Muoia Lorenzo Lamas con tutti i suoi capelli

Tra un Tino il gattino che latra penosamente invitando a rispondere al famigerato cellulare oramai assurto al ruolo di guru spirituale & compagno di vita e il faccione di Ringhio Gattuso che sperpera magnanimo gusci di mitili col suo compare Pupone dal bulimico claim LAIF is nnao, di ritorno da una desolante Roma post Genesis, m'ha preso lo sconforto imbattendomi in Lorenzo Lamas.
Ero ancora in pena per il povero turista al quale è stato negato l'italian coffee alle due di notte, dopo aver acceduto a quello che il Titti ha definito con aria tra il melenso e il frutto di solenni infrastrutture date dai genitori che come da copione insegnano ad apprezzare le meraviglie naturali - "che colpo d'occhio, col campidoglio sullo sfondo!" - che sono piombata sul mio divano di bianca ed umana epidermide. Ripercorrevo incazzata l'Urbe Imperiale messa a ferro e fuoco dai baristi refrattari a servire il mondo che si era riversato in quel monumento per sterramento che, come ti insegnano, convive pacioso allo scorrere indifferente der traffico de Roma ansai come funziona-cit- e che regala la fama eterna a questo paesone figlio della Lupa. Niente, alle 2 se stacca, che vòi, er caffé, c'ho la machina spenta a signorì.
E se a un turista dovesse venire fame dopo questo mitologico evento dell'"Estate Romana" (...) o si spinge fino alla festa dei DS a Piazza Albania e di sicuro un desco sociale lo trova - lo trova lo trova...- o va a casa del nostro amato Sindaco a chiedere di calare un piatto di bucatini. Visto che a mezzanotte perentorio si chiude. Io mi rinchiudo invece nel mio eremo dorato riflettendo sull'inenarrabile efficienza cosmopolita della mia Città, quando ecco appunto spuntare i capelloni al vento di quel coatto di Lorenzo Lamas a cavallo del suo motore rombante che comunica con quella sorta di indiano in doppiopetto e capello phonato e monorecchino pendente che è il suo socio, a quanto pare; solo in California si può avere un socio così. Qua, il massimo che ti capita se popo vuoi strafare, è incontrare Alfio alla Birreria del Tonno. Che ha sempre un suo perché, diciamocelo, e costituisce l'evento trasgressivo. Insomma, Lamas bussa alla roulotte - e dove sennò - apre un tizio che era in procinto di avere un amplesso con la sua donna che svogliatamente guardava sul letto la tivù masticando il chewingum- non la gomma, mi raccomando - in shorts e canotta corta, capelli lunghi neri- la immaginavate diversamente?- Il tizio esclama: che cazzo vuoi, Lamas gli sferra un destro micidiale col quale il tipo arriva da dove è venuto, cioè dal letto, in quel momento la donna vede alla Tv la foto di Lamas - che è un poliziotto, anche se dall'aria poco borghese, ma sempre un gran figo, un filo tamarro, appunto- e dice: "John, stai per essere arrestato da un poliziotto ricercato dalla polizia!!!!! ma non ti vergogni?"
Lamas si dispiace leggermente esternando un "brutti figli di puttana!" per stavolta ti è andata bene, amico!
e se ne va con la coda tra le gambe.
Lui non più continuare la sua missione di giustizia, perché non rappresenta più il suo ruolo.
Finché aveva un ruolo lui valeva in quanto tale, ora no, non ha diritto di giustiziare il manigoldo.
Ed eccolo ritornare nelle steppe yankee alla ricerca di ciò che non è più, ma sempre con un certo savoir faire, però.
Se si ha un ruolo non si vale quanto si vale, ma a seconda del valore del proprio ruolo.
Può esistere un principio d'arbitrarietà dei ruoli? Siamo noi che attribuiamo valore ai ruoli o sono degli universali? Si vale senza ruoli? Voglio dire, in assoluto, è innegabile, ma poi, nella società, è veramente così?
Sibel ha scoperto l'acqua calda.
I ruoli, qualsivoglia essi siano, hanno importanza. Che tu assurga al ruolo di massone e dunque il potere te lo prendi da te, che tu sia un barista decidi se io mi possa fare un caffé o no a mezzanotte a Roma, ma se io sono "Lorenzo Lamas" tu il caffé me lo fai, e Lorenzo Lamas senza ruolo non è più poliziotto in California ma un montato qualunque, e ciò decide come va il mondo.
Se uno scemo diviene il mito di una community, il suo ruolo determina il suo valore? in nome di che?
Hitler aveva valore seppur trascinò le masse all'unanimità coinvolgendole in progetti avventati?
Io non ho miti. Ma persone da ammirare, secondo dei principi e dei valori, che includono l'ironia sintomatica d'intelligenza, la quale non è "famme ride", ma qualcosa di più. Ma ciò è impopolare. E comunque ognuno ha i suoi metri di giudizio. ma ci sono cose che oggettivamente sono riconoscibili. Poi c'è il Carisma. il carisma è subdolo, poiché appartiene spesso anche ai saltimbanchi, o ai Lorenzi lamas, rivestiti di un ruolo. ma se il ruolo scema, Lorenzo Lamas rimarrà solo coi suoi capelli.
O no?
ApocalypseSibel
lavoro & salute
Aldo Morrone dal 2000 è direttore della Struttura Complessa di Medicina
Preventiva delle Migrazioni, del Turismo e di Dermatologia Tropicale
dell'Ospedale San Gallicano (IRCCS) di Roma.
Gli incidenti sul lavoro in Italia negli ultimi anni hanno fatto più morti della seconda guerra del Golfo: il
dato è dell’Eurispes, che ha calcolato come dall’aprile 2003 al 2007 i militari della coalizione che hanno
perso la vita sono stati 3. 520, mentre, dal 2003 al 2006, in Italia i morti sul lavoro sono stati ben 5. 252. Un
incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8. 100 addetti. Proprio di recente si è verificata una recrudescenza
di questi incidenti, ma all’indomani del clamore suscitato dalla cronaca, il riflettore sul fenomeno delle morti
bianche si spegne inesorabilmente. Un problema quello degli infortuni sul lavoro per il quale in 25 anni non
sono stati fatti passi avanti.
Se lavorare stanca, come affermava Cesare Pavese, o addirittura di lavoro si può morire,
certamente la disoccupazione e il precariato non fanno bene alla salute.
La disoccupazione è una condizione fortemente sfavorevole per la salute, anche quando il coniuge
lavora, la salute mentale peggiora notevolmente e si evidenzia un eccesso di rischio di mortalità generale
dell’88% rispetto alla popolazione complessiva. Le conseguenze più rilevanti sono l’estremo disagio, lo
stress e la marginalità sociale con eccessi di morti per suicidio, AIDS, overdose, omicidio, cirrosi, malattie
psichiche, cardiocircolatorie, polmonari e tumori ai polmoni. Mentre gli incidenti da trasporto e le cadute
denunciano spesso l’esposizione a lavoro nero.
Occorre rilevare che il rischio di mortalità cresce al crescere della “dose” di disoccupazione: per
AIDS (con un eccesso dal 34% di una “dose” al 590% con 4 “dosi”); per cirrosi (dal 115% al 257%); per
overdose (dal 23% al 289%). Il rischio relativo di mortalità generale è più marcato per i disoccupati con
bassa scolarità.
Fra i disoccupati va evidenziata una specifica causa di morte: il suicidio. Tra i disoccupati nel 1982 il
tasso era pari al 17, 8% nel 1991 era al 36, 5% e 32, 8% nel 1994.
La relazione fra disoccupazione e salute è oggetto di una consistente tradizione di studi
epidemiologici i cui primi importanti modelli furono elaborati durante gli anni trenta del secolo scorso,
all’indomani della tragica crisi economico-finanziaria del ’29. A quell’epoca, vivere nel contesto di
un’economia di mercato, appartenere a una bassa classe sociale ed essere disoccupati significava
sostanzialmente trovarsi in condizioni di povertà e di miseria ed essere privi delle risorse minime per la
sussistenza.
Gli attributi materiali che qualificavano la disoccupazione - la mancanza o la grave insufficienza del
reddito, la denutrizione o la malnutrizione, l’inadeguatezza dell’abbigliamento, la mancanza di un’abitazione
asciutta, riscaldata, dotata di servizi igienici e acqua potabile, il sovraffollamento abitativo - erano innanzitutto
motivo di precarizzazione della salute fisica. L’esclusione dal lavoro tende invece oggi ad assumere un
connotato esistenziale, più che materiale, con la perdita dell’identità e del ruolo sociale.
È plausibile che l’ampliamento degli spazi di mediazione fra capitale e lavoro e lo sviluppo dei
sistemi di welfare, la qualificazione delle attività produttive e delle professioni, l’aumento dei livelli di reddito e
di istruzione e le modifiche degli stili di vita che si sono realizzati nei decenni che ci separano dalla crisi degli
anni trenta abbiano stemperato la drammaticità della condizione materiale di disoccupazione.
Questi mutamenti sono stati accompagnati da una progressiva conversione degli esiti sulla salute: si
è passati dalla preponderanza delle patologie fisiche al maggior peso di quelle psichiche e sociali.
Molte delle ricerche condotte negli anni più recenti in società industriali, caratterizzate da economie a
elevata disoccupazione, hanno confermato un’alta prevalenza di cattiva salute ed eccessi di mortalità e di
danni psicologici fra la popolazione disoccupata rispetto a quella occupata – condizioni indipendenti dallo
stato di salute precedente e in parte reversibili con il re-impiego.
Non è semplice comunque stabilire un nesso causale tra disoccupazione e salute poiché nella
relazione possono intervenire sia effetti di selezione diretta (la cattiva salute può essere la causa della
perdita del lavoro piuttosto che esserne la conseguenza) sia di confondimento, legati a eventuali
caratteristiche personali sfavorevoli per la salute della popolazione a rischio di disoccupazione. , sia
l’eventuale accumulo nel corso della vita di svantaggi sociali e di salute ulteriori rispetto alle esperienze di
disoccupazione.
Tre sembrano essere i principali meccanismi con cui la disoccupazione agisce sulla salute:
a) la povertà;
b) la disoccupazione come evento di vita stressante
c) la disoccupazione come modificatore del comportamento.
Disoccupazione e salute
Negli anni ’80 alcuni autori avevano utilizzato i dati delle indagini ISTAT sulla salute e sulle forze lavoro
per valutare, rispettivamente, lo stato di salute riferito dei disoccupati e il ruolo della salute nella perdita o
nella mancata ricerca del lavoro. I risultati andavano nella direzione attesa, con un profilo di salute più
sfavorevole per i disoccupati di entrambi i sessi e con un conseguente maggior consumo di assistenza
sanitaria. L’ allontanamento dal lavoro o la mancata ricerca di una nuova occupazione erano spiegati da uno
stato di salute compromesso solo in una percentuale di casi limitata al 10-15%: questo dato rappresenta
quindi una misura approssimativa dell’importanza relativa del meccanismo di mobilità fuori dal mercato del
lavoro condizionata dalla salute.
I dati più recenti dell’indagine ISTAT sulla salute condotta nel 1999-2000 consentono un maggiore
approfondimento di analisi dei problemi di salute dei disoccupati in Italia. Dall’esame dell’interazione tra la
condizione occupazionale individuale e quella del coniuge o convivente, la disoccupazione è apparsa una
condizione fortemente sfavorevole per la salute, anche quando il coniuge lavora. La tendenza a valutare
come “non buone” le proprie condizioni di salute e a riferire una morbosità cronica è risultata maggiore negli
uomini in cerca di lavoro con anche la moglie o convivente disoccupata rispetto agli occupati con coniuge o
convivente occupato e, in misura lievemente inferiore, anche nei disoccupati con coniuge/convivente
occupato.
Le disuguaglianze di salute sono risultate in generale più intense negli uomini disoccupati e
l’occupazione della moglie è sembrata meno protettiva rispetto a quanto osservato nelle donne; per queste
ultime è infatti emerso che avere il marito occupato attenuerebbe, sino talvolta ad annullare, le
disuguaglianze a sfavore delle disoccupate.
Le disuguaglianze maggiori riguardano il rischio di obesità che è apparso aumentato in quasi tutti i
casi in cui almeno uno dei due coniugi non è occupato, con eccessi di rischio più elevati nelle casalinghe con
marito disoccupato e nelle occupate con marito disoccupato.
Disuguaglianze e salute mentale.
L’interazione tra disoccupazione e salute mentale è stata oggetto di uno specifico progetto
dell’Unione Europea. Essa non può essere considerata di tipo causale e lineare ma complessa, nel senso
che gli effetti si differenziano secondo diverse fasi, tipologia di disoccupato, contesti storici e sociali in cui i
disoccupati si trovano a vivere.
I danni documentati dal progetto attraverso l’esame della letteratura scientifica europea sono
molteplici e direttamente proporzionali alla durata del periodo di disoccupazione: i principali effetti psicologici
sono il senso di colpa e di inutilità, l’insicurezza, le disfunzioni nella vita quotidiana e l’incapacità di gestire il
tempo, la modifica degli stili di vita, l’abuso di sostanze e la perdita del rispetto per il prossimo. I principali
effetti psicopatologici sono la depressione, l’ansia, l’insonnia, la perdita della concentrazione, la sfiducia. Gli
effetti documentati sulla salute fisica variano dai disturbi dell’apparato digerente alle malattie respiratorie, alle
patologie cardiocircolatorie, agli incidenti stradali e domestici, alla salute materna, fino agli estremi del
suicidio.
La condizione di disoccupazione non coinvolge solo l’individuo ma anche i suoi familiari, le comunità
e l’intera società. Le conseguenze sociali ricadono infatti anche sui lavoratori che conservano il posto di
lavoro, ma vivono nel timore di perderlo; sulla famiglia, a causa del cambiamento di status e dei conflitti tra i
membri portati dalla trasformazione dei ruoli, con una perdita della serenità familiare, maltrattamenti e abusi
sessuali su minori, dipendenza dei giovani verso la famiglia; sulle reti amicali e su quelle legate al lavoro,
con l’indebolimento dell’intensità delle relazioni e il decremento dei contatti sociali.
La realtà italiana, per quanto descritta finora in modo frammentario, conferma le ipotesi emerse alle
ricerche condotte negli altri paesi. In particolare, dagli studi più dettagliati emerge il profilo inquietante della
condizione di salute e di malessere che ancora appartiene alla disoccupazione: gli eccessi di rischio
evidenziati dall’analisi della mortalità confermano in primo luogo il profondo impatto che tale condizione
sortisce sulle opportunità di inclusione e di definizione del ruolo sociale della persona adulta.
I suicidi, le morti associate a comportamenti dettati da un profondo stato di disagio e da percorsi
esistenziali avversi sottolineano la consapevolezza per una consistente quota dei disoccupati e dei precari di
essere abbandonati a sé stessi, con le proprie carenti risorse personali, di fronte alle dinamiche del mercato
e di essere esclusi dalle prospettive e dagli stili di vita rappresentati nella prassi sociale e nell’immaginario
collettivo.
Aldo Morrone e Peppe Mariani
......capito? PRENDIAMO COSCIENZA DI QUESTA SITUAZIONE LEGGENDO ATTENTAMENTE QUESTO FILIPPONE.
BENE. MI SENTO TUTTA RINFRANCATA, ORA CHE HO SCRITTO E LETTO.
VOI?
....E ORA? CHE SI FA? a qualcuno importa qualcosa?
SI ACCETTANO PROPOSTE.
JobbingBride
esilaranti chiavi di ricerca
Mò io vorrei tanto sapere a chi cavolo può venire in mente di digitare come chiave di ricerca per imbattersi nel Blog della qui presente Sposa la frase "biancospino fa bene erezione".*
Misteri dell'umana specie.
Ma soprattutto il nesso che dovrebbe intercorrere tra il biancospino e Sibelbride, se non popo tra la Sposa e l'erezione.
Manco a quel demente der Panza potrebbe venire in testa una domanda di tal guisa.
*Risposta: Er Panza Mazzi
aggiornamento al venerdi 20 luglio 2007: ho sgamato "qualcuno" che ha avuto accesso in questo altare digitando "testo di dragostea a boccea".
...vedete che io non mi sbaglio mai??????
chi può essere secondo voi?
----ovvio.

un bel ggiorno, senza dire niente a nessuno,
imbatteiinuncargobattent
ebandieralibberiana
ho avuto incredulità vestiti da sposa, troppe nozioni tulle violetto porca mignotta e un giubbotto di pelle incontri coll'oceano, top ten, atolli e marilyn monroe, copertine di cd rotte luci al neon un blog con una corona in testa, ostilità, tre quattro stampelle 2 Amici e una scala di marmo, un Panza una prof intellettuale gemebonda scarpe in mano e autogrill mal di schiena immaginazione segreti e pesi sul cuore ho avuto un uomo delle scoperte un finto stupido e un giorno di lite col Padreterno ho avuto stupore per chi non molla polemica mal di pancia e assenza di libidine ho avuto Luca e la sua tastiera un disco di Andrea Ra del 1993 un articolo sull'Avanti! e un'amica a via ludovico pavoni, ho avuto niente ho avuto troppo da non sapere più cosa fosse necessario e cosa no, ho capito di poter vivere di nulla e non saper più quale fosse la soglia del dolore, quella di casa e dove andare ho avuto vuoto in testa sabbia fine le mie mani e tanta carta occhi sospettosi a scavare occhi liquidi ad ingannarmi di lusinghe doni inaspettati e poi restituiti ho avuto furbizia sgangherata ore appese cinuture borchiate biglietti di cinema file congelate, lenzuola rosse sabati sera mesi impantanati e letture della vita, ho avuto pane e mortazza motel sulla strada macchie di sangue e plastica di giornali non so quante penne di cui una costosa ma che non ho mai usato per firmare un contratto, pochi contratti dove ho scritto il mio nome con la bic, le risate di sara la cattiveria di michela i libri usati aghi nel braccio i grattacieli le patatine all'avocado la cacca marziana la minigonna a quadri i sampietrini da sola le cene coi froci e dammi la finocchiona e non me lo dici mai, il pensiero latente il mostro in sordina il nostro tempo migliore! un telefono col display rotto che non butto da quattro anni il pane caldo di By papà va in Iran è tornato papà, i depeche mode e un test di gravidanza un sms letto sott'anestesia ma che ho capito benissimo molti regali stronzi alcuni del cz, delle cuffie rotte ma centomila nuove non sarebbero uguali un ristorante dove non tornare un sipario abbassato una pausa per lutto mezza vita in naftalina una festa lunga 14 anni dei pensieri forse sbagliati un'estate appannata una piscina di acqua ovattata gli occhi di Folly la pelle abbronzata la maglietta che non voglio la pancia bianca "i miei taglietti" la sua voce nell'anima le manine di Anna vi voglio bene ma non lo saprete mai ho avuto pazienza e la virtù dei forti progetti un bambino mai nato un tatami te alla pesca e mozzarella nel frigo, ho avuto feste dell'unità un partito comunista la nullafattanza e due tatuaggi, una moquette dove correre scalza delle colleghe troie mutande a coulotte e un complesso al culo, una dichiarazione d'amore ho avuto renatino, una roulotte la maga circe distesa lattine di coca passeggiate alle sette pesci fuor d'acqua ma amici mai per chi si cerca come noi pratini e sconosciuti pezzi da appiccicare cappelle dove farsi baciare cazzate da trovare quando è inutile non ce n'è, incubi per strillare pochi sogni cz per raccontare un mucchio di pippe mentali per invadere il mondo tante banalità da sperperare contenta ma tutto ciò NON è abbastanza
la Sposa casalinga nelle sue faccende domestiche
clik sul bouquet, ricorda, lurida fellona......
il mio libro finì nel punto in cui incominciò
-Sickboy-
Ho avuto treccine coi fiocchi rossi e margherite di das da far seccare sui termosifoni passeggiate nei corridoi e sassolini sulle persiane la mattina presto, tute blu con la striscia gialla di lato e una banda di amici di cui essere il leader, cespugli per nascondermi con la barbie nuotate in piscina e tuffi dal canotto, gare di ballo e biliardini film sotto ai pini d'estate e gelati nelle pipe di plastica, paperotti da rincorrere e dischi da far piegare al sole di luglio, una panchina con le briciole del mio pranzo per i passeri e giri al laghetto coi coriandoli, scarponi troppo piccoli neve amara da mangiare e noci caramellate, ho avuto la tuta bagnata per la pipì sotto e un'abat jour accesa di notte, figurine sul muro a farmi compagnia e tele coi pennelli un mazzolin di fiori e panini in discesa libera una bicicletta rossa e un buco lungo nero una capra di saba e una divisa blu ho avuto anche due paia di occhiali da mettere controvoglia un anellino col cuore sul lavandino e un ombrello giallo lasciato sul bus, notti di risate con una sorella grassa e riccia, ho avuto foto di gruppo col sorriso forzato e cuore traboccante di felicità, lacrime di magica emozione e rimmel colato, ho avuto complessi, un corso di ginnastica artistica e sguardi per chi avrei voluto essere, giornate sognate e poi ammalate foto in fondo ai cassetti, riga in mezzo e pallide guance coi fermaglietti nostalgia pigiami rosa amiche andate mai dimenticate rabbia parole soffocate e poi strillate coraggio nascosto o finito e poi ritrovato zoccoli blu e cuccioli di cane musica in cuffiette alberi di natale finti e uno dall'altra parte del mondo, ho avuto paura e baci di giuda risciò grattacieli montagne e alberi secolari, una gonna jeans una mamma vestita di giallo e un jumbo per cambiare cielo meraviglia limousines stupori e felicità inaspettate, ho avuto feste regali capelli biondi e scalinate, fotografie problemi da risolvere complimenti e qualche 22, ho avuto pioggia dalla finestra in biblioteche scure, té caldi tra le mani e quindici anni di album da riempire, panche di legno e grida festose di amici la mattina, ho avuto ore mute e complici fogli sottolineati, soprannomi, pause caffé e carte unte di olio, fierezza e calze per gioco, foderine a cuori sussurri nel letto e gambe attorcigliate, cornetti e cappuccini sampietrini e poesie da inventare, svariate catenine al piede giornali di candy candy e qualche chilo di trucchi, ho avuto un'ossessione, un profumo addosso e uno sotto pelle, un tubo per la doccia davanti alle onde del mare e una sottoveste rosa, la corsa coi sacchi e il laghetto gelato, un chiodo fisso ed un triste appuntamento, un discorso da spiegare e una storia forse da raccontare notti solitarie parole al buio e ore da scandire, ho avuto sete, fame deserto e un giardino rigogliosa, una nonna gli gnocchi al sugo e un amico da corteggiare, note da regalare col cuore battente fuochi da cui farmi bruciare una testa per farla scoppiare un viso da tenere a bada 8 orecchini da inventare qualcun altro da diventare ho avuto due o tre sogni molti traguardi e diverse costruzioni, ho avuto perizia rigore ho perso e ho vinto ho avuto parole vere le mie mani da stringere quando ero sola un orologio due enterprises per volare e una maschera nera per nuotare, 1000 scarpe da cambiare ho avuto pasta al sugo nello stesso piatto rotto e pane abbrustolito un pò di saliva per saperne il sapore stivali da buttare per terra, una stessa cicca da fumare e piedi in faccia coi quali dormire, tempo rubato da recuperare,qualche frase sconcia da ridire ancora due o tre domande da fare e qualcosa da schiarire, un sasso da inghiottire una vendetta da assaporare una canzone da cantare due occhi da non dimenticare degli sbagli ai quali non ripensare meno imbarazzo per guardare alto qualcuno a cui far arrivare amore e qualcunaltro da non spaventare.delle attese per tenere duro e degli inutili da sopportare pensieri da approfondire e altri da cambiare, e amiche da veder crescere sotto i miei occhi una coperta rossa per fare l'amore e un telefono per dire di notte ti voglio bene, degli esami da passare dei compagni per condividere e poi lasciare andare degli sms da tenere e un passato da esaltare un papà da mitizzare e uno da odiare uno per viaggiare e un altro per ricordare, carezze da conservare e speranze da inseguire, qualcuno per impietosirmi e motivi per resistere principi da difendere pagine da riempire idee fiere da divulgare un amicoda farmi mancare uno da perdonare obiettivi per vincere strade da percorrere e sfide da colmare una persona da aspettare e cose che aspettano di essere dette specchi per truccarmi l'anima e per guardarmi gli occhi una bocca per dire ciò che penso mentre metto il rossetto e un pacco di batuffoli di cotone per togliermi il trucco....
ho avuto noia e un copione già scritto, ho avuto una preghiera da mettere dentro una palla di plastica d'oro
womans
Oh CCiao come stai come ti trovo bbbeeeeeeneeeeee
ma ddai, ma guarda chi c'èèèèè cciao bellaaaaa dove vai?
eh sono appena uscita dal lavoooooro, ma che bel vestitooooo
quale, questoooo? Etic...
e che fighi questi stivali, ce li ho anche iooooooo
ah guarda io pure se fa caldo e c'ho i muschi e i licheni ai piedi li metto sempre, li adooooroooooo
maddaiiiii....anche io sono stupeeeendiiiiiii
ma sei andata dal parrucchiereeee?
si ti piasce?? sto stereonzo m'ha fatto le mèsc e m'ha tagliato la frangia ma non me l'ha sfilzata di lato ma disce che questo è il mio taglio e io mi fido ciecamenteeeee
ma se stai un amoooooreeeeee
sentiii io ancora devo vedere casa tuuuuaaaaaaaa
eh suona quando vuoiiiiii ti offrro un cafféééééé
stasera che fai di ficooo?
vado a vvilla ada a sentire i marlene kuntz...
ah. fichiiiiiisssimiiiiiiiiiii
siiiiie poi aperitivoooooooo
madddaiiiiii...
e tuuu...
ehm...io...io....io vado ..... vado all'aperitivo al trinity.....e poi all'art café....
fiiico.....
allora qualche volta andiamo insieeemeeeeee
ceeertooo ci vediamo di sicuroooooo
ora scappo
bene, allora mi ha fatto davvero piacerissssimo vederti, come sei abbronzaaataaaaa
anche a meeeeeeeeee
ciao allora ciaoooo.....
...
.....
...anf. è finita.
I'm not in war ;-D I'm so trankui funky....... ;-D

calci a cerchi e botti
compromessi o ferrea coerenza?
quando ci si accomoda si diventa più "indulgenti" con se stessi.....chi ce lo fa fare? e che sò scemo, mica voglio sta peggio, io....
stai pagando il prezzo per non essere un libero ipocrita? Ti accontenti? Mentre mi leggi, ti sembra di ascoltare il Testimone di Bagnacavallo, "e speriamo che io, e non vi veda?"
Il giorno metti su gli occhiali con dipinti due bulbi vigili e cerulei e la sera chiudi le tende e tutto il mondo (infame) fuori?
Spari reboanti costrutti ad effetto "nel disperatotentativodidartiuntono"? :-D -cit.-
Arèggi l'anima coi denti barcolli ma non molli?
Ti senti vagamente sto cazzo in segreto ma sbandieri a furor di popolo ligie serene litanie bacchettone?
Bene, la soluzione per te è "Il libro dei coniglietti suicidi"..........
sequentia sancti evangeli
alla corte del padrone
una persona libera è una persona che non ha paura

MA MICK JAGGER.....COME CAZZO FA?
ON AIR NOW: LATTE E I SUOI DERIVATI

legge del mercato:
più alta è l'offerta minore sarà il prezzo e la richiesta della merce.
Viceversa, minore è l'offerta, più alta sarà la richiesta ed il prezzo.
CONVINCETEVI; RAGAZZI; CONVINCETEVI DI VOI STESSI.
e
TENETE AL CALDO IL VOSTRO CULO SEMPRE E COMUNQUE, E SARETE DEI REALI ONESTI VIGLIACCHI PALLONI GONFIATI.
VeryMoralityBride