
voi fate parte di coloro per cui fare l'amore è come prendere un caffé insieme?
se sì mettete un dito qui sotto
Sposa

face off
il crinale tra pubblico e privato.
Una cosa che dovrebbero insegnare a gestire a scuola. Ma fortunatamente o no ognuno costruisce ciò che è scrivendo la propria vita in maniera autonoma con interferenze involontarie varie ed eventuali.
C'è chi rimane "sotto" a questa impasse per sempre perché le regole non le ha mai imparate e se le è fatte da sé, come me, e chi invece è bravissimo a condurre innanzi il cliché, per poi togliersi le pantofole con licenza di rutto libero quando è da solo in casa.
Un detto famoso ma non troppo recitava: "la donna deve essere cuoca in cucina, signora in salotto e troia a letto". Chi esegue tutto esattamente vince. Il guaio subentra quando la donna in questione è cuoca a letto, signora in cucina e troia in salotto. Un vero problema, anche per le più o i più anticonformisti. Ma lo è ancor di più quando ci si relaziona con i giani bifronte della società, coloro i quali sono amabili con tutti e in privato girano la testa e vomitano bile verde come Linda Blair nell'Esorcista parafrasando frasi di Mammona.
Secondo il Trattato di Filosofia Spicciola della qui presente Sposa, essi conducono questa pantomima perché bisognosi di lusinghe continue da estranei/e idealizzati- finché estranei, appunto- ai quali elargiscono sorrisi a profusione per dar loro un'immagine di sé quanto più possibile amabile. Nel momento in cui alcuni di essi diventano leggermente più intimi, il drago di ignoranza e ipocrisia, insofferenza e presunzione che con gli anni si è installato in loro a forza di pere di bianca e salamelecchi, erutta fuori desertificando ogni cosa. Anche loro stessi. All'ultimo stadio dell'obnubilazione il processo di apoteosi dell'Ego raggiunge il suo acme, divenendo irreversibile. Ma a palliativo dell'ennesima perdita e autogol vi sono innumerevoli altri estranei ancora non oltrepassanti il confine tra teatrino e prosaico habitat di tutti i giorni, dove è consentito anche mangiare minestrine con le stelline e formaggini davanti alla tv. Costoro- la coorte in asettica adorazione- daranno panacea per illuderli di essere sempre quella primadonna con tante stelle nella vita, per sempre giovane e nel tempio dell'amore.
Semplici frasi di uso comune scaturenti da menti dozzinali costituiscono le frecce all'arco di costoro, e ingredienti delle frittate che ancora voltano con l'energia concessagli degli ultimi Viagra; abilità inusitata- vista la sospetta carenza di intelletto, nonostante gli innumerevoli tentativi esperiti e le chances concesse loro negli anni- nel far ricadere colpe e peccati originali in chiunque azzardi a far notare qualche defaillance nella proverbiale rettitudine decantata con quintali di fango sulla glabra faccia.
Disinnescarli si può.
Pensarli prigionieri di quel castello di loffie mentre le persone serie salvano vite e con la forza di chi è grande davvero senza che nessuno glielo dica quotidianamente
a ciascuno il pubblico che si merita.
Quantità VS Qualità
300.000 stupidi sinonimo di qualità? Magari. Come dire che se un'Italia intera rivoterà il Cavaliere con la sua sicula paladina prepotente Prestigiacomo, Casini e i sempiterni Veltroni & Rutelli sarà perché tanta gente è sinonimo di intelligenza. Io direi più che altro sinonimo di disperazione. La massa, diceva quello, è subdola. Spesso pericolosa.
Restando in tema di governo, l'ultima; mi auguro che gli Italiani non si lascino irretire dagli slogan con le vocali à-perte della sudista bionda politica, in nome di un presunto fascino di f....otogenica leadership, altrimenti davvero non reggerò e la proverbiale voce del sangue diverrà un esile mugugno d'addio.
Ma perché lo Stivale tutto non si rivolta? Perché non rievochiamo le antiche rivoluzioni e cacciamo la Santanché e le sue permanenti, i suoi manifesti da diva in giro per Roma, quel faccione da patata dolce di Walter e il brizzolato sempiterno Casini?
