bandito perfetto”: una persona che crea un danno ad altri esattamente uguale al beneficio che trae per sé. Ovviamente ai due lati di quel segmento ci sono banditi “imperfetti” – i Bi sono “banditi intelligenti” e i Bs sono “banditi stupidi”.
In un mondo popolato esclusivamente di “banditi perfetti” il sistema, nel suo complesso, sarebbe in equilibrio. Lo stesso accadrebbe in un mondo popolato di “perfetti sprovveduti”.
Naturalmente le persone intelligenti danno il massimo contributo al miglioramento della società nel suo complesso. Ma, per quanto sia sgradevole dirlo, anche i “banditi intelligenti” migliorano l’equilibrio totale causando più vantaggio complessivo che danno. Così anche gli “sprovveduti intelligenti” danneggiano se stessi ma migliorano la società in generale.
Invece quando entra in gioco la stupidità il danno è enormemente più grande del beneficio che chiunque può averne.
Questo conferma la premessa fondamentale: il fattore di maggior danno in ogni società umana è la stupidità.
Come storico, Cipolla fa notare che – mentre il fattore “sigma”, cioè la stupidità, è una costante nel tempo e nello spazio – una società forte e in sviluppo ha una percentuale maggiore di persone intelligenti alla sua guida. Una società in decadenza ha una percentuale allarmante di banditi con un forte fattore di stupidità (settore Bs nello schema) fra le persone al potere e una altrettanto preoccupante percentuale di sprovveduti (settore H) fra quelle che non comandano.
Per qualche ulteriore osservazione su questo tema
vedi La stupidità del potere e il relativo supplemento.
Dove ci troviamo oggi? Domanda interessante...
Cipolla osserva anche che le persone intelligenti generalmente sanno di esserlo, i banditi sono consapevoli del proprio atteggiamento e anche gli sprovveduti hanno qualche percezione del fatto che qualcosa non va.
Ma gli stupidi non sanno di essere stupidi – e questo li rende ancora più pericolosi.
Il che mi riporta alla prima, angosciosa domanda: sono stupido?
Ho superato varie prove di “quoziente di intelligenza” con buoni risultati. Purtroppo conosco il funzionamento di quei formulari e so che significano poco o nulla.
Molte persone mi hanno detto che sono intelligente. Ma anche questo non è significativo. Potrebbero essere troppo gentili per dirmi la verità. O, al contrario, potrebbero voler sfruttare la mia stupidità a loro vantaggio. O potrebbero essere stupide come me.
Mi rimane un filo di speranza. Spesso sono acutamente cosciente di quanto sono stupido (o lo sono stato). E questo indica che non sono completamente stupido.
A volte ho cercato di collocarmi nello schema di Cipolla, usando il più possibile risultati concreti di azioni (non opinioni) come unità di misura. Secondo la situazione, sembra che io tenda a oscillare nella parte alta del grafico (sopra l’asse X) fra le aree Hs e Ib – ma in alcuni casi sono disperatamente perso in Sh. Spero di essere dal lato migliore della diagonale così spesso come mi sembra.
In generale, sembra logico aspettarsi che i fattori più forti di successo si trovino nei settori Ib e Bi. Ma il numero impressionante di persone Sb o perfino Sh che hanno splendide carriere si può spiegare solo con un forte desiderio da parte di molti potenti di circondarsi il più possibile di stupidi.
Poco dopo aver letto il libro, scrissi a Carlo Cipolla (ho fatto una cosa del genere solo due volte in vita mia).
Fui piuttosto sorpreso quando mi rispose. Con una lettera breve ma cortese.
Gli avevo posto due domande:
a. «Posso avere una copia del testo originale inglese, per i miei amici che non sanno l’italiano?».
La risposta fu no. (Non mi diede un buon motivo, ma credo di poterlo indovinare).
b. «Che cosa pensa del mio “corollario” alla sua teoria?»
La risposta fu «Be’, perché no?» – che un po’ arbitrariamente interpretai come entusiastica conferma e approvazione del
Corollario di Livraghi alla Prima Legge di Cipolla
In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità che è sempre maggiore di ciò che pensiamo
Questo crea un modello tridimensionale e non credo di doverne spiegare la struttura, perché nessuna persona stupida o pavida sarebbe arrivata a leggere fino a questo punto.
Naturalmente possiamo inserire anche altre variabili, come per esempio i nostri fattori H o B e il modo in cui si combinano con S, H e B di altre persone. Può essere saggio dimenticare il fattore I, perché non ce n’è mai abbastanza. Ma non è il caso di trascurare B, perché anche la persona più generosa può qualche volta comportarsi da bandito, anche se solo per errore. Con l’aggiunta di questi fattori si crea un modello multi-dimensionale di difficile gestione. Ma anche considerando solo i nostri “sigma” individuali la complessità può essere sconcertante.
Provare per credere... ed essere davvero spaventati.
Vedi anche Il potere della stupidità, seconda parte
e la terza parte La stupidità del potere
Prima di scrivere questo articolo, e anche dopo,
avevo fatto parecchi tentativi (online e off)
di trovare il testo originale inglese
del saggio di Carlo Cipolla sulla stupidità.
Sembrava irreperibile.
Ma “le vie della rete sono infinite”.
Anni più tardi, imprevedibilmente,
ho scoperto che si trova online
(vedi http:/gandalf.it/stupid/cipolla.htm).
