"Se tutto fosse illusione e nulla esistesse?....

....In questo caso avrei pagato decisamente troppo per il mio tappeto"
Woody Allen
on air now: David Bowie
cambiare il destino
(...)....se si potesse decidere del destino dei personaggi, sarebbe come andare al banco di un'agenzia di viaggi :"Allora, dove vuole trovare la Balena, alle Samoa o alle Aleutine? E quando? E vuole ucciderla lei, o lascia fare a Quiqueg?"
La vera lezione di Moby Dick è che la Balena va dove vuole. (...)
-Umberto Eco-

Compiere scelte estreme per cambiare il proprio destino.
Chiedersi se davvero è possibile mutare la direzione degli eventi
Quanto dipende da noi e quanto prescinde da qualsiasi azione compiamo, seppur audace, tenace, dettata dalla disperazione o dal coraggio più sfrontato.
Sibel da prova di grande carattere e forza nel cercare di cambiare il proprio destino...oppure no.
E tutto ciò, paga, sempre? e' soltanto frutto di casualità?
Quanto può influire la determinazione nel cambiare il corso di un percorso, probabilmente già scritto...?
Sibel, By, BoysDon't; "Lizard"
Ti potranno tagliare le ali, ma non potranno impedirti di volare
"...ti dirò questo, nessuna
consapevolezza eterna ci perdonerà
adesso per aver sprecato l'alba."

Talvolta mi piace vedere la storia del rock'n'roll come l'origine della tragedia greca. Immagino un gruppo di fedeli che danzavano e cantavano in piccoli spazi all'aperto. Poi un giorno dalla folla emerse una persona posseduta e cominciò a imitare un dio.
(da Tempesta elettrica)
Jim Morrison, The Wasp
Menzogna e malinteso
non costituiscono la trama sottile dell'agire comune?

Possiamo fare a meno del fragile equilibrio di convenzioni che rende più semplice la vita con gli altri?
A te personalmente esso rende più sopportabile la commedia giornaliera o intollerabile?
il coraggio della parola "inopportuna"(!) della "verità" che protesta più o meno tra le righe nei discorsi
che interrompe il gioco di maschere in cui siamo immersi
per volontà - dei puri dei bimbi dei pazzi o delle Bride - o per sbaglio, il "gesto etico" che appare l'unico in grado di ridarci l'innocenza perduta che si compie anche volendo, sebbene merce rara, col fine di sbiancarsi la coscienza, ma anche - ancor più inusuale - per
"abulia da bulimia da teatrante"

(...) altra forma del potere invisibile, è la menzogna: mentre il segreto è una forma di omissione della verità, la menzogna presenta un carattere più complesso, poiché essa fabbrica la verità. (...) secondo Annah Arendt nel mondo contemporaneo essa assume un livello di pericolosità molto più elevato che in qualsiasi altra epoca storica.
La combinazione di tecnica e fabbricazione della verità, già devastante nei regimi totalitari, può risultare pericolosa anche nelle democrazie contemporanee. In queste, infatti, esistono delle condizioni che possono condurre all'autoinganno dei governanti stessi, cioè al diventere vittime delle proprie menzogne. Le conseguenze dell'autoinganno in politica sono gravi, poiché esso determina il fenomeno che Arendt definisce defattualizzazione (elemento specifico dei problem-solvers americani), ossia l'incapacità di imparare dalla realtà, di distinguere tra verità e falsità, di considerare i fatti.
All'interno della sua analisi sul potere invisibile l'autore prende anche in esame il fenomeno della neutralizzazione della verità. Mentre il segreto la nasconde e la menzogna mostra una pseudo-verità, la neutralizzazione svuota la verità stessa.
La neutralizzazione della verità si è manifestata nei regimi totalitari, in cui, attraverso gli strumenti dell'ideologia e dell'organizzazione, gli individui venivano isolati dalla realtà e la confutazione delle menzogne del regime veniva disattivata.
Anche la neutralizzazione viene esaminata alla luce del suo possibile manifestarsi nelle democrazie. Mentre nei sistemi totalitari la neutralizzazione si concretizzava nel divieto di parlare delle verità, nelle democrazie una forma di neutralizzazione può apparire quando, con frequenza e radicalità eccessive, le verità vengono trasformate in opinioni.
Si può in tal caso parlare di democrazia virtuale: la tendenza a ritenere tutto discutibile ed opinabile comporta un depotenziamento aletico.
Altre condizioni di neutralizzazione della verità sottolineate sono la generalizzazione della teoria del complotto e il tacito accordo tra governanti e governati. Attraverso la prima, il continuo smascheramento di retroscena degli affari pubblici può accentuare il senso di impotenza dei cittadini inducendoli a una percezione confusa della realtà.
Attraverso la seconda, l'uomo di massa, pressato dai problemi di insicurezza ontologica della società contemporanea, per conservare un regime che gli appare in grado di fornire soluzioni a tali problemi, diventa disposto a tollerare menzogne e misure terroristiche. (...)
V. Sorrentino, Il potere invisibile. Il segreto e la menzogna in politica
SE SCOPRO QUANT'E' VERO IDDIO CHE MI HAI MENTITO, OCCULTATO, SPACCIATO PER REALE O INNOCENTE QUALCOSA CHE SIA ANDATO ALDILA' DI CIO' CHE VOLONTARIAMENTE HO PERMESSO MI SI SPACCIASSE PER VERITIERO
NASCONDITI E COMINCIA A PREGARE
MySweetRevengeBride
DANGER
SOLO IN CASO DI PERICOLO CI SI RENDE CONSAPEVOLI DELLA PREZIOSITA' DI OGNI SINGOLO MOMENTO.
Estremo, pericolo, ho detto. Non "se quel maiale bugiardo traditore di quello che pensavi fosse il tuo Lui ti tradisse per poi lasciarti un giorno". Ma se ti sentissi i giorni contati, per esempio. quando ti si presenta cioè l'eventualità di perdere tutto ciò che hai.
AL CONTRARIO, OBNUBILATI DALLA normalita' SI TENDE A CONSIDERARE DOVUTA OGNI COSA, SFASANDO OGNI SCALA DI VALORE.
SOLO DOPO AVER CONSIDERATO LA POSSIBILITA' DEL PERICOLO, PAVENTANDO IL MATERIALIZZARSI DELL'IRREPARABILE E GLI EQUILIBRI COMINCIANO A SMUOVERSI SOTTO I NOSTRI PIEDI NOSTRO MALGRADO, COMINCIAMO A RIPRISTINARE LA CORRETTA VISIONE DELLE COSE, RESTITUENDO LORO L' IMPORTANZA CHE HANNO REALMENTE. E ritorni a sentire che sapore hanno. E ti sembra il più buono del mondo, e riconosci quanto eri fortunato, prima, e non te ne accorgevi. O forse sì, ma non lo apprezzavi abbastanza.
banale eh? e che vòi fà.
dunque cose alle quali prima davamo un'importanza vitale poi ci appaiono nella loro totale imbecillità. Largo agli esempi..... ok.... basta così...
MA GLI ERRORI NEL RAGIONAMENTO PORTANO NECESSARIAMENTE A SBAGLIARE? è vietato rispondere "a volte sì a volte no" o "dipende dal culo". perché già ho risposto io così.
O CI SONO MOLTI MODI SBAGLIATI DI FARE LA COSA GIUSTA? vedi sopra.
CREDO CHE LA FAMIGERATA MASSIMA DA RIMINISCENZE GIOVANILI DI OGNI SMEMORANDA DEGNA DEL SUO NOME "IL PIU' GRANDE SBAGLIO NELLA VITA E' AVERE PAURA DI SBAGLIARE" CONSERVI DI NASCOSTO SEMPRE LO STESSO SMALTO NELLA SUA EVERGREEN ATTUALITA'.
vedi? lo avevi capito già quando "eri una bimba". Adesso sei una Donna e ancora che dici ste idiozie?
Bah.
TheB.
“il signor Godot mi ha detto di dirvi che non verrà questa sera ma di sicuro domani.”