L'Italia è attanagliata dal "virus dei Istèss".
Come il monopolio televisivo ce l'hanno quelle due cariatidi di Baudo e Bongiorno, allo stesso modo il potere politico è inesorabilmente spartito tra i soliti 4 lobbisti magnaccioni.
La Muti pagherà all'erario la multa per aver evaso le tasse? I 4 miliardi di vecchie lire della miagolante bonazza paffutona finiranno allo Stato? Certo, che magnerà di più.
"è perché la gente certe cose non le sa", millantava un saltimbanco stamattina alla radio, mentre esploravo random l'etere; la gente le cose non le vuole sapere, perché è stupida, a favore di chi ha il potere perché pur non valendo se lo prende.
Un libro per oggi: "La solitudine dei numeri primi". Paolo Giordano, Mondadori
ditemi com'è.
Sibel

INTO THE WILD BRIDE
"la felicità è reale solo se condivisa."
Questo è l'approdo finale del percorso di vita effettuato da Chris; quel viaggio verso la Verità intrapreso nel momento in cui è finalmente libero da quelle che considerava imposizioni e regole inutili di una società oramai impazzita.
Immortalato il diploma di laurea e sbrigati i salamelecchi di prassi con la compiaciuta borghese attesa dell'austerity familiare, Chris, con la leggera spavalderia coraggiosa dei vent'anni, quando si crede di essere invincibili- e a conti fatti, ripensandoci ora forse lo si è veramente, a quell'età in cui tutto appare possibile- rinasce spoglio di qualsiasi materiale "zavorra", privo di ogni ambizione di progetto se non quello di aderire totalmente al cuore delle cose, giorno per giorno e con l'ebbrezza libera della forza di volontà. A suggellare questo ritorno "in utero" un nuovo simbolico nome, che reca in sé l'essenza di quel consapevole spirito desideroso di esperienze: Alexander Supertramp. Unica sua ricchezza, se stesso e il creato.
"non già essere forti ma sentirsi forti" ripete assaporando la sua goccia di eternità coadiuvato da Eddie Vedder, per l'occasione nobile spalla di questo percorso avventuroso.
Tutto ciò che ci serve è già qui. A portata di mano. "Se nella vita vuoi qualcosa, tendi la mano e prendila" sarà l'esaltata, ancora acerba conclusione alla quale giungerà in quel suo intenso succhiare tutto il midollo della vita. La felicità è dentro di noi, e non vi è moneta alcuna né effimero oggetto materiale, carriera prestigiosa o relazione d'amore che possa comprare questa potente eredità congenita interiore che l'uomo è ormai avvezzo a non più riconoscere dentro sé.
Le vette aspre, la sconfinata maestosità delle aride valli desertiche, la potenza delle rapide, l'emozione della dirompenza della Natura in tutte le sue manifestazioni e il misurarsi con esse danno senso all'esistenza umana; questo, solo questo e nulla più, si va a contrapporre alla gabbia folle del sistema sociale e delle sue schizoidi e alienate convenzioni.
La vita divisa in virtuali capitoli di ascendente conquista di consapevolezza, sino ad arrivare all'ultimo, fondamentale tributo da pagare per il conseguimento della Verità: il passaggio dalla scelta di vagabondaggio "nelle terre selvagge" di Alexander- sarà un caso che derivi dal greco, "uomo coraggioso, condottiero dei popoli"?- a quel "chiamare le cose col proprio nome", come a cancellare ogni residuo di mistificazione, di Chris, che continua il suo percorso spiccando il salto verso il Grande Viaggio, con il tesoro infine conquistato: "la felicità è reale solo se condivisa".
......Sposi. Che ne dite?
AlexanderBride

Su un post it attaccato al marmo della mia cucina c'è scritto:
té freddo
mozzarella
soya sauce
riso thai
god is an astronaut
"Domandavi: a cosa servono i giorni?
a futili partenze, a inutili ritorni.
Fogli da mettere in fila
fuochi calanti
fisarmoniche
quando il cielo ci copre
come una scatola rotta"- Lolini-
elastina
caffé con Max a Via della Stamperia
film Prèt à porter Altman dvd
oddioddioddio
MASTICAZZI!!!!!!!!!!!
Peregrinando per le vie del Mondo ho scoperto che le contorsioniste cinesi, le cosiddette "donne nella valigia", sono spesso affette da una patologia per la quale vi è un eccesso di elastina. Alla base della loro capacità di contorsionismo vi è dunque un'anomalia che permette loro di essere flessibili e di avere grande lassità alle articolazioni.
Nell'umanità in genere ho invece notato che questa sostanza è carente in maniera rimarchevole a livello cerebrale.
Elasticità pari a zero.
Questa penuria di scioltezza mentale si ripercuote grandemente sul mio sistema nervoso. Ricordo che un tempo, succube di una passeggera sindrome da rigidità schizoide mentale con relativo attapiramento di chi mi stava vicino, che doveva fronteggiare i miei eccessi scleropatici da scarsa visione dei problemi nella loro obiettiva rilevanza, fui indotta a intraprendere un nuovo way of life.
Il mio mentore di allora era tale Massi, e mi disse: "Ale, da oggi in poi comincerai una nuova terapia. La terapia dei 10 minuti di STICAZZI al giorno."
La cura, inusitata per la mia mentalità abituata a tenere sempre il controllo di ogni cosa- che sicuramente ebbe allora il merito di farmi accedere a svariate conquiste- consisteva nello smussare l'eccesso e ripristinare la normalità e la posologia consisteva nel ripetere ogni giorno appunto, con coscienza e in assenza di altre attività collaterali, la frase "masticazzi" per 10 minuti. Non barare sul tempo pena il peggioramento della patologia.
Ancora oggi considero quel rimedio efficacissimo e pietra miliare della mia evoluzione, da tenere presente nei momenti di eccessivo logorìo psicosomatico da controllo.
Lo consiglio vivamente al posto dei fiori di Bach, supposte di glicerina, diete eccessive, psicofarmaci, gotta e narcotrafficanti.
Il numero del mio Guru non ve lo posso dare, poiché da allora è scappato in terra Iberica e presumo sia convolato con una schizoide, certamente meno affascinante della qui presente Sposa.
Fatemi sapere come va.
Bride

Buon San Valentain a tutti gli Sposi!!!!!!!
The Bride
game over Bride

"Nella vita bisogna avere uno scòpo", mi diceva mio padre.
Questo monito sintetico mi ha lampeggiato per anni davanti agli occhi, ed ha costituito la mia tigre da cavalcare.
Dare un senso. Difficilmente agisco senza senso, e spasmodicamente cerco contenuti in tutto, per deformazione professionale oltre che caratteriale.
E' la mia croce e delizia, senza senso mi pare di non vivere. O comunque che ci provi meno gusto. Ciò non significa che non sia fatalista o non ami le volte in cui l'esistenza mi sorprenda. Ma, sebbene non sembri, vorrei tenere le redini della mia vita, per quanto è possibile.
Ora, tra detti popolari e aforismi sibillini tipo "la vita è ciò che accade mentre facciamo altro" e cose del genere, mi trovo a fare i conti con imprevisti da fronteggiare, che deviano i progetti ed i pensieri così miseramente umani che ognuno per natura è portato a prospettarsi.
E così capita che una mattina mi domandi perché viviamo. E che lo chieda alla Sister. E che lei mi risponda con la sua famigerata Teoria dei Punti.
"E' come un gioco di avventura grafica - mi fa- di quelli che si giocano al pc. Giochiamo per costruire una storia risolta. Quando finisce il gioco prendiamo i punti. Se hai fatto abbastanza punti passi a un altro livello. Sennò puoi scegliere di rifare lo stesso."
Dice che forse si chiama buddismo.
La Sister con queste cose ci azzecca parecchio, io sono sempre abbastanza rigida e razionale per certe cose, dunque evidentemente la mia mente non ha gli strumenti adatti per capire cose che lei capisce. Per altre cose invece sono io che non sono rigida. Mi crea qualche problema, questa cosa infatti, ma non credo che cambierò.
Mi sa che è per questo che io e la Sister non ci annoiamo mai insieme. Sisì, credo sia anche per questo.
Comunque io ancora non gliel'ho detto, ma sul mio game ci deve essere un errore. Perché anche se io non voglio ripetere lo stesso schema, dopo un pò mi si ripresenta. Uguale. Io lo risolvo, bene, finito, Stop, time out, e dopo un pò riecco l'omino sul percorso con la stessa buccia di banana di tre schemi prima. Maledetto omino!!!!!!!
Io, paziente, credendo che sia un guasto momentaneo, un piccolo crash di sistema, risolvo nuovamente. Mi tranquilizzo. E zac. Quando penso di procedere mi incaglio sul solito schema dell'omino del cazzo.
Stavolta sento che sto davvero perdendo la pazienza.
E non trovo nemmeno il numero dell'amministratore di sistema.
tempo scaduto, Sister Bride....


"Bonjour, je suis Catherin-Bride........"
Nella gamma di valori che assimiliamo via via durante il percorso di viaggio che si chiama Vita ce n'è uno sacrosanto, che nessuno tiene a perdere, meno degli altri. Lo difendiamo, lo sventoliamo come se fosse una bandiera nei discorsi solenni, lo cerchiamo e rimiriamo, lo accarezziamo talmente tanto da stravolgerlo di significati come se fosse un albero di natale troppo carico che a quel punto diverrebbe una sorta di ridicolo appendiornamenti multicolore pacchiano.
E' la cosiddetta "dignità".
Toglietemi tutto, ma non la mia dignità. Cosa poi davvero incarni e rappresenti la dignità è alle volte poco chiaro. Ecco che “dignità” viene sopraffatto dal più comune "faccia"; e permutuato coll'imperioso "orgoglio".
Perdere la dignità è sempre deprecabile, ci mancherebbe altro!! Sono una persona dignitosa, io, sa? Con chi crede di stare a parlare? Non è dignitoso portare i soldi in mano, camminare con un tacco rotto, non possedere un telefonino con relativa carta sim prepagata o conto in banca, mentre lo è pagare con la carta al ristorante, firmare un contratto con la mont blanc, lo stesso contratto che ti permette di lavorare in una multinazionale americana, magari, anche se poi sei l'addetto alle pulizie, ma non si dice, perché "sarebbe meno dignitoso" - o fa meno cool?- così come bisogna mantenere una certa dignità giustificandosi come "consulente collaboratore informatico" anziché pensionato statale o bidello. E' dignitoso, certo, e fa fine e non impegna indossare comodi mocassini Hoogan e caldi pullover Ralph Lauren, e che la gente lo veda, che noi siamo gente dignitosa, Dottore. Magari poi la sera apriamo una scatola di ceci in quattro e il nostro letto delle case inpdai dove dimoriamo è tra il bagno e la cucina, ma il nostro nuovo boyfriend- quello che fa il Dottore, si, proprio lui, sa Dottore- ci ha fatto dono di un ciondolo di Pianegonda. Ma come, non sa cos'è Pianegonda, Dottore????
E' altresì dignitoso sapere tutto di ogni cosa, nessuno ci coglierà impreparati, nessuno, nessuno assisterà ad una nostra defaillance, l'attualità è il nostro pane così come la politica, non sia mai che ci colgano con qualche lacuna o possano pensare che non possediamo una coscienza politica, che non ci schieriamo a favore dei cani abbandonati o dei disadattati a rischio senza fissa dimora di Ponte di Nona!!! E che dire del Durfur??? "Ne ho fatte di lotte, io, cosa credete???" Certo, adesso mi pare leggermente oneroso impegnarmi a comprendere cosa dice il mio prossimo lì da 2ore, ma è solo perché ho da terminare la lettura del Corano per il mio corso universitario !
E come fanno altrimenti i miei innumerevoli interessi senza di me? di me che certamente sono attiva nel sociale, mi associo, mi impegno, mi agito, organizzo, ho da fare.
Io nonraccolgostercodicavalloelometto
adessiccareincamenramia, IO.
Io ho un mio cervello, sapete??
Io mi sono sposata, IO. Il dovere mio l'ho fatto. Cosa? ho divorziato 6 mesi dopo? Dopo aver tradito mille volte mio marito col pensiero? Dettagli. Sto a posto con la coscienza, IO. Mica sono zitella. Sono divorziata.
Possiedo un auto dignitosissima. Blu. Mi pagano. Sto in televisione. Lavoro al Governo. Di un povero Paese di merda, ma al Governo. Sono una persona dignitosa. Sputo. Mi ingozzo di pastarelle e urlo improperi con le mani a cono intorno ai baffetti rasati con un dignitosissimo rasoio elettrico. Poi esco e vo alla Caffetteria del Parlamento, dignitosissimo, Buongiorno, Onorevole, cosa prende oggi?
"mi comporto così perché credo sia dignitoso". Ovvero, mantenere un atteggiamento orgogliosamente discreto, mai sopra le righe, soffro in silenzio, non sporco, "non mi abbasso". Fumo a cadenze regolari di una sigaretta ogni quindici minuti, ovvero quattro l’ora, che moltiplicato per ventiquattro fa novantasei, diviso due quarantasei più extra, perché “mi piace la gestualità”, certo, quel certo non so che che mi conferisce sicurezza e il savoir faire che mi compete.
Abbassarsi a cosa?
A correre il rischio di venire smascherati, mostrare le proprie debolezze, di “subire il giudizio degli Altri”. Dove gli altri assumono reale rilevanza solo in quanto occhio vigile e counter inesorabile di personali sconfitte e vittorie, pronti a stilarci un'impietoso rendiconto del nostro avanzare, spesso sotto la subdola nomenklatura connotativa di "amici".
Ma quali debolezze? Accetto di indossare con presunto senso di superiorità la mia divisa di "pseudopezzentealternativo" per difendere il mio diritto di supervalutare l'anima nei confronti di un'esteriorità schiava e consumistica e poi mi trincero dietro un mix complessato di atteggiamenti snobistici da intellettuale di veterosinistra cadendo poi succube delle mie piccolezze interiori.
Il non dialogo fa cool. I silenzi rendono bene l'impressione, e l'impressione conta.
Fa "DIGNITA".
Ma rivediamolo, questo concetto di dignità!! Restituiamo dignità al concetto di dignità!
La vera dignità è il coraggio e la grandezza di perderla, se necessario.
Il vero carattere lo si vede quando si ha la faccia tosta di dirlo, "sì, l'ho persa, e allora? HO FATTO UNA FIGURA DI MERDA; eccomi, sono io, dunque?"
Il rischio. La libertà di spaccarsi ossa, braccia gambe,faccia, tutto, perdendola una buona volta questa faccia. Con personalità.
a cuor leggero. Con....Dignità.
Senza ammennicoli di sorta a proteggerci, siano essi stracci, griffe, silenzi, etichette, nomi d'arte, pantomime, pinzillacchere, trucchi, lazzi, segretucci, pose canzonette ricchi premi & cotillons.
Viva dunque le nostre grandi, nude, strepitose, grandisssime sincere figure di merda. I nostri autodafé. Ci farebbero guadagnare molti punti, se ben fatti, agli occhi degli Intelligenti. I quali Intelligenti capirebbero il reale spessore foriero di cotanta superba nonchalance. E susciterebbero pure grande tenerezza.
Disinnescherebbero le rosicate in esubero, i bruciori di stomaco, le coronarie gonfie. Le rappresaglie, le guerre, gli eczemi.
Ma si affaccia penoso un dubbio alla Bride-mente: per ammettere i propri sbagli, e guardarsi in faccia onestamente è necessario essere dei grandi. Grandi Uomini e grandi Donne;
A volte basterebbe essere semplicemente Uomini e Donne e non mezzecalzette.
SolenneGuruBride