Comunque è meglio leggere l’edizione italiana
perché (come ha spiegato l’autore)
contiene aggiunte e miglioramenti
che non compaiono nella versione inglese.
maggio 2002
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Ti Sento
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feat.Sposa & u |
.......EH EHE EHE EH EH!...!.EHI TU! Sì POPO TU! Sì TU CON LA FACCIA DA TOOL DICO A TE!...............CHE C'HAI NELLA TESTA, LE SCOREGGE?....... .........HAI CAPITO TUTTO IMMAGINO, VERO? Sì?.. ...CERTAMENTE, COME HO FATTO A DUBITARLO. ...capiscione!!!
E' PRIMAVERA!!.....
LIBERI!!!!!!! LIBERI!!! .......LIBERI?......liberi.
singin' :"C'E' UN DOLLARO D'ARGENTO..SUL FONDO DEL SAND CREEK........"
and than:
"La vispa Teresa avea tra l'erbetta a volo sorpresa gentil farfalletta
e tutta giuliva, stringendola viva, gridava a distesa: "L'ho presa! L'ho presa!"
A lei supplicando l'afflitta gridò: "Vivendo, volando,che male ti fo'?"
Tu sì mi fai male stringendome l'ale. Deh, lasciami: anch'io son figlia di Dio."
Confusa, pentita, Teresa arrossì: dischiuse le dita e quella fuggì."
I translate for u:
The lively avea Teresa between the erbetta to surprised flight gentil farfalletta
and all giuliva, stringendola alive, screaied to extended: " I have taken It! I have taken!"
To she supplicando the plagued one I scream: " Living, flying, than badly you fo' "
You yes make stringendome the wings badly me. Deh, lasciami: anch' I son daughter of God. "
Confused, sorry, Teresa blushed: dischiuse the fingers and that one escaped.
again:
Il avea vivace Teresa fra il erbetta al farfalletta sorprendo del gentil di volo
e tutto il giuliva, stringendola vivo, screaied ad esteso: " lo ho preso! Ho preso! "
lei supplicando quello che contagiato grido: "vivendo, volando, che male voi il fò" voi sì rende a stringendome le ale male me.
Deh, lasciami: il anch ' figlio che di I la figlia del dio " ha confuso, spiacente, Teresa ha arrossito: il dischiuse le barrette e quell' ha fuoriuscito.
and again & again...
The lively avea Teresa between the erbetta to the farfalletta I am strange of the gentil of flight and all the giuliva, alive stringendola, screaied to extended: " I have taken it! I have taken! " she supplicando what contagiato [AZZ l'Antrace!] outcry:.....ETC ETC...
-MORALISTABRIDE-
Il problema di molti di noi è che preferirebbero essere rovinati dalle lodi che salvati dalle
critiche.
Norman Vincent Peale
E' molto meglio morire di fame senza l'ostacolo di dolore e paura che vivere nella
ricchezza assaliti da preoccupazione, terrore, sospetto e desideri incontrollati.
Epitteto
E' la preoccupazione per ciò che si possiede, più di ogni altra cosa, che impedisce
agli uomini di vivere liberamente e nobilmente.
Bertrand Russell
quando la volpe non arriva a l'uva, è lì che "si reagisce"?
The Bride
One
Is it getting better?
Or do you feel the same?
Will it make it easier on you now?
You got someone to blame
You say
One love
One life
When it's one need
In the night
One love
We get to share it
Leaves you baby if you
Don't care for it
Did I disappoint you?
Or leave a bad taste in your mouth?
You act like you never had love
And you want me to go without
Well it's
Too late
Tonight
To drag the past out into the light
We're one, but we're not the same
We get to
Carry each other
Carry each other
One
Have you come here for forgiveness?
Have you come to raise the dead?
Have you come here to play Jesus?
To the lepers in your head
Did I ask too much?
More than a lot.
You gave me nothing,
Now it's all I got
We're one
But we're not the same
Well we
Hurt each other
Then we do it again
You say
Love is a temple
Love a higher law
Love is a temple
Love the higher law
You ask me to enter
But then you make me crawl
And I can't be holding on
To what you got
When all you got is hurt
One love
One blood
One life
You got to do what you should
One life
With each other
Sisters
Brothers
One life
But we're not the same
We get to
Carry each other
Carry each other
One
One
….Eh eh eh eh!
"Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato.
Né cosa segreta che non venga alla luce".
Matteo, cap. X, v. 26 - Marco, cap. IV, v. 22
Luca, cap. VIII, v. 17 - cap. XII, v. 2
. The Bride ;-*
Vedi cara
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un pò ogni giorno e che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara, certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara, le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Non capisci quando cerco in una sera un mistero d'atmosfera che è difficile afferrare.
Quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare.
Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora.
Anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perché questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
Tu sei molto anche non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi.
Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora, e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua.
Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!
Vedi cara è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già.
-f.guccini-

"...Tu sai come tenermi vicino a te,
Mi dai un motivo per amare che io non posso celare,
Per te io so che proverei persino a superare la corrente,
Perché tu sei mia, io rigo dritto..."
Johnny Cash, "I Walk the Line", 1964.
L'uovo di Pasqua postumo conteneva guardarsi negli occhi e riconoscersi ma non nello specchio
altri invece si riconoscono allo specchio ma non negli occhi, e cioccolata.
non facciamo gli eroi. basta porte strette.
The Bride ;-*
Angelina
Io vorrei parlare con te
ma non so più cos’è
che ti dovevo dire.
Tu non arrabbiarti così
e non ho colpa se
ti amo ancora da morire.
Non nascondermi che un tempo
anche tu amavi il blues
dietro i tuoi silenzi anche gli eroi
non sono nessuno o no.
Angelina arrenditi
le streghe non volano più
angeli di porcellana
a cocci cadono giù
ja ja ja ja
ho ja ja.
ho ja ja.
ho ja ja.
Occhi caldi di un’indiana
e il cuore come un igloo.