Assurdo è ciò che è privo di scopo. Recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l’uomo è perduto, tutte le sue azioni divengono illusorie, ridicole, inutili”
camus

”Non disperare mai: uno dei due ladroni fu salvato. Non presumere niente: uno dei due ladroni fu dannato.”
dal gioco di Rearwindow
-http://rearwindow.splinder.com-
apri 3 testi della tua biblioteca alla
pag corrispondente alla tua età, e leggi.
1) Dice un poeta: "il Guerriero della luce sceglie i propri nemici."
Egli sa di che cosa è capace, non ha bisogno di andare in giro a parlare delle proprie qualità e dei propri pregi. Eppure compare continuamente qualcuno che vuole dimostrare di essere migliore di lui.
Per il Guerriero non esiste "migliore" o "peggiore"; ognuno possiede i doni necessari per il proprio cammino individuale.
Ma certuni insistono. provocano, offendono, fanno di tutto per irritarlo. In quel momento il cuore gli dice: "Non accettare le offese: esse non aumenteranno la tua abilità. Ti stancherai invano."
Un Guerriero della luce non perde il proprio tempo ascoltando le provocazioni: ha un destino che deve essere compiuto.
-Paulo Coelho, Manuale del Guerriero della Luce-
2) Sapete cosa c'è? c'è che ci sono certe cose e sono dei muri in cui si va a battere la testa continuamente, senza rimedio. Altre cose sono invece porte sempre aperte, disposte continuamente a ospitarti. Cose che portano noia, fatica, struggimento e maledizione; cose invece che sono lì per la gioia e la grazia, l'abbandono e il sollievo.
-Maurizio Maggiani, Il coraggio del pettirosso-
3) Eri una bambina di una sensibilità incredibile. In quel periodo io leggevo spesso libri che trattavano di questi argomenti. Percezioni extrasensoriali, premonizioni e simili. Tuo padre è uno che fondamentalmente non crede a questo genere di cose, perciò non ci faceva troppo caso, ma quando eri ancora molto piccola, appena squillava il telefono, dicevi il nome della persona che stava chiamando.
-Banana Yoshimoto, Presagio triste-
accidentaccio. mi calza a pennello.
TheBride
Aforisma del giorno:
"Rinchiudersi in casa a contare le ore che fai scivolare pensando confuso al mistero dei tanti 'io sarò' diventati per sempre 'io ero'...".
Guccini, "Autunno"
on air now: Litfiba
ded a tutte le Donne
....e a quelle che hanno perso..la strada.....
a quelle in crisi d'identità
quelle che la strada non la troveranno mai
quelle che in strada già ci stanno ;9
differenza tra femmina di canarino & Donna
femmina di canarino:
QUANDO ACCOPPIARE
Sarà opportuno non effettuare gli accoppiamenti prima della fine di marzo.
AFFIATAMENTO
Alcuni allevatori usano mettere il maschio insieme alla femmina senza preventivo periodo di affiatamento. Talora l’accoppiamento avviene senza problemi, ma altre volte alcuni tipi di uccelli dimostrano di non tollerarsi.
Esistono diversi modi di accoppiare i nostri pennuti. 
Femmine sole: un maschio serve per molte femmine. Il metodo consiste nel tenere ogni femmina sola in una gabbia. Essa riceverà il maschio solo al momento dell’accoppiamento e rimarrà poi da sola fino all’avvenuto svezzamento, Il maschio verrà introdotto nella gabbia della femmina alla sera per circa 15/20 minuti, tutti i giorni, fino alla fine della deposizione delle uova (si ritiene comunque sufficiente che esso sia introdotto fino alla deposizione del terzo uovo). Ogni maschio può servire contemporaneamente per tre femmine. Anche questo metodo dà risultati soddisfacenti ed è spesso usato dagli allevatori.
altri metodi
È possibile anche accoppiare un maschio con più femmine tenendoli tutti nella stessa gabbia; in questo caso il maschio si dedicherà però ad aiutare solo la femmina preferita. Si possono ancora tenere maschi e femmine in una stessa voliera. Con questo metodo si verificano facilmente lotte, distruzioni di nidi, abbandono del nido proprio e invasione del nido altrui, abbandono precoce dei piccoli...
la Donna:

Tu mi fissavi... Nei begli occhi fissi
leggevo uno sgomento indefinito
le mani di cercai, sopra il cucito,
e te le strinsi lungamente, e dissi:
"Mia cara signorina, se guarissi
ancora mi vorrebbe per marito?"
[...]
Tu ti piegasti sulla tua panchetta
facendo al viso coppa con le mani,
simulando singhiozzi acuti e strani
per celia come fa una scolaretta.
Ma nel chinarmi su di te, m'accorsi
che sussultavi come chi singhiozza
veramente, né sa più ricomporsi:
[...]
"Piange?" E tentai di sollevarti il viso
inutilmente. Poi colto un fuscello,
ti vellicai l'orecchio, il collo snello...
Già tutta luminosa nel sorriso
ti sollevasti vinta d'improvviso,
trillando un trillo gaio di fringuello.
donna: mistero senza fine bello!
VI
-G.Gozzano-
aforisma del giorno:
Possiamo parlare francamente dei nostri difetti
soltanto a coloro che riconoscono le nostre qualità.
(Andrè Maurois)
non sono d'accordo. Interlocutori Intelligenti apprezzerebbero comunque, anche senza avere una conoscenza di base. Soprattutto perché riuscire a vedere obiettivamente i propri difetti è anche sinonimo di umiltà, qualità primaria appannaggio di una mente intelligente da non annoverarsi per es alla specie dei pennuti...dote dunque ancor più piacevole qualora -il fato voglia- la si riscontri nel prossimo...
TheBride
errata corrige
RIFLESSIONI

Capita che si dia la priorità a un pensiero prima che a un altro. Insomma, si, che mentre piangi e lavi i piatti e la vita dice no -masini - si rilegga il diario del comandante, data astrale 1992 quasi 2007, e venga in mente che effetto può fare la fine di una festa.
Che effetto fa la fine di una festa? che effetto fa pensare che sta per finire......
quella festa tanto attesa, piena di casino, fatica, divertimento, gente che entra, che esce, che viene con altri 2, 3, 10 imbucati, accidenti, carino, quello, ma stupido come na pigna, e guarda quello là, un bluff, scommetto che c'ha pure le mutande bianche slabbrate con l'elastico largo e il buco sulla patta come quelle di un vecchio....eravisi mutanda
rimangono le facce in testa, il vestito nero colle paillettes, la musica e tutti che ballano, meno che quell'amica sempre triste che sei andata a consolare al bagno e poi ci sei rimasta perché visto che c'eri hai pianto insieme a lei per solidarietà, ti sei slogata una caviglia, il cuore ti ha battuto dentro fino a scoppiare
hai riso fino a star male e hai rifatto la foto al cinghiale aribballando la stessa canzone....

ma mentre balli gli ultimi depeche sai che le calze nere sono tutte sfilate sulla gamba destra, e allora chi cz se ne importa le strappi e balli ancora, anche se avverti un pò di stanchezza, ma non pensi a domani, a come starai dopo una festa come quella...
Ci si ritrova con una stanza piena di bicchieri usati, avanzi di vettovagliamenti più o meno finiti, accidenti, quell'insalata di riso lì faceva popo schifo, e quella teglia di simil pasta fredda- un must...e che fai, non cucini la pasta fredda?- chi cavolo l'avrà portata? qualcuno che si sentiva originale, chissà se era consapevole di quanto fosse raccapricciante - ma quando mai figurati - o penserà di aver contribuito in modo insostituibile al buffet. I palloncini stanno là appiccicati rosa con lo scotch che ha staccato tutta la carta da parati e tutto ciò che sta per rimanere è la faccia da chiulo della fidanzata del tuo amico e il numero di telefono di quel tristone....
...ecco a che serviva la donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole col cestino de viole....
la morale è sempre quella...
LASCIA STARE LA GIRELLA, ATTACCA FOREVER YOUNG E CONTINUA PURE CON LA DENTIERA, O FERMATI A GUARDARE INTORNO A TE, CHE ORAMAI NON CONSERVI MANCO PIU'TANTO DI NASCOSTO SEMPRE LO STESSO SMALTO?

.....
BELIVE


.......does the party will begin again?
p.s. un plauso a Lukaboysdont'cry che ha ricevuto un riconoscimento per la mutanda più don't cry. nel frattempo io pubblico quello che a mio avviso è un gran bel pezzo di esemplare
TheB.
ON AIR NOW: gIULIANO pALMA & tHE bLUEBEETERS
on a
pregasi specificare modello
dimmi che mutanda porti...
In un momento di alto spessore concettuale, disquisendo con gravità sul messaggio inequivocabile che ciò che indossiamo in un determinato periodo è specchio dei nostri tratti caratteriali e dell'umore del momento, io e la By siamo giunte a conclusione che l'indumento - cartina tornasole dello stato più o meno garrulo nel quale versiamo è la mutanda.
e qui non entro in particolari onde evitare di influenzare alcun detentore di tipologia mutandae.
specifico solo che per alcune donne lo slip e tutte le sue declinazioni, al maschile e al femminile, rappresentano appunto il baluardo della personalità, l'ultima spiaggia, a volte, la boa di non ritorno di determinati stati raggiunti che spesso si preferisce rimuovere, o da non più eguagliare salvaguardando un briciolo di dignità per dire "no. quella no.ho rispetto di me". Variabile per la donna, che muta -mutatis mutandis mutandae- secondo i casi, appunto, più o meno fisso, ahimé, per l'uomo, sinonimo di un apparente insignificante quanto incrollabile, minaccioso e granitico way of being.
....and u,what mutanda do you like to dress usually?
p.s. la 12 partendo da sin in alto è un esemplare che nonostante le apparenze è da considerarsi maschia, sebbene datata. E ciò lo affermo con una punta di orgoglio. Il proprietario - forse un feticista collezionista - suole indossarle rigorosamente un pò allentate d'elastico. La conclusione è la seguente:
Se ami un uomo - ma anche una donna, forse, nemmeno la sua mutanda ti fermerà. Parola di Bride.
LaSposa
cos'è la vita se non un pallone che ci illudiamo di calciare senza mai prenderlo? -e quando dico prenderlo so quel che dico-
riuscirà charlie brown a colpire la palla ovale?
è molto difficile dimenticare una persona bevendo succo d'ananas.

far finta che tutti ti amino.
NARCISO!!!!!

SE SEI DEPRESSO E' D'AIUTO APPOGGIARE LA TESTA AL BRACCIO E FISSARE IL VUOTO.
SE SEI INSOLITAMENTE DEPRESSO, FORSE DOVRAI CAMBIARE DI BRACCIO.
on air now: Tetes de bois
..sto in loop...
Narciso ti prego ti prego fai qualcosa..
qualcosa..
..qualcosa
aiuto fatemi uscire
un letto. cosa ci fa un letto qui? e' pazza, è pazza. è definitivamente pazza. Sta male, sta male, dovrebbe chiedere aiuto!! le menti semplici parlano per parole, non abbisognano di metafore, per di più che capisce solo lei.
E' pazza è pazza è definitivamente malata di mente!!
E' tutto sempre come appare, ricordate!!!!
Dunque narra Ovidio nelle Metamorfosi:
Narciso nasce da Liriope, ninfa di fonte che fu rapita dal dio fluviale Cefiso per la sua bellezza, avviluppandola nelle sue tortuose correnti.
Il veggente Tiresia, ha previsto lunga vita al bel giovane nato dalle acque solo a condizione che "non conosca se stesso" (ironico rovesciamento del più famoso "conosci te stesso") .
A sedici anni poteva contare già numerosi amanti, tutti respinti, di entrambi i sessi.
Un giorno, mentre è a caccia di cervi in una foresta, domanda a gran voce se ci sia qualcuno lì. La ninfa Eco, che si è innamorata di lui e lo segue di nascosto, ripetendo le sue ultime parole gli risponde e tenta il desiderato abbraccio, ma egli la respinge prontamente.
Si narra che da allora la bella ninfa si consumi per struggimento d’amore fino a che di lei non sono rimaste che le sole ossa, tramutate in sassi, e la voce tutt'ora vagante in valli solitarie.
Ma qualcuno degli amanti respinti chiede vendetta al cielo.
Interviene la dea Nemesi a far sì che anche Narciso sia privato dell’abbraccio di colui che ama.
Accade infatti che, assetato, Narciso si affacci ad una sorgente: lì scorge la propria immagine e se ne innamora irrimediabilmente. Sulle prime non riconosce se stesso, poi giunge la verità: "Io sono te".
Struggendosi d’amore per quello che oramai sa essere se stesso, Narciso si lascia morire. Quando cercano di dargli degna sepoltura coloro che lo amano scoprono, nel punto in cui il giovane è scomparso, un bellissimo fiore dai petali bianchi orlati di color zafferano.
***
La lettura più comune del mito ne ha colto l’aspetto meramente psichico, di investimento pulsionale, per cui Narciso è diventato simbolo di un atteggiamento dell’Io che sa amare esclusivamente se stesso, il proprio corpo, in ciò escludendosi totalmente dal resto del mondo.
Tuttavia proprio il tema dell’immediatezza, che Narciso mostra di rifuggire ripudiando tutti gli amanti, e la morte che trasforma il suo essere corporeo in fiore, simbolo del Sè, indicano un’altro possibile livello di lettura, in cui Narciso è allora un ponte di passaggio dallo psichico allo spirituale, passaggio che richiede, com’è logico, una morte.
Il proprio riflesso nell’acqua che rapisce chi lo "vede" è allora il richiamo dell’inconscio, in cui si cela quella totalità interiore che chiede di essere incontrata, "vista" appunto, affinchè diventi possibile un incontro con l’altro che comprenda la soggettività di ciascuno.
Narciso si imbatte in Eco mentre è a caccia del cervo, simbolo della pulsione individuativa. Eco è una ninfa che, per aver distratto Era con lunghi discorsi dal controllo di Zeus, è stata punita dalla dea proprio nella facoltà di parola: ella non può mai parlare per prima nè impedirsi di ripetere le parole altrui.
Eco è dunque l’Anima (come proprio femminile) con cui Narciso si imbatte nel proprio cammino di individuazione: è resa incapace della propria funzione spirituale (Logos-Parola) dal sistema conscio collettivo, rappresentato dalla società corrotta degli dei.
E’ una psiche totalmente priva di libertà di pensiero e di originalità: Eco è il simbolo dell’individuo ancor privo di soggettività.
Narciso sfugge all’abbraccio con un’Anima siffatta, rinuncia all’appagamento immediato aprendo ad entrambi - Maschile e Femminile del rapporto - il varco all’avventura spirituale.
La coppia Eco-Narciso, se si fosse unita a questo punto della vicenda, sarebbe stata una delle innumerevoli rappresentazioni del rapporto di dipendenza, in cui il dialogo resta ad un livello di ripetizione (eco, appunto) del già dato.
Questo sia a livello intrapersonale - Eco come Anima di Narciso - sia a livello interpersonale - Eco come sua compagna.
Narciso dunque, spirito di sorgente, impedisce alla donna-anima di cadere nell’immediatezza e nella dipendenza della ripetizione, avviando quella trasformazione che conduce entrambi alla dematerializzazione.
"Ch’io muoia prima che sia di te" sono le parole di Narciso, cui la ninfa fa da eco "Ch’io sia di te", il che può essere inteso come: è necessaria una morte, una profonda metamorfosi prima che sia possibile una congiunzione, questa volta a livello spirituale. La pietra e l’eco, ciò che resta della ninfa, sono i due elementi degli alchimisti: il "fisso" - pietra compatta, nocciolo duro, Verbo - e il "volatile" - il suo riflesso che si propaga.
E’ a questo punto che Narciso resta solo e, rispecchiandosi, "vede" se stesso, e qui vedere è inteso come conoscere, il che lo porta alla morte.
Quale può essere tale visione-conoscenza tanto potente?
Ciò che Narciso vede come fosse se stesso, ciò di cui si innamora, è l’identità tutta di tutte le cose, così come può essere colta solo se si accede alla dimensione universale dell’essere.
Ma per accedere a tale dimensione che è tutt’uno con l’atto di riconoscere se stessi sul piano spirituale, tutt’uno con il Sè, è richiesto di morire ad una dimensione egoica, razionale, racchiusa dall’involucro corporeo.
Narciso anela all’abbraccio con il Sè ma questo comporta il sacrificio di sè come individuo particolare.
Della morte di Narciso esistono differenti versioni: in Ovidio si lascia morire per struggimento d’amore, in un’altra versione cade e annega per essersi troppo sporto ad osservare se stesso, in un’altra ancora si suicida per senso di colpa, in una infine si getta in acqua scambiando la propria immagine per il volto dell’amata sorella morta.
Ciò che accade è comunque il compimento di un incesto, un ritorno alla totalità originaria attraverso l’atto conoscitivo di sè.
In questo consiste l’atto eroico di Narciso, comunque esso avvenga: egli attua un estraneamento al mondo, alla percezione ordinaria, trasgredisce la coscienza collettiva.
Chiunque si trovi ad intraprendere un cammino di conoscenza, novello Narciso, attraversa una fase di ripiegamento interiore che il mondo spesso interpreta (non a caso coincide con l’accezione più diffusa del mito) come egoico amore per sè infantile e infruttuoso, si trova a vivere un’esperienza di auto-anestetizzazione verso gli stimoli del mondo esteriore (Narciso viene da Narkè, da cui narcosi) .
Ma tutto questo, se la tensione è retta fino in fondo, se si resiste cioè alla tentazione dell’immediatezza, porta alla suprema conoscenza, al Sè di cui il fiore è da sempre simbolo
BALLE!!!!!!!!!!
on air now: Apoptygma Berzerk
"..cospargimi con olio di mandorle e vanità"
Affascina e ferisce. E' sempre più intelligente della media. E' sensibile, seduttivo, grandioso. Ma talvolta si mostra improvvisamente depresso e inadeguato alle circostanze. Cosa vuole il Narciso? In molti casi vuole solo essere aiutato a piacersi, piacersi, piacersi.
E se un giorno fosse una donna ad avere bisogno di lui? Ecco che cominciano i guai, perché il Narciso punta sempre all'assoluto, ed è tutto assorbito da imprese troppo grandi ed eroiche per ammettere dubbi o distrazioni
narciso

Narciso, figlio della ninfa Liriope e del dio del fiume Cefiso; quando nacque, il veggente Tiresia gli profetizzò che sarebbe vissuto fino a tarda età, purché non conoscesse mai se stesso.
Narciso si riconosce come riflesso. Riconoscersi, quindi, come mero riflesso, vuol dire riconoscere un proprio statuto di realtà in qualche modo intrinsecamente difettivo, limitato, contingente: lo statuto del riflesso.
Ma poi vi può essere anche un'altra possibilità: Narciso muore perché si conosce, si riconosce come riflesso, e sa che è riflesso di nulla, che non c'è nulla di cui egli sia riflesso, ma che il suo statuto di realtà è solo ed esclusivamente quello di essere un riflesso.
Questo riconoscimento, questa conoscenza - la conoscenza di sé come mero riflesso di nessuna altra realtà - è il preludio che conduce Narciso alla morte.
che farà Narciso?
ed Eco, sul serio continuerà ad amare Narciso, ripetendo le sue parole in eterno?
on air now: Disegni e ultracorpi...work in progress....
"O SEI PAZZA E TI SEI INVENTATA TUTTO O SEI TROIA E TE LA SEI CERCATA"
"NORTH COUNTRY"
RICORDA QUESTO TITOLO QUANDO ANDRAI AD AFFITTARE IL PROX DVD.

...And justice for all!! ;)
LaSposa
-Dalle lezioni tenutesi presso il convivio di letteratura sulla Divina*-
La "Selva Oscura Institute"
PRESENTS:

inaugurazione del Centro Estetico
"SELVA OSCURA"
Il problema della selva oscura, è da sempre un pò di ambiguo.
Forse non tutti sanno che il Vate nel celebre versetto faceva riferimento al vezzo in voga a quel tempo di conferire al vello pubico un aspetto selvaggio, foggia che anche Beatrice - celebre trend setter e icona di nuovi stili innovativi- prediligeva. Ordunque, avendo il Poeta Laureato un'autentica idiosincrasia nei confronti del pelo superfluo e indisciplinato, suggerì velatamente - ma neanche poi tanto, sostiene il Prof Esimio Titti qui di fianco- alla beneamata di rivolgersi a un centro estetico
vicino casa che aveva aperto duecento secoli or sono.
E fino a qua non ci piove.
Ora; è ormai noto che la topa middleage style non va più di moda, è vintage pure quella da pornostar, e pare che Cavalcante Cavalcanti d'accordo con il Conte Ugolino, propose a Costanza d'Altavilla la gestione di codesto centro estetico dove soleva recarsi anche il Machiavelli per ispirarsi alla Mandragola. Mentre si sottoponeva ai fanghi. Daltronde, si sa, "il fine giustifica i mezzi".
...?
Orsù dunque divenne da allora in avanti sempre più popolare il brasiliano. E si dice che andrà per tutto l'automn - winter 2007-2008. sìsì ultimo...grido-è il caso di dirlo- direttamente dalla corte di Federico 2 e anche un pò di Ferdinando d'Aragona.
Anche quei due, si quei due, Petrarca e Boccaccio, erano stati assunti come PR, attività che solevano svolgere all'entrata per alzare qualche lira nel mentre che si scambiavano...il Canzoniere. Anche perché Laura voleva usufruire del tre per due interno coscia, per poter poi andare al programma tv "chiare fresche e dolci acque" e avendo un problema d'irsutismo all'affannoso petto intendeva provvedere per non sfigurare davanti alle altre.
Il Manzo, mentre che risciacquava i i panni in Arno, vide la sua futura sposa Enrichetta Blondel, donna dalle indubbie qualità fashion, accalcarsi verso l'uscio del nuovo centro estetico, il SOI, che per l'happening d'ouverture faceva l'aperitivo dalle 18.00 in poi fuori. Fu così che pensò di invitarla da lui "a leggere il libro che voleva dare alle stampe ma che nessuno voleva pubblicare e infatti tutti lo scherzavano". Pare trattasse di temi scabrosi.
Ma galeotto fu il libro e chi lo scrisse.
Di lì in poi il centro estetico raggiunse il suo max splendore, accolse tutto il movimento degli "Scapigliati", che oltre che ipertricotici pare fossero pure affetti da irsutismo. Ovviamente, ai glabri- i pelati- era negato l'accesso.
Fu in occasione della famigerata calamità del '66- dal nome del fautore, Fabio66 - che ricoprì il centro estetico di materiale edile da riporto, che il SOI dovette affrontare un periodo infausto, e da lì il Foscolo coi Sepolcri, i Poeti decadenti e i Sepultura si ispirarono per celebrare i loro famosi momenti di depressione. E fu così che anche Er Panza si ritrovò nel tunnel dell'alcool perché le sue amanti particolarmente affette da ipertricosi anche nelle orecchie lo tediavano con spese folli x cerette fa-da-te. Cominciò a bere assenzio dalla disperazione insieme a Baudelaire il quale dopo averlo conosciuto tentò il suicidio e raggiunse lo spleen.
Entrò in depressione pure Luigia Pallavicini perché non sapeva più dove andare, e perciò cadde da cavallo com'è noto e mai più si riprese. Fu in quell'occasione che Foscolo- poeta pare non particolarmente ottimista- decise di scrivere un altro sonetto, arrivò er Panza, conobbe Giacinto (...o Giovanni?) che dopo averlo visto decise di lasciare questa vita e Foscolo si gratto i genitali e compose "in morte del fratello Giacinto". (....Giovanni.) ahem.
Pare che lo stesso Leopardi si ispirò al tristo destino del Centro scrivendo lo Zibaldone, che narra appunto degli sforzi compiuti per riportare in auge le sorti del SOI, visto che anche Silvia era disperata perché la ceretta come la fanno lì non la fa nessuno.
(TERMINATO LO ZIBALDONE IL NOSTRO GIBBOSO FU VITTIMA DI UNA SERIE DI ANATEMI, PER I QUALI ANCORA OGGI E' ACCUSATO DI PORTARE SFI DI ESSERE PORTATORE DI MALAVENTURA; CONOBBE ER PANZA, -OVE PER POCO IL COR NON SI SPAURA- FU PIANTATO DA SILVIA E IN UN FOSSO INEQUIVOCABILMENTE CADDE COME CORPO MORTO CADE.)
Silvia si consigliò così con Elena, donna intellettuale gemebonda dalla pelle diafana e dalle vene d'alabastro- era colpa di D'Annunzio che amava il ristorante siciliano e tutte le sere le faceva mangiare la pasta con le sarde che le si rinfacciavano come i peperoni- la quale le disse di presentarsi a casa di una "tanto brava tanto caruccia, un pò burina" che rispondeva al nome di "Signorina Felicita", presso una tale "Villa Amarena", e che faceva l'estetista a farsi gli impacchi di foglie di cedrina che eliminano le rughe. Ma Eleonora Duse invidiosa la inseguì e le fece una piazzata davanti a tutti che manco un'amante der Panza impazzita e con un gatto isterico nel culo. Fu l'evento gossip dell'anno.
Poi arrivò quel rompiballe di Italo per gli amici Svevo che insisteva insisteva col fatto che il fumo non fa male, loro invece gli dicevano: "ma sì che fa male, ti sale la pressione e poi ti operi alla prostata e devi prendere il ciailis", e lui niente! fuma che ti fuma non si mosse più da Trieste e la Bora se lo portò seco.
Poi venne la guerra.
Ecco svelato l'arcano della selva oscura decantato dal Poeta Vate.
******
(Tutti i rifer a questa pagina sono rintracciabili presso Bellatrix74, "caffè nero in tazza grande")
Appendice alle peregrinazioni della pulzella del blog del pianerottolo a fianco disperatamente in cerca di un tale dal rassicurante aspetto con le ali e dalla soffice parrucca - e come te sbaji - che a bordo di una scialuppa traghettante anime la meni seco per l'eterntà. ekkilo.
Pare che avesse pure un nome con un certo sex appeal, mm..mmm....mi pare Caronte.
The End
p.s. tutte le strade portano all'eur, si sa.
meno che il Titti che si ritrova sempre sulla nomentana.
m'ha detto che ha incontrato pure uno con una frasca d'alloro in testa.
Mah?
Lui gli stava chiedendo "per andare dove devo andare, dove devo andare?"
e quello gli ha risposto: "30 la bocca e 50 l'amore". IMMAGINE RIMOSSA Ekkilo
Prof. SibelBride, da: "Esegesi della Selva Oscura, note, commenti, interpretazioni dal convegno"
*l rinnovamento di imago ha avuto infussi positivi anche sulla carriera della Dottoressa Sibel, che terrà dei seminari ai partecipanti al suo corso sul fenomeno Titti, "Usi e costumi inerenti al soggetto Titti, fautore di un personalissimo way of dressing."
-Il Titti è quello basso a sinistra con l'espressione goduriosamente libidinosa. Il perché non ci è dato sapere...-
on air now: Disegni e ultracorpi
baise-moi...
SEX

LUI- (dice): "la nostra storia e finita.
Il sesso tra noi è morto!"
LEI- (pensa): "Il sesso è morto perché
la nostra storia è finita.
Come faccio "a fare sesso con te" se mi stai sui maroni*?"
It's take two to dance
-ci vogliono almeno due persone per ballare-
-Ho sposato un narciso, U.Telfener, ediz Castelvecchi-
*se non mi fido
on air now: Negrita
fidati
?
"Tre cose non si possono nascondere: l’intelligenza, la generosità e la pancia"
...diceva un saggio che se una persona è generosa, si vede, si sente, si ama.
?
-"mi posso fidare di te?"
-"ma certo che ti puoi fidare di me."
***
(appendice al precedente post)
mi scusino i signori post eri, ma sono sopraffatta da un dubbio;
Secondo gli studi effettuati tramite il test approvato dall'associazione medici dentisti italiani e dall'istituto loreal paris, parecchi di voi alla domanda "a cosa serve Poggiolini" hanno risposto: 27)poggiolini = a insegnare al mondo che ci sono centinaia di posti per nascondere dobloni d'oro o simili.
Ora LaSposa si domanda: ma come mai l'attenzione su qst pover'uomo è stata catalizzata esclusivamente dal puff - magnifico, non dubito - che teneva in salotto ripieno di soldoni mentre l'onta del sangue infetto di cui il pover uomo di cui sopra si macchiò e del quale fu responsabile, foriera di morte e contagio di migliaia di persone mai risarcite (....risarcite....) dallo Stato della bella poooppporoppoppopooo Italia è passata totalmente inosservata?
N.d.R.: "maria monsé" ="soubrette" ora anche opinionista e giurata nel programma serale "la pupa e il secchione";
"chinaglia...frosinone"= cit. "Mio fratello è figlio unico"- Rino Gaetano-
"sistema..t'ancatena" = cit. "Ripetutamente" - 99 Posse -
"Er Panza" = intrattenitore radiofonico celebre per i suoi interventi petomani sotto effetto etilico
on air now: System of a down

ditemi ma a che servono
1)i vigili urbani
2)le zanzare
3)le malattie
4)la vecchiaia
5)i peli
6)la fame
7)i soldi
8)il lavoro
9)le sigarette
10)l'alcool
11)i preservativi
12)i gas intestinali
13)muco nasale secerne su di noi
14)la roma
15)la lazio
16)l'udinese
17)chinaglia è passato al frosinone
18)elio e le storie tese
19)maria monsé
20)i virus sul pc
21)la chat
22)gli acher
23)i guidi
24)le bestemmie
25)gli smerdolini addosso a richard benson
26)er Panza
27)poggiolini
28)la striscia di gaza
29)il governo
30)o.c.in tv
31)la tv
32)i brufoli
33)i nei
34)il grasso
35)il corpo
36)il silenzio
37)il chiasso
38)l'acqua che scende dal cielo bagnata
38)il gelo
40)gli acari
42)nascita crescita evoluzione e morte
43)le suore
44)i paramenti sacri
45)il tempo giusto
46)il tempo
47)i Vermi
48)la timidezza
49)le pistole
59)biagio antonacci
60)michele cucuzza
61)il gossip
62)la curiosità
63)l'abulia
64)l'odio
65)rosamunde pilcher
66)il libro io e te tre metri sopra il cielo
67) et similia
68) le iniziative dei cazzoni
69)i cazzoni
70)i cazzoni che non ragionano
71)i cazzoni che ragionano
72)le seghe mentali dei cazzoni
73)i ladri
74)il clientelismo
75)tante sanità
76)il rione sanità
77)il sistema che t'ancatena
78)l'abuso edilizio
79)i cazzoni al governo
80)i cazzoni un pò dovunque
81)le commesse alla rinascente
82)la rinascente
83)il deserto
84)l'equilibrista nel deserto
85)l'equilibrista nel deserto con un dito al culo
86)l'equilibrista nel deserto con un dito al culo con la sabbia
87)l'equilibrista nel deserto con un dito al culo con la sabbia e una spina nel fianco
88) chi arriva prima
89) chi arriva prima aspetta
90)gli ultimi saranno i primi
91)la vergogna
92)senza vergogna
93)il sesso senza amore
94)l'amore senza sesso
95) la bellezza senza cervello
96) il niente
97)troppo cervello
98)la bellezza
98)la stupidità
99)il rubinetto del lavandino rotto che rigocciola
100)flop
game over.
game over.
game over.
on air now: elio e le storie tese
uno schiaffo.
reagisci subito.

Nel '93 la Conferenza di Vienna sui diritti umani. Ma la strada è ancora lunga
Le donne subiscono violenza fisica e psicologica più degli uomini, a causa della loro maggiore vulnerabilità. Vulnerabilità significa avere una minore forza fisica, una più bassa posizione sociale, un reddito inferiore, una minore protezione sociale ed un maggiore attaccamento ai figli. Parlare di violenza alle donne o di violenza ai bambini è la stessa cosa, perché madri e figli vivono un rapporto simbiotico. Se un figlio subisce violenza, anche la madre la subisce, e viceversa. Vulnerabilità significa anche essere criticate per motivi quali l'ordine della casa, il vestiario, l'orario di lavoro, gli svaghi e i divertimenti, tutto ciò che l'uomo fa liberamente, e la donna non può fare .
Uno speciale principio di sostegno per le madri è stabilito dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Ma è largamente disatteso. Mentre l'affermazione del diritto all'eguaglianza e il divieto di discriminazione sono parte integrante del sistema dei diritti umani, il tema della violenza contro le donne entra nel dibattito internazionale solo molto tardi sostanzialmente negli ultimi dieci anni. Nel '93 viene varata la Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne, culminata nella Conferenza di Vienna sui diritti umani. La Dichiarazione fornisce per la prima volta una definizione ampia della violenza contro le donne, definita come "qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata".
Negli anni seguenti, il tema della violenza contro le donne è stato approfondito nella Conferenza di Pechino, e poi nel dibattito della Commissione donne dell'ONU, della Commissione diritti umani, dell'Assemblea generale, fino all'Assemblea di "Pechino+5" e alla stessa Assemblea del Millennio, che nella sua Dichiarazione finale pone la lotta alla violenza delle donne come uno degli obiettivi centrali delle Nazioni Unite del 2000. Il tema della violenza contro le donne rimane comunque conflittuale, sia per come va inteso in relazione ai diritti umani, sia rispetto alle controversie sulle responsabilità degli stati rispetto agli atti compiuti da soggetti privati, sia per le profonde divergenze su come riconoscerla, prevenirla, punirla.
E tuttavia le statistiche sull'argomento non sono affatto confortanti, la violenza sulle donne non accenna a diminuire. Violenza fisica, psicologica, derivata da culture o religioni, commessa da singoli, da gruppi o addirittura da interi popoli. La violenza domestica è diffusissima in tutto il mondo ed è anche, purtroppo, il risultato della passività delle donne. Quello che molte donne devono imparare a fare è stimare se stesse, riconoscersi dei diritti fondamentali e, quindi, reagire. Le associazioni di sostegno sono concordi nel dare alcuni piccoli consigli, quali: reagire subito al primo schiaffo perchè la passività rafforzerebbe nell'uomo la convinzione del suo diritto alla violenza; se il fidanzato è manesco non illudersi che con il matrimonio cambierà; non giustificare l'incapacità a lasciare un marito violento con l'alibi dei figli: le statistiche dicono che un bambino che vive in una famiglia violenta ha larghe possibilità di diventare un violento, ed una bambina quella di diventare oggetto passivo di violenze. E quindi: non perdere la stima in se stesse solo per quello che un uomo può dire; andare in ospedale se si viene picchiate, farsi rilasciare un certificato che attesti le condizioni e sporgere denuncia; contattato un centro antiviolenza o il telefono rosa per essere aiutate nell'iter della denuncia onde evitare errori che potrebbero ritorcersi contro.
on air now: Aretha Franklin
NELLA VITA L'EQUILIBRIO E'TUTTO.

LaSposaBombarola
on air now : Sepultura