"....SE IL COSMOPAVONE TORNERA'"
-tornerà il cosmopavone?
-vedi, mi hanno detto che lui è andato ad est, ora, molto ad est
-se torna io non tiro più le ditate d'unto sulle finestre
-se torna la finisco di ammirarmi i pallini neri che si formano in mezzo alle dita dei miei piedi
-io quelli li chiamo leoncini
-se torna io non limono più con il cuscino
-se torna non mi fa più paura che mi crescano le tette (forse)
il cosmopavone è policromo
sicuramente adesso lui sta ad est
sicuramente lui vi sta pensando.
-f.genti-
-IL VERO AMORE NON HA LE NOCCIOLE-

on air now: Transvision vamp
Piccolo
Spazio
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I don't want your moneymoney I want your love
TANTI AUGURI

SIBELBRIDE

BrideMercedes
Era già tardi, e la zia Mercedes continuava a cercare chissà cosa nel corpo dell'uomo che riconosceva come l'amore della sua vita.
Si conoscevano fin da giovani, avevano sempre saputo di essere fatti l'uno per l'altra, ma chissà come ad un certo punto l'avevano dimenticato. Spesso lui perdeva tempo a deplorare quello che considerava un errore imperdonabile. La zia Mercedes però, gli diceva sempre che le cose non sarebbero potute andare diversamente, perché anche se ormai nessuno voleva crederci, il destino è destino.
Molto tempo dopo essersi sposati, con più o meno fortuna,si rividero a una di quelle feste in cui la noia spinge a inventarsi un altro amore. Una di quelle feste piene di paso doble e fumo di sigaro,che inevitabilmente finivano in oziose dispute tra sedicenti arabi e spagnoli, gli spagnoli erano arrivati a Puebla quattro secoli prima, gli arabi ottant'anni prima, cosicché i loro discendenti, in realtà, non erano che poblani in lite.
Si guardarono da lontano, si avvicinarono, infine si incontrarono al tavolo di alcuni spagnoli che sembravano intenzionati a sfasciare qualche sedia sulla testa degli arabi seduti al tavolo accanto. In mezzo a quel caos, persero le parole, tornarono ad aggrapparsi ai gesti, si videro uniti,senza rimedio e senza fretta, fino a chissà quando.
Prima che ebbe inizio la rissa abbandonarono la festa in cerca della rotta che avevano lasciato in sospeso dodici anno prima.
La trovarono. E si fecero vecchi continuando a cercarla ogni volta che la vita si faceva troppo stretta. La zia Mercedes aveva sempre paura che ogni incontro fosse l'ultimo. , per trattenerlo dentro di sé, perché non le sfuggisse del tutto quando tornava a casa sua con il corpo placato, per potere, nell'imprevedibile lasso di tempo che li avrebbe separati, ricostruire non solo la loro avventura, ma tutte le avventure di entrambi.
Ogni volta si faceva raccontare qualcosa. Apprese così perfino di che colore erano le copertine dei suoi quaderni in prima elementare, quanto costavano le mele col peperoncino che si comprava al'uscita di scuola e perché gli sarebbe piaciuto tanto che lei si chiamasse Natalia.
Un pomeriggio, ormai quasi sera, i sensi della zia Mercedes Cuadra erano accesi, e volle sapere come era stato per lui quello che gli uomini facevano per la prima volta nella Novantesima Strada.Lui non ne aveva mai parlato con nessuna donna ed esitò ad iniziare il racconto. Ma la zia Mercedes gli passò la mano sulla schiena come fosse un cavallo e a poco a poco riuscì a farlo parlare di quel ricordo, così come a volte lo faceva spogliare nuovamente quando si erano già rivestiti ed erano sul punto di andarsene.
La Novantesima Strada era un letamaio dove perfino le luci sembravano sudice. Lui vi era andato per la prima volta con alcuni amici che c'erano già stati due o tre volte, ma nessuno era un esperto. Alcuni c'erano andati una sera con i fratelli maggiori o con uno zio, un altro ce l'aveva portato suo padre perché aveva la faccia piena di foruncoli, e a suo parere non c'era modo migliore di curarli. Insomma, erano circa in sette a farsi coraggio l'un l'altro storditi da quella clandestinità impudica, morti dalle risate e dal panico. Andarono tutti con la stessa, una tracagnotta brutta come il peccato che non smetteva di masticare gomma. Chiese loro se con o senza vestiti.
"Senza vi costa il doppio", li avvertì.
Decisero di rimanere vestiti. Gli era passata qualsiasi voglia. quando fu il suo turno di andare, tutavia andò. La tracagnotta gli masticò la gomma nell'orecchio per tutto il tempo, e lui giurò di non tornare. "E non tornasti?", chiese la zia Mercedes cominciando avestirsi, gelosa come se le avessero appena raccontato la più impeccabile storia d'amore.
"Sì che tornai", disse lui. "Quella sera stavo già rubando dei soldi a mia madre per tornarci. E tornai dalla stessa".
"Come ora?", disse la zia Mercedes, lasciandosi cadere su di lui per morderlo e graffiarlo.
"Solo che tu non mastichi gomma", rispose lui abbracciandola. Poi le pizzicò le guance per farla ridere.
Rimasero così per un momento, per un lungo momento: e risero, risero, finché finirono per piangere.
The Ring Of Fire

"....FORSE PERCHE'ALLA FINE RIPENSI ALL'INIZIO...."
("MR AND MRS SMITH")

- "MI SONO PERSO."
- "...QUANDO TI PERDI...SCOPRI QUALCOSA DI NUOVO."
"DENTI"
I DON'T PLAY GUITAR.....
AT THE MOMENT..
WAIT 4 ME.
I'LL BE BACK......

We´re standing on stage with a microphone but we don’t play guitars
Got the Sherman up here with us, no we don’t play guitars
We don’t play guitars
We don’t play guitars
said can you play guitar?
:*LaSposa
BLACK HOLE SUN
Till you all just
DisappearIn my eyes
Indisposed
In disguise
As no one knows
Hides the face
Lies the snake
The sun
In my disgrace
Boiling heat
Summer stench
'Neath the black
The sky looks dead
Call my name
Through the cream
And I'll hear you
Scream again
Black hole sun
Won't you come
And wash away the rain
Black hole sun
Won't you come
Won't you come
Stuttering
Cold and damp
Steal the warm wind
Tired friend
Times are gone
For honest men
And sometimes
Far too long
For snakes
In my shoes
A walking sleep
And my youth
I pray to keep
Heaven send
Hell away
No one sings
Like you
Anymore
Hang my head
Drown my fear
-Soundgarden-
Logoràto nell'attesa?....
Ma dai. prenditi una rivista.
Non ci pensare.
Dai.
Il Faut Attendre.