Freulein Angelina
ti amo, je t’aime, i love you.
Forse non so bene perché,
ma non so più dov’è
la strada da seguire.
Non dimenticarti di me
e delle mie parole
a vuoto senza deglutire.
Non scappare invano, un tempo
anche tu amavi il blues
non impaurirti se non hai più
accanto nessuno.
Angelina naufraga
nel blu dipinto di blu,
muore Mr. Mandarino
non gioca e non canta più
delicata ballerina in punta di piedi e
tutù,
Freulein Angelina
ti amo, je t’aime, i love you.
ja ja ja ja.
Come abbiamo incominciato
a perderci sempre di più
Freulein Angelina
ti amo, je t’aime, i love you.
ja ja ja ja
ho ja ja.
ho ja ja.
ho ja ja
-matia bazar- &
La Sposa
.....per te
i|ro|nì|a
s.f.
1a AU particolare modo di esprimersi che conferisce alle parole un significato opposto o diverso da quello letterale, lasciando però intravedere la realtà, che si usa per criticare, deridere, rimproverare e sim.: fine i.; i. pungente, amara, beffarda; parlare, esprimersi con i.; fare dell’i.
1b TS ret., figura retorica che consiste nell’usare parole di significato contrario a quello che si pensa
2 AU estens., scherno, derisione: un sorriso pieno di i.
3 CO atteggiamento che consente di affrontare la vita in modo critico e con distacco: vivere con i., mancare di i., prendere le cose con i. | atteggiamento di distacco di un artista dalla materia che tratta: l’i. del Manzoni, dell’Ariosto
4 TS filos., atteggiamento di svalutazione eccessiva di se stessi, della propria condizione o situazione | nella filosofia romantica: atteggiamento di sottovalutazione da parte dell’Io dell’importanza di ogni realtà esterna | nel pensiero di Kierkegaard: sentimento del contrasto fra la coscienza esaltata che l’Io ha di sé e la modestia delle sue manifestazioni esterne
-dizionario lingua Italiana De Mauro-
"È dall'ironia / che comincia la libertà" (V. Hugo)
"Temere l'ironia, è temere la ragione" (S. Guitry)
"L'ironia e l'intelligenza sono sorelle di sangue" (Jean-Paul)
"Dalla mia più tenera età, una freccia di dolore si è piantata nel mio cuore. Finché vi rimane, sono ironico - se la si strappa, muoio" (S. Kierkegaard)
"L'ironia è una tristezza che non può piangere e sorride" (J. Benavento)
"Non c'è che l'ironia che non ha nulla da temere, la parodia è il solo stile invulnerabile" (M. Kharitonov)
che ironia
CHE IRONIA
QUESTA MALATTIA
CHE NON MI FA DORMIRE
CHE NON VA' PIU' VIA
CHE IRONIA
SENTIRSI DIRE
CHE NON C'E' NIENTE DA FARE
PER GUARIRE
NON C'E' DOTTORE NON C'E'DOTTORE
NON C'E' DOTTORE NON C'E'DOTTORE
CHE IRONIA
IO GRANDE GROSSO E INTELLIGENTE
"IN BALIA"
DI UNA BAMBINA PREPOTENTE
CHE IRONIA
QUESTA MALATTIA
CHE NON MI FA DORMIRE
CHE NON VA PIU' VIA
NON C'E' DOTTORE NON C'E' DOTTORE
NON C'E' DOTTORE NON C'E' DOTTORE
-vasco-
cirano
venite pure avanti,
voi con il naso corto,
signori imbellettati,
io piu' non vi sopporto
infilero' la penna
fin dentro al vostro orgoglio
perche' con questa spada
vi uccido quando voglio.
venite pure avanti
poeti sgangherati,
inutili cantanti
di giorni sciagurati,
buffoni che campate
di versi senza forza
avrete soldi e gloria
ma non avete scorza;
godetevi il successo,
godete finche' dura
che' il pubblico e' ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissa' dove
per non pagar le tasse
col ghigno e l'ignoranza
dei primi della classe.
io sono solo un povero
cadetto di guascogna
pero' non la sopporto
la gente che non sogna.
gli orpelli? l'arrivismo?
all'amo non abbocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
facciamola finita,
venite tutti avanti
nuovi protagonisti,
politici rampanti;
venite portaborse,
ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori
di trasmissioni false
che avete spesso fatto
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti,
buttate giu' le carte
tanto ci sara' sempre
chi paghera' le spese
in questo benedetto
assurdo bel paese.
non me ne frega niente
se anch'io sono sbagliato,
spiacere e' il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me e' quasi proibito
il sogno di un amore
non so quante ne ho amate,
non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino
le donne le ho perdute
e quando sento il peso
d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo
e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento
che il grande amore esiste,
amo senza peccato,
amo ma sono triste
perche' rossana e' bella,
siamo cosi' diversi;
a parlarle non riesco,
le parlero' coi versi.
le parlero' coi versi
venite gente vuota,
facciamola finita:
voi preti che vendete
a tutti un'altra vita;
se c'e' come voi dite
un dio nell'infinito
guardatevi nel cuore,
l'avete gia'tradito
e voi materialisti,
col vostro chiodo fisso
che dio e' morto e l'uomo
e'solo in questo abisso,
le verita' cercate
per terra, da maiali
tenetevi le ghiande,
lasciatemi le ali;
tornate a casa nani,
levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme
mi servono giganti.
ai dogmi e ai pregiudizi
da sempre non abbocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.
io non perdono e tocco.
io tocco i miei nemici
col naso e con la spada
ma in questa vita oggi
non trovo piu' la strada,
non voglio rassegnarmi
ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi,
tu sola e te lo scrivo;
dev'esserci, lo sento,
in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo
e tutto sara' giusto.
non ridere, ti prego,
di queste mie parole,
io sono solo un'ombra
e tu, rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi,
dolcissima signora
ed io non mi nascondo
sotto la tua dimora
perche'oramai lo sento,
non ho sofferto invano,
se mi ami come sono,
per sempre tuo
per sempre tuo
per sempre tuo
cirano.
(f.guccini feat Bride)
memorabilia: "tu c'hai grossa crisi di valore, non sai + cosa stai andando su questa tera, non sai + dove stai facendo su questa tera, miagoli nel buio, vai a dentoni nel buio.... cerchi la risposta, ma la risposta è dentro di te.....solamente, è sbagliata!" -Quèlo-
...ABBORIGENI!!!
....eh! c'è grossa crisi, eh? ...pezze al culo?...Siamo ridotti così?..
Beh allora mi prendo i poppy corny!!...
;) The Bride
C'è una cosa che all'uomo fa paura più della morte:
mettersi in discussione.
un momento. Uomo?....Quale UOMO?
C'è una malattia che oggi è molto diffusa, tanto che la maggior parte di noi ne è più o meno affetta, è la malattia di chi è troppo pieno di se.
....ma dai?
C'è un modo per scoprire se un uomo è onesto:
chiedeteglielo.
Se risponde di si, è marcio.
.....ingenui......
QUESITO SEMPRE ATTUALE E VALIDO PER OGNI OCCASIONE
".....MA AL POSTO DEL GAZOMETRO, TU, CHE VEDI...? ....UN PANETTONE?....."
"I CONSIGLI DI UN PIRLA"
Ho tanti pregi quanti difetti
Mi mancheranno le virtù
Ma un fratello maggiore
Non ha sempre ragione
Solo qualche anno in più
E so darti il tormento su tutto
È chiaro dovrei finirla
Ma per tua disgrazia non ho figli
E da lasciarti ho i consigli di un pirla
Se ti dicono di alzarti tu siedi
E quando siedono tu alzati in piedi
Non aver fede solo in quello che vedi
Insegui i sogni fino a quando li credi veri
Ed a un certo punto saranno tutti amici tuoi
Diranno di amarti per quello che sei
Vorranno solo privarti di un pezzo di quello che hai
Ma, ci sarà sempre la mamma
Che ha gli occhi più giovani di noi
Con lei sono giorni preziosi
Stalle vicino più tempo che puoi
Non importa se modelle o commesse
Certe donne si faranno gioco di te
Trattale tutte da principesse e sarai un re
Se ti dicono di alzarti tu siedi
E quando siedono tu alzati in piedi
Non aver fede solo in quello che vedi
Insegui i sogni fino a quando li credi veri
T’insulteranno a gran voce e tu ridi
Ti chiuderanno la bocca e tu scrivi
Se ti picchieranno e t’imporranno divieti
Tu fatti beffa dei tuoi padroni
E canta i loro segreti
Hai la mia determinazione a compiere ogni errore
Prima di imparare
Solo
A volte non vale
Il prezzo da pagare
E come quando giocavi in cortile
È mio dovere evitare che tu ti faccia del male
O almeno tentare
Farai di testa tua
Seguirai la tua idea
Fatti un bel giro di boa
Anche se c'è la bandiera dell’alta marea
È un vizio di famiglia
Come questi consigli di un pirla
Se ti dicono di alzarti tu siedi
E quando siedono tu alzati in piedi
Non aver fede solo in quello che vedi
Insegui i sogni fino a quando li rendi veri
A un certo punto finita la festa
Vedrai tutti andar via
Ti accorgerai che quel poco che resta ti basta
Ed ecco, quella sarà casa tua t’insulteranno a gran voce
E tu ridi ti chiuderanno la bocca e tu scrivi
Se ti picchieranno e ti imporranno divieti
Tu fatti beffa dei tuoi padroni
E canta i loro segreti
-ART.31-
....la Sposa è qui
....ti si perso st'occasione mangete u limone ahé
The Bride :-*
SEI NELL'ANIMA
Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà
Ma è la tenerezza
Che ci fa paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai
Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te
Quanta tenerezza
Non fa più paura
Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito
Sei nell’anima
Sei nell’anima
In questo spazio indifeso
Inizia
Tutto con te
Non ci serve un perchè
Siamo carne e fiato
Goccia a goccia, fianco a fianco
-g.nannini-
quanto siamo banali. che noia che barba. così ripetitivi...e non c'è più la mezza stagione.....i negri hanno tutti il ritmo nel sangue....
...belli i Fingernails....peracottari ma pppesanti..... The Bride
...bella la boiserie, bello tutto ma mò...te ne devi annà. - marchese del grillo a aronne piperno-
.....ce l'avete un cesso??nooo? xké sennò ve ce mannavo a tutti io....rosiconi de sto cazzo - p.mazzullo-
"....animatori e sibille kassandre e dj...coraggio.....qst è un mondo selvaggio..." -jovanotti-
..è un mondo difficile......-tonino carotone-
Un giovane si è avvicinato mostrandomi il dito medio alzato. Mia mamma ha chiesto cosa volesse dire quel gesto e le ho risposto: non ti preoccupare mamma, significa che sono il primo."
(Silvio Berlusconi, comizio a Bolzano, 29/5/05)
NB - in seguito il capo del governo ha dichiarato di essersi pentito di aver mimato il gesto e di temere di venire ora presentato come "una persona volgare"
“E ti vengo a cercare”
E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo ormai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
-Franco Battiato-
La Sposa fugge via.... e vi lascia qst regalìa pasquale. Abbinateci un rutto a piacimento. A chi è che devo pulire il visino la prox volta?
mi raccomando aprite l'uovo..o ciucciatevi il calzino.
The Bride :-*
....and now, ladies and gentleman......
“Mamma Roma”
A Roma salutavo gli amici.
"Dove vai?" "Vado in Perù" "Ma che sei matto?"
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide,
da quella Roma del "volemose bene e annamo avanti",
da quella Roma delle pizzerie, delle latterie,
dei "Sali e tabacchi", degli "Erbaggi e frutta",
quella Roma dei castagnacci,
dei maritozzi con la panna, senza panna,
dei mostaccioli e caramelle,
dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle.
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri,
dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli,
degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali,
dei pagamenti che non vengono effettuati,
quella Roma degli Uffici Postali e dell’Anagrafe,
quella Roma dei funzionari dei Ministeri,
degli impiegati, dei bancari,
quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse,
dove ci voleva una raccomandazione.
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani,
delle fontanelle, degli ex-voto,
della Circolare destra, della Circolare sinistra,
del Vaticano, delle mille chiese,
delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura,
quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti.
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista,
la Roma di Piazza Bologna, dei Parioli,
di Via Veneto, di via Gregoriana,
quella dannunziana, quella barocca,
quella eterna, quella imperiale,
quella vecchia, quella stravecchia,
quella turistica, quella di giorno, quella di notte,
quella dell’orchestrina a Piazza Esedra,
la Roma fascista di Piacentini.
Me ne andavo da quella Roma "che ci invidiano tutti",
la Roma "caput mundi", del Colosseo, dei Fori Imperiali,
di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria,
dell'Università di Roma,
quella Roma sempre con il sole, estate e inverno,
quella Roma che "è meglio di Milano".
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade,
quella Roma fetente, impiegatizia,
dei mezzi litri, della coda alla vaccinara,
quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci,
degli Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, degli Schostal,
delle sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia,
quella Roma dove "non c’è lavoro", dove "non c’è una lira",
quella Roma del "core de Roma".
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà,
della Banca Commerciale Italiana,
di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese,
quella Roma dei "che c’hai una sigaretta?", "imprestami 100 lire",
quella Roma del CONI, del Concorso Ippico,
quella Roma del Foro
che portava e porta ancora il nome di Mussolini.
Me ne andavo da quella Roma di merda:
mamma Roma, addio!
- Remo Remotti -
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"..NON DIMENTICARE CHI SEI.."
Capita ogni tanto, nel mezzo del cammin di nostra vita, di trovare disseminato sul sentiero ancora qualcosa di sorprendente. Qualcosa in grado di dare "qualcosa", soddisfacendo l'incontentabile ansia vorace di non battuto, non appartenente alla glossa perpetua del codice che ci affratella beatamente tutti e maledetti, croce o testa, unica seppur sola o glamour sdoganata & tatuata. Finalmente "andare via" senza raccontarsi di avere buttato una sera, nobilitandosi il concetto tipo ho speso tempo con palliativi che zavorrano lo spirto dando l'impressione che sia già stato detto tutto. Il film cartone di Miyazaki oltre ad essere sorprendentemente dotato di una grande animazione paragonabile quasi ad un'ottima fotografia, che volendo esagerare ricorda a tratti vagamente l'iperrealismo, ci catapulta in una situazione paradossale con un'iniziale difficoltà di orientamento, probabilmente originata da un'attitudine occidentale che ci appartiene e accomuna, azzarderei, per poi indurre alla ricerca di un filo che conduca, com'è naturale o come forse ci hanno addestrati a fare, verso la morale a restituire stabilità. E proprio quando stiamo per convincerci, quasi a malincuore - per quelli che non amano galleggiare "senza mèta" ma amano il messaggio ad ogni costo - che il regista non aveva alcuna intenzione didattica, il messaggio arriva, eccome, anche se a volerlo assecondare, non era questo il suo scòpo. Guidàti da mangapersonaggi panteistici mostruosi dotati di personalità... fuori da ogni logica apparente, ci tuffiamo in un'allegoria continua che darà come risultato i classici moniti che dovrebbero per molti di noi essere alla base di ogni "bravo occidentale borghese scolarizzato" che si rispetti, ma che guarda caso, ritrovandoli ci pare sentirli per la prima volta, e li accogliamo quasi con le lacrime agli occhi! rasserenati. Disseminati nel sogno -incubo!- a metà tra un film e un cartone manga ci sono simboli "cari" come Il Laccio Rosso Intessuto Dagli Amici e per questo "bellissimo" che com'è ovvio accompagnerà la moderna ragazzina protagonista, l'assurdo microcosmo rassomigliante a una fabbrica di lavoratori a tempo determinato dei nostri giorni tanto raramente retribuiti & sfruttati da padroni tiranni e dipendenti sottomessi; ma anche qualcosa di non così scontato, come la metafora del nome del fiume che avverte "ricorda sempre chi sei", come a tener presente i valori che ci rendono noi stessi e fanno sì che non ci tradiamo - e traviamo!- in favore di obietivi meno nobili... Certamente concetto trito e ritrito ma a quanto pare non abbastanza...visto che per qualcuno sarebbe meglio non scoprirlo neanche, pena il non potersi più specchiare...ma questa è un'altra storia.. Un modo diverso di raccontare noti scenari, insomma, in cui paradossalmente poi ognuno ravvisa qualcosa di... familiare, contro ogni previsione, ed è ciò che àncora questa storia - che mischia il fantastico al reale - a noi trovando un punto d'incontro tra la nostra società e quella nipponica. La scena finale è..."adulta", e vede la ragazzina reduce dalla sua esperienza allucinata e allucinatoria che "esce dal tunnel" famigerato, in tutti i sensi, "senza mai guardarsi indietro", pena l'insabbiarsi senza cogliere l'eredità datale dal suo recentissimo passato - ma conquistato guarda un pò tramite integrità morale, tenacia e... Amore...- che deve invece necessariamente essere abbandonato per poter accogliere il futuro arricchita. Parole sante, gente!!
e su questa ultima, forse banale ma meravigliosa imago così trendy del tunnel - foriero di mille e più interpretazioni.. - che non è mai troppo riportare ai fasti..meditate...meditate.
beh, finalmente qualcosa di stupefacente che distragga dal sempiterno showman Berlusca con intenzioni propositive a fini costruttivi nei confronti dei - soliti-coglioni
La Sposa stracca & disfattista.
di Hayao Miyazaki ![]()
Nel corso degli anni '80 e '90 sono stati costruiti molti parchi divertimenti, in giro per il Giappone, ma la recente crisi economica li ha portati tutti alla chiusura nel giro di poco tempo. Sono stati chiusi al pubblico ma non demoliti, e le loro strutture in cartapesta sono ancora lì ad attirare l'attenzione di chi ci passa davanti.
Chihiro è una bambina di dieci anni, arrabbiata con i suoi genitori e già delusa dalla vita: la sua famiglia sta traslocando e l'unico ricordo che le resta della sua 'vecchia vita' è un mazzo di fiori. Il primo mazzo di fiori che le viene regalato, ed è un regalo d'addio...
Avendo sbagliato strada, la famiglia Ogino si ritrova davanti ad uno di questi imponenti Luna Park abbandonati, un enorme edificio rosso da cui si apre una galleria apparentemente senza fine, simile ad un'enorme bocca. Un po' per curiosità un po' per capire dove si trovino, i genitori di Chihiro decidono di dare un'occhiata al parco, portandosi dietro la riluttante figlioletta. I tre entrano così in un mondo abitato da antiche divinità e da creature magiche, un mondo governato da una strega malvagia cui Chihiro dovrà affidarsi per riuscire a portare i genitori fuori da questa misteriosa città incantata...
Torna sui nostri schermi Hayao Miyazaki, il miglior regista di film d'animazione del mondo, a tre anni di distanza dall'ultimo "Princess Mononoke". Torna con un film complesso, ricco di suggestioni, a tratti macchinoso ma carico più che mai di quell'atmosfera magica che ha sempre caratterizzato i suoi lavori. Davanti agli occhi degli spettatori prendono vita gli Spiriti tipici della tradizione Shintoista, che associa ad ogni oggetto uno Spirito protettore, e cresce un mondo fino a quel momento sconosciuto ma che non si fatica ad amare fin dal primo momento.
Seppur mutuando alcune raffigurazioni dal folklore del proprio paese, sono state l'immaginazione di Miyazaki e la matita di Masashi Andô a plasmare le creature magiche che ci vengono presentate, ed è a loro (e ai bellissimi paesaggi realizzati da Yoji Takeshige) che va ascritto il grande merito di aver reso credibile l'incredibile, di aver reso vivo l'universo magico in cui si svolge il film.
Ancora una volta, Miyazaki ci presenta in un suo film una protagonista giovane ma determinata. Inizialmente odiosa come molte sue coetanee, Chihiro si guadagna la simpatia e il tifo del pubblico man mano che il film procede. E' attraverso il suo sguardo che osserviamo la Città degli Spiriti; è grazie alla sua innata generosità che diventa l'eroina della storia e ottiene l'amicizia e la collaborazione dei personaggi secondari; e anche se non vorrebbe, con l'avanzare del film Chihiro si dimostra una ragazzina coraggiosa e pronta al sacrificio pur di ottenere il controllo della sua vita. Ma "Spirited Away" non è un romanzo di formazione (e soprattutto non è un film didattico, nonostante i molti temi educativi che presenta) perché come dichiara lo stesso regista "l'unica cosa che Chihiro ha imparato alla fine del film, è ad avere fiducia in se stessa". Che è poi l'intento che Miyazaki aveva: far sapere alle ragazzine che in Chihiro si possono riconoscere che nella vita si può anche avere successo. Basta provarci e non dimenticare il proprio passato, anche se "rimane lì, in fondo alla nostra memoria".
"La città incantata" è probabilmente il film da lui diretto in cui Miyazaki è stato meno presente, anche se è forse il più personale di tutti. Ha ideato la storia e scritto la sceneggiatura inserendo tutti i temi a lui cari; ha concepito i personaggi, umani e sovrannaturali, ma rispetto al passato ha lasciato molta più libertà ai suoi collaboratori; decisione frutto probabilmente dei pesanti problemi di salute avuti durante la lavorazione di "Mononoke" e che gli avevano anche fatto pensare ad un ritiro dal mondo del cinema.
Come detto, i personaggi sono stati visualizzati dal bravo Masashi Andô, che ha fatto un lavoro notevole per superare le regole grafiche tipiche di Miyazaki senza per questo stravolgere il 'look' del film. Prendendo spunto dagli schizzi fatti dal Maestro, Andô ha creato una serie di personaggi mistici particolarmente accattivanti e convincenti e li ha inseriti benissimo nelle ambientazioni create da Yoji Takeshige, che certo non ha avuto vita facile nel visualizzare (molto bene) i luoghi generati dalla fantasia di Miyazaki, che avevano ben poca attinenza con la realtà. Grazie anche alle struggenti musiche di Joe Hisaishi, che realizza qui il suo miglior lavoro di sempre, il film presenta numerose bellissime scene, e racconta magnificamente un viaggio che - in fondo - tutti noi vorremmo fare.
Facendo un uso parco ma estremamente efficace della computer grafica, e lasciando realizzare alcune sequenze di raccordo ad una società coreana che aveva già messo mano al "Metropolis" di Rin Taro, lo Studio Ghibli ha prodotto un film eccezionale, visivamente splendido, con 'soli' 19 milioni di dollari - cinque volte meno di un prodotto medio disneyano. Un film capace di incassarne quasi 300 in tutto il mondo, ma soprattutto in grado di vincere, primo cartoon nella storia, un Festival Internazionale non specializzato, nello specifico l'Orso d'Oro di Berlino seppur pari merito col mediocre "Bloody Sunday".
Pur avendo una bambina come protagonista e un'ambientazione prettamente fantasy, la sua struttura narrativa e la sua ricchezza tematica dimostrano chiaramente come "Spirited Away" non sia un film apprezzabile esclusivamente dai bambini, ma anche e soprattutto dagli adulti ancora capaci di sognare. Oscar.
martedi 11 aprile
....CI MERITIAMO DI PEGGIO....
"LA PROFEZIA DI INDRO"
"Berlusconi è come un virus: per liberarsene bisogna prenderlo"
....................Chissà se oggi Montanelli ne sarebbe così sicuro.
IL FUNAMBOLO
Son maestro di follia,
vivo la mia vita sulla fune
che separa la prigione della mente
dalla fantasia.
Il mio futuro è nel presente
ed ogni giorno allegramente
io cammino sul confine immaginario
dell’orizzonte mentre voi,
signori spettatori, mi guardate dalla strada,
cuori appesi ad un sospiro
per paura che io cada
ma il mio equilibrio è in cielo
come i sogni dei poeti,
mai potrei viver come voi
che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.
Son maestro di pazzia
e vola sulla corda la mia mente
a rincorrere i pensieri
ad inseguire l’utopia
di catturare almeno un “oggi”
prima che diventi “ieri”
e provare a far danzare il tempo.
Signori spettatori lo spettacolo è finito,
vi saluto con l’inchino,
sempre in bilico sull’orlo del destino
e un sorriso avrò per tutti voi,
che vediate nel funambolo un buffone
o che vediate in lui un artista
e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché
mi ha fatto battere nel petto il cuore di un equilibrista.
-Ratti della Sabina-
..................c'è tempo..
alla sis.
FUMO DENSO
Tutto quello che amo scompare,
tra il farfugliare,
delle persone sole,
non cercare di intuirne il labiale.
Non torniamo più gli stessi
dopo i tradimenti,
la colonia estiva,
l'apparecchio ai denti,
quelle piccole sfumature
che possono entrare
tra i nostri sorrisi
e tutte le facce più scure,
.... di trovare qualcuno
che ti dica ti amo
senza mai guardarsi intorno e chiedersi cosa facciamo
per godere dell'alba
del vento che abbraccia la vita...
il profumo dei tuoi capelli rende primavera...
quest'inverno le foglie non cadranno...
e tu non sarai sola...
per cercare te stessa tra
le note di una viola...
Tutto quello che amo scompare
tra un'ottima amica e una pessima madre
nell'ombra sotto l'ombrellone
la paura di restare soli
il futuro che incombe
terrorizza chi riempie la sua vita con un niente
e magari ha trovato l'amore
e l'ha scansato
per far posto ad un'altra passione
che lo fa sentire rinato
e paghiamo per sentirci
uguali a qualcuno che non ci assomiglia mai
per godere dell'alba
del vento che abbraccia la vita...
il profumo dei tuoi capelli rende primavera...
quest'inverno le foglie non cadranno...
e tu non sarai sola...
Per cercare te stessa tra
le note di una viola...
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
Fumo denso
(tutto quello che amo scompare)
-8OHM-
C'E' TEMPO
"Dicono che c'è un tempo
per seminare
e uno che hai voglia
ad aspettare
un tempo sognato che viene
di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare
c'è un tempo negato
e uno segreto
un tempo distante
che è roba degli altri
UN MOMENTO CHE ERA MEGLIO PARTIRE
E QUELLA VOLTA CHE NOI DUE
ERA MEGLIO PARLARCI
c'è un tempo perfetto
per fare silenzio
guardare il passaggio del sole
d'estate
e saper raccontare
ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate
C'E' UN GIORNO
CHE CI SIAMO PERDUTI
COME SMARRIRE UN ANELLO
IN UN PRATO
E C'ERA TUTTO UN PROGRAMMA
FUTURO
CHE NON ABBIAMO AVVERATO
è tempo che sfugge
niente paura
che prima o poi ci riprende
perchè c'è tempo c'è tempo
c'è tempo
c'è tempo
per questo mare infinito di gente
dio è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono quì arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un treno che non viene
non essere gelosa di me
non essere gelosa mai di me
c'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere
come sarebbe stata la sua fotografia
c'è un tempo bellissimo
tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca un unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo,
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando si capisce
un tempo in cui
mi vedrai
accanto a te
nuovamente
mano nella mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato
dicono che c'è un tempo
per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che C'ERA UN TEMPO
SOGNATO
CHE BISOGNAVA SOGNARE"
-ivano fossati-
POVERA VITA MIA
"Alle volte mi ritrovo con la testa tra le mani e penso di essere diventato pazzo,
mi dico cazzo! non è reale, qua mi devo calmare eh già, devo stare calmo,
riprendere il controllo, la lucidità, fa caldo qua,
senti che caldo che fa, si muore,
ma si fa per dire, non è che fa caldo e uno muore,
a meno che non sia anziano e c'abbia problemi col cuore o di pressione,
ma non è che fa caldo e uno muore, il caldo è una cosa naturale,come andare a lavorare.
C'è l'affitto da pagare? Vai a lavorare, lì ti possono sfruttare,
umiliare, sottopagare, cassaintegrare, ma non è che ti possono ammazzare,
non è così, perdio, non è così che deve andare, cazzo,
morire per poco più di un milione non può capitare,
ma non si sa come succede ogni giorno a ben tre persone
e io sarei il pazzo!
Mille morti l'anno è una guerra perdio! e io sarei il pazzo fottuto
che con una guerra in corso vado in giro disarmato,
un pazzo, un pazzo fottuto.
Più ci penso e più e chiaro il fatto che non sono diventato pazzo,
è solo che là fuori c'è qualcuno che si è messo in testa
di ammazzarci tutti e puoi giurarci che nemmeno lui è pazzo,
pazzo è riduttivo per un serial killer recidivo
che poi non è neanche uno perché sono tanti
e sono pure tanto ricchi e potenti e sfacciati,
maledetti siano loro e chi cazzo li ha creati,
avidi assassini senza scrupoli
che intascano un miliardo ogni due mesi e si permettono di parlare
di taglio alle spese e ai contributi i bastardi fottuti,
figurati se c'hanno orecchie per sentire chi gli parla
di riduzione dell'orario di lavoro,
per loro se dopo otto ore di lavoro sei stanco,
fai una cazzata e muori è un peccato e manco per la tua vita,
quanto per la pensione che hanno cacciato e comunque hanno risparmiato
rispetto all'assunzione di nuove persone a pieno salario,
è questo lo straordinario obbligatorio,
chi vola alle Bahamas e chi va all'obitorio
e dovremmo pure dirgli grazie perché offrono lavoro.
Alle volte mi ritrovo con la testa fra le mani e penso,
penso e rifletto: in Italia c'è un conflitto,
una guerra che fa più di mille morti all'anno
tra lavoro e mala sanità,
e dimmi tu se questa non è pulizia etnica,
cos'è, com'è che che si chiama?
Quando uno che c'ha i soldi può avere tutto
e uno che ne ha di meno non ha diritto nemmeno
a un letto in un ospedale quando sta male
e se vuol farsi curare deve pagare,
solo che coi soldi che gli danno quelli del lavoro interinale
c'è l'affitto da pagare, il bambino da mantenere
e cosa cazzo vuoi pagare un dottore quando non sai nemmeno
se tra due mesi c'avrai ancora un fottuto lavoro
perchè il lavoro interinale non è altro che una prestazione occasionale
di lavoro manuale non qualificato,
esattamente il caso in cui il rischio d'incidente sul lavoro è quintuplicato
e tutto questo non è capitato ma è stato pensato, progettato e realizzato
dal padronato in combutta con l'apparato decisionale dello stato
per il quale la vita di un proletario
non vale, non dico niente, ma sicuramente
non vale il costo di un' assunzione regolare
con tanto di corso di formazione professionale;
è evidente il disegno criminale o no?
o sono io che sono pazzo!?"
-99 Posse -
Qualcuno ha detto che dal momento in cui hai una vita interiore, conduci una doppia vita.
Le parole pullulano nelle nostre teste e si affollano intorno alle corde vocali, cercando di uscire a ogni costo per essere ascoltate dagli altri.
A volte si perdono lungo il viaggio dalla testa alla gola. Questo film parla delle parole perdute che vagano a lungo in un limbo di silenzio (malintesi, errori, passato e dolore) e poi un giorno vengono fuori e una volta che cominciano niente le può più fermare.
-La vita segreta delle parole-
(...) ultimamente avevo visto speso persone, me inclusa, non semplicemente mostrarsi sincere, ma rivelare una sincerità molto più forte e consapevole. Che si tratti di un luccichio momentaneo, che sia destinato a cambiare, il messaggio di uno sguardo che crede, che ha incluso tutto in un attimo, muove il cuore.
(...) Ci sarebbero state tante altre cose da dire, ma stranamente non sembravano più così importanti. Mi rendeva già abbastanza felice il solo fatto di stare lì noi due insieme, accarezzare il vento fresco, a guardare il paesaggio grigio dove ogni senso di distanza era cancellato.
-banana yoshimoto-
-Alessandra Cantilena-
“Un romanzo, disse
briche e di porti.
-Felice Chilanti-
.....l'Epouse est ici...
...elle ne regrette rien.....
IL PASSEROTTO DA COMBATTIMENTO
http://www.ilportoritrovato.net/html/edithpiaf.html
Je Ne Regrette Rien
Non, Rien De Rien, Non, Je Ne Regrette Rien
Ni Le Bien Qu'On M'a Fait, Ni Le Mal
Tout Ca M''est Bien Egal
Non, Rien De Rien, Non, Je Ne Regrette Rien
C'est Payé, Balayé, Oublié, Je Me Fout Du Passé
Avec Mes Souvenir J'ai Allumé Le Feu
Mes Shagrins, Mes Plaisirs,
Je N'ai Plus Besoin D'eux
Balaye Les Amours Avec Leurs Tremolos
Balaye Pour Toujours
Je Répart à Zero
Non, Rien De Rien, Non, Je Ne Regrette Rien
Ni Le Bien Qu'on M'a Fait, Ni Le Mal
Tout ca M'Est Bien Egal
Non, Rien De Rien, Non, Je Ne Regrette Rien
Car Ma Vie, Car Me Joies
Aujourd'hui Ca Commence Avec Toi
-Edith Piaf-