sabato, 10 novembre 2007

 

Vola,
Si tuffa dalle stelle giu' in picchiata
Se sei il nemico prega e' gia' finita
La morte batte i denti, c'e'
Mazinga, Robot
Mazinga, Robot (braccia rotanti!)
Mazinga, Robot (doppio laser!)
Mazinga, Robot (bomba di fuoco!)

AlabardaspazialeSibel

sibelbride
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venerdì, 09 novembre 2007

Bridesign

e se ci perdiamo saprai sempre riconoscermi?

sibelbride
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giovedì, 08 novembre 2007

gothibride

guardami negli occhi

TheBride

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martedì, 06 novembre 2007

beeeeeeeeeeeeeeeee.....

beeeeeeeeee...........................

gregge beee beeee

sibelbride
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lunedì, 05 novembre 2007

darkbride

qual'è secondo voi la differenza tra libertà & trasgressione?

QuestionMarkBride

sibelbride
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venerdì, 02 novembre 2007

la giusta distanza

"La giusta distanza"

Cos'è che permette di camminare sul filo teso dei giorni in maniera armoniosa, procedendo sicuri attraverso gli eventi senza perdere di vista le cose importanti, gustandoci al contempo il paesaggio e attutendo gli inevitabili urti dell'incedere nella vita?

Sì, viaggiare, ammoniva Battisti, lentamente senza strappi al motore, in quel metaforico motivo che per anni ho stentato a capire.

Mi ricordo che fiutavo nell'aria ostinatamente quel qualcosa che mi sfuggiva, domandandomi cosa fosse; mi barcamenavo tra gli alti e bassi dei miei umori sollecitati da quella miriade di piccoli cambiamenti, scoperte, sensazioni che parevano fondamentali in quell'istante per la loro intensità.

Ero succube del mio essere mina vacante, ma anche esaltata di sentirmi protagonista di quella festa del vivere. Una festa un pò pazza, ma sicuramente un'avventura, per me che uscivo da un'austerity  integralista, in tre lustri di istituto privato.

Chiedevo a Erika, l'amica di allora, cos'è che permettesse di cavalcare l'onda dell'esistenza domando i miei eccessi di euforia, i picchi di incredibile malinconia, dato che mi accorgevo quanto necessitassi di una mia personale bussola che stentavo a trovare. E lei, che da sempre si atteggiava a donna navigata, sorridendo alla maniera dell'allora nascente Cavaliere Presidente del Consiglio, per il quale simpatizzava fiera- questo è uno dei motivi per il quale Erika era una mia amica ed ora non lo è più, se è vero che il buongiorno, etc etc- mi diceva, non sbagliando: "l'equilibrio, cara Ale, l'equilibrio".

Io meditavo sull'oracolo, capendo la grande eredità che la mia amica mi lasciava. Ognuno lascia un pezzo di sé, durante il suo cammino.

Insieme all'equilibrio Erika mi ha lasciato pure l'odio per il perbenismo di certa destra, il senso critico per riconoscere certi eccessi gruppettari di certa altra sinistra, quello dell'importanza di credere in se stessi, il fastidio per l'ipocrisia borghese di un certo tipo di femmina, il prezzo di non dire certe cose al momento giusto e il monito perenne, tramite la sua figura, di ciò che avrei voluto essere e cosa no.

E' per questo che ieri, guardando "La giusta distanza" ho ripensato a lei.

Sembra facile però è tutto qui, altro motivetto rivelatore di elisir per vivere meglio; la giusta distanza, l'ingrediente che permette al giornalista di fare un resoconto dettagliato di fatti senza parteciparvi emotivamente, pena il blocco totale dell'azione ed una resa incondizionata al fallimento di un buon reporter.

Ma anche metaforico metro di giudizio di vita, appunto, quel sereno distacco per dosare sapientemente moderatezza e passionalità, quando l'una significa appunto equilibrio, saggia misura, e l'altra eccesso e insana follia.

Quest'occhio esterno puntato su noi stessi si rivela l'ancora di salvezza per non farci travolgere da questa vita, mantenendo le redini del gioco, "tra santi e falsi dei" , sul crinale ambiguo di apparenza e realtà.

Se ci attenessimo sempre all'estrema regola dell'asetticità manterremmo sì il nostro equilibrio, senza sporcarci le mani, entrando parzialmente nel gioco e facendo tutti contenti. Principalmente noi stessi, se siamo "di quella pasta".

Ma il rischio che si corre è di cadere nell'errore.

La giusta distanza può allontanare dal porci il dubbio, l'astensione dalla compartecipazione ci tiene in superficie, e questo disimpegno reca ad alimentare  gravi e subdole silenziose lacune.

"Chi non si aspetta l'inaspettabile non saprà la verità", e quest'ultima, solo questa e qualunque essa sia, ci muove; d'altro canto;

chi si accontenta di facili apparenze cade vittima di pregiudizi, proprio perché da per buono ciò che gli viene proposto da altri, accettandolo a priori.

"La giusta distanza" sul grande schermo di questi giorni contiene ed intreccia tutti gli archetipi, quello del sospetto razziale e del buonismo di provincia, della scellerata e ottusa superficialità burocratica borghese, dell'estremo della follia causata dall'eccessiva fragilità e solitudine, dell'emarginazione, atta a sottolineare quanto spesso ciò che sembra si rivela essere totalmente il contrario, per chi sa vedere.

D'altro canto però, che perde la misura lasciandosi sopraffare dalle ciniche, a volte, regole del gioco al quale siamo stati chiamati a partecipare, si trova paradossalmente bannato, ai margini, incapace perché con strumenti probabilmente troppo sopraffini e delicati  per affrontare la corsa, per aver osato spingersi un pò più oltre il dovuto nel tentativo di comprendere lo stesso gioco, che alle volte è d'aiuto non tentare di capire.

Ed ecco che l'ultimo saluto al protagonista, che per non aver mantenuto la giusta distanza si ritrova con la vita cambiata, giungerà proprio da colui il quale pensavamo fosse l'ultimo dei dissennati. Come spesso capita nella vita di chi si muove da invisibile.

Un film a mio avviso intelligente, con qualche riserva sulla protagonista femminile che sovente tira fuori espressioni grossolane da repertorio di fiction tv, una bella colonna sonora e fotografia; una serie di figure emblematiche ben disposte con cui il regista Carlo Mazzacurati ha saputo gestire il pregiudizio e l'apparenza in maniera discretamente originale e onesta.

Alessandra Cantilena

SibelMovie

on air now: Doctor and the Medics

sibelbride
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giovedì, 01 novembre 2007

minestronzo

Minestrone

ingredienti per una persona:

patate e piselli q.b.

verdure miste

Assicurarsi che le verdure le patate e i piselli siano di qualità.

Mixare il tutto in seria allegra facezia.

Non abusatene perché ha effetti collaterali. Non eliminatelo dalla dieta, il digiuno nuoce.

la patata tende a inacidire prima degli altri ortaggi, rendendosi responsabile del deterioramento di tutto il minestrone.

Sappiatelo. E' una caratteristica delle sue proprietà organolettiche

I piselli dal canto loro possono risultare talvolta indigesti dando luogo a problemi di peristalsi. Soprattutto se non freschissimi risultano coriacei, ma ahimé un minestrone di sole patate rischia di farvi saturare di amidi e potassio alterando così pericolosamente il vostro metabolismo.

Il risultato è tremore diffuso, acidità, crampi, cefalee, nervosismo, secchezza delle fauci, stitichezza, tachicardie, paralisi, senso di soffocamento, allucinazione, morte.

Tendete ad aumentare o diminuire le proporzioni di patate o piselli a seconda dei gusti.

In caso di indigestione procedete con un grosso sacchetto di porcherie miste confezionate.

"il bicarbonato ha la misericordia necessaria per tutti.Sempre. Abbiate fede e cercate di ruttare appena vi si presenti l'occasione" - cit. Lucaboysdontcry2003-

Alle volte la bulimia da zozzerie, il pieno di triglicerici degli acidi grassi in santa pace si rivela essere un vero toccasana.

AllegoricBride

sibelbride